Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Ottobre - ore 21.23

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Terzi: "Ho pensato che Calaiò fosse impazzito"

Le deposizioni degli aquilotti al processo per i whatsapp di Calaiò prima di Spezia-Parma. De Col: "Non mi era mai successo prima". E Ceravolo perde il telefono il giorno in cui doveva mostrarlo ai magistrati.

"TENTATIVO ILLECITO RESPINTO"
Terzi: "Ho pensato che Calaiò fosse impazzito"

La Spezia - Un "eccesso di zelo". Così il Parma Calcio ha definito durante l'udienza presso il Tribunale federale la segnalazione fatta dalla dirigenza dello Spezia Calcio riguardo ai whatsapp mandati da Calaiò e Ceravolo agli aquilotti De Col e Masi prima di Spezia-Parma. La stessa definizione di "comunicazione", che il club bianco ha usato nel trasmettere i messaggi incriminati alla Procura federale prima di quel match, avrebbe denotato la "ritenuta irrilevanza dei messaggi" da parte spezzina secondo i legali del club ducale. E' quanto si può leggere nella sentenza che attribuisce una penalizzazione alla società (-5 da scontare in serie A) e una squalifica di 2 anni a Calaiò.

Il "particolare contesto spezzino". L'eccesso di zelo sarebbe stato figlio del preventivo clima generato all'interno dello spogliatoio aquilotto. Com'è noto, lo Spezia aveva posto tre distinti premi in denaro per i propri tesserati che sarebbero scattati progressivamente al raggiungimento di 54, 57 e 60 punti raggiunti in classifica. Non solo, già prima della partita contro l'Avellino la dirigenza aveva chiesto ai propri tesserati di segnalare qualsiasi tipo di contatto eventuale con gli avversari per evitare ogni sorta di sospetto o accusa di omessa denuncia. Insomma, lo Spezia già salvo non voleva fare regali a nessuno, che giocassero per la salvezza o per la promozione.

Pippein e i messaggi a vuoto. Ei pippein non rompete il cazzein venerdì mi raccomando amico mio / Dillo anche a claudiein / Soprattutto col rapporto che avete con me / Comunque pippein stai tranquillo scherzavo tanto per me è uguale tanto fra un po’ smetto. Sono questi i messaggi mandati da Calaiò il 14 maggio 2018 su cui si basa tutta la vicenda. Messaggi a cui Pippein De Col non risponderà mai. Il quarto in particolare arriva alle 17.25, cinque ore dopo i primi tre che risalgono alle 12.40 circa. All'ultimo i magistrati danno particolare peso. La Procura infatti lo ha "valorizzato per sostenere il contenuto illecito dei primi", considerandolo in pratica un'excusatio non petita.

Tentativo di illecito. "Questo Tribunale ritiene provato che il Calaiò, nell’inviare all’ex compagno De Col i messaggi in questione, abbia posto in essere il tentativo di illecito previsto dall’art. 7, comma 1, CGS, irrilevante essendo che, nello specifico, a tutto voler concedere, questi possa essersi riferito unicamente alla propria incolumità fisica. E’ di tutta evidenza, invero, che anche la sollecitazione e/o l’invito ad omettere interventi di gioco sulla propria persona, ove accolta, possa ritenersi idonea, quanto meno in termini di tentativo, ad alterare l’andamento e/o lo svolgimento della gara", scrivono i magistrati.

Deposizione De Col. "Il contenuto del messaggio mi è parso logicamente riferito alla gara che avremmo dovuto disputare. Per questo sono rimasto perplesso anche perché non mi era mai successo prima. Ragion per cui, senza esitare, ho avvertito il team manager Pinto girandogli il messaggio appena pervenuto". Sul quarto messaggio: "Io sono rimasto ulteriormente perplesso e per questo ho girato immediatamente lo stesso al team manager".

Deposizione Terzi. "Posso anche dire che quando De Col mi ha fatto vedere il messaggio era sorpreso in maniera negativa perché non si aspettava questo tipo di messaggio, e anche perché lo avrebbe costretto a riferire alla Società. [...] Ho pensato che Calaiò fosse impazzito perché stava scrivendo una cosa che aveva a che fare con la partita che avremmo disputato il venerdì successivo con il Parma. [...] Eravamo compagni di squadra, ma non posso dire di avere un rapporto di amicizia. [...] Non ho letto il secondo messaggio, ma me lo ha riferito De Col. Così ho pensato che non avendo ricevuto risposta al primo messaggio, Calaiò avesse pensato di dare minore importanza al precedente messaggio. Io anche in quel caso ho consigliato a De Col di dare notizia alla Società non solo del primo ma anche di quest’ultimo messaggio".

Deposizione Micheli. "Soprattutto il messaggio inviato da Calaiò mi ha destato qualche perplessità, ritenendo potesse riferirsi alla partita da giocare con il Parma. Il secondo (messaggio di Ceravolo, nds), pur con un contenuto apparentemente non rilevante, ma proveniente da un giocatore del Parma, mi ha ugualmente indotto a trasmetterlo, congiuntamente al primo, alla procura Federale".

Sporadicità dei contatti. "Emerge, inoltre, dalle dichiarazioni del De Col e del Terzi, la sporadicità dei contatti con il Calaiò, quasi del tutto assenti tra il Terzi e quest’ultimo, nonché l’assenza di un rapporto di tipo cameratesco tale da giustificare toni così asseritamente scherzosi, effettivamente non intesi in termini scherzosi dall’interlocutore diretto (De Col) e da quello indiretto (Terzi), vice capitano e capitano dello Spezia ed entrambi difensori, la presunta durezza dei cui interventi – in gara o nel corso degli allenamenti – non risulta abbia mai procurato danni fisici al Calaiò", scrivono i magistrati.

Ceravolo perde il telefono.... L'inchiesta dunque si concentra tutta sui messaggi di Calaiò e tralascia quelli di Ceravolo. In verità l'attaccante non ha potuto mostrare il suo telefono ai magistrati per averlo perso poco prima dell'udienza. Ceravolo, scrivono i giudici "se pure pronto a mettere a disposizione della Procura Federale il proprio telefono cellulare, non ha potuto dare corso a tale disponibilità per lo smarrimento del terminale, come da denuncia
presentata all’autorità giudiziaria nel medesimo giorno dell’audizione".
Tentativo respinto, promozione meritata. "Il tentativo di illecito è stato respinto dai destinatari e, per quanto è dato sapere, salvo ulteriori elementi che dovessero emergere da eventuali successive indagini, la Società (il Parma, ndr) ha conseguito sul campo la posizione finale in classifica che le ha consentito la promozione diretta in Serie A".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News