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Tentato illecito, la Procura strozza il grido del Parma

La Procura federale sceglie l'accusa più pesante dopo la denuncia dei giocatori spezzini De Col e Masi sui messaggi ricevuti da Calaiò e Ceravolo. La società ducale rischia la serie A, il Palermo invece torna a sperare.

IL CASO SMS
Tentato illecito, la Procura strozza il grido del Parma

La Spezia - "Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo". Questo recita il primo comma dell'articolo 7 del Codice di giustizia sportiva e la violazione di questo articolo viene contestato dalla Procura federale al Parma. Non "passa in cavalleria" la vicenda dei messaggi inviati dai giocatori emiliani Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo ai colleghi spezzini Filippo De Col e Alberto Masi prima dell'ultima giornata di campionato della serie B 2017/18. Oggi il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha chiuso le indagini dando via all'iter del deferimento secondo l'Ansa che anticipa il provvedimento che sarà pubblicato a ore.

L'8 giugno i due attaccanti del Parma erano stati ascoltati a Roma dai magistrati sportivi che gli avevano chiesto conto del contenuto dei messaggi rivolti agli ex compagni pochi giorni prima di una partita fondamentale per l'esito della corsa promozione. Il Parma, vittorioso al "Picco" con merito va detto, riuscì sul filo di lana a sorpassare il Frosinone in classifica ottenendo la serie A diretta grazie al pareggio casalingo dei ciociari contro il Foggia. La festa di quella sera rischia però di essere cancellata.
Gli aquilotti Filippo De Col, compagno di Calaiò proprio allo Spezia, e Alberto Masi, che ha giocato con Ceravolo a Terni, avevano evitato di rispondere e anzi informato subito i propri dirigenti dei messaggi ricevuti in settimana. Messaggi che erano stati ritenuti fuori luogo dai due calciatori dello Spezia, ligi all'obbligo di segnalare l'accaduto (comma 7 dell'articolo 7) ai propri dirigenti che a loro volta avevano contattato gli organi preposti. E' per questo che lo Spezia non rischia nulla, anzi è parte lesa in questa vicenda e segna un precedente che fa storia nel calcio italiano. La cosiddetta "omessa denuncia" è stata infatti prevista proprio per rompere l'eventuale muro di omertà che rischia di generarsi in questi casi.

Acquisiti gli atti e le testimonianze, i magistrati hanno lavorato in questi giorni a riflettori spenti. Vano il tentativo di minimizzare l'accaduto da parte del Parma Calcio, che aveva emesso un comunicato in cui sosteneva che i due Whatsapp non contenessero "alcun tipo di irregolarità o malizia". La Procura federale ha invece scelto il capo di imputazione più pesante per il club gialloblù, il tentato illecito sportivo. Ora sia Calaiò che Ceravolo rischiano una squalifica, mentre potrebbe essere riscritta la classifica della cadetteria. Un'eventuale penalizzazione toglierebbe la promozione al Parma per aprire le porte della serie A al Palermo, sconfitto nella finale dei play-off e arrivato quarto al termine della stagione regolare. La palla passa ora al Tribunale federale.

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