Tabù interno contro le grandi. Non solo una questione di punte
L'analisi della gara e la fotogallery di Stefano Stradini.
La Spezia - Picco mio dove sei finito? Domandona della domenica sera, la seconda consecutiva senza vittoria proprio nel momento cruciale, quello in cui sarebbe stato necessario legittimare una rimonta comunque importante. E' vero, lo Spezia non perde da una vita, dodici risultati utili consecutivi da quello sciagurato 0-2 col Portogruaro nella settimana dell'alluvione. Ma evidentemente non basta, contro le due siciliane che corrono più di quanto non abbia fatto lo Spezia targato Serena.
Non sono mancate nemmeno oggi le occasioni per vincerla e probabilmente un golletto avrebbe chiuso ogni discorso perchè la Cremonese del secondo tempo, ridotta in dieci dopo l'espulsione di Sale, non avrebbe avuto la forza per trovare il pari, come invece aveva fatto un ben più solido Siracusa.
Ma è mancato appunto quel guizzo che costringe lo Spezia al quinto pareggio interno della stagione, decisamente eccessivo per una squadra che vorrebbe puntare al primo posto e che dovrebbe costruire in casa il suo cammino di gloria.
La voglia non basta: Alfonso, uno che fra l'altro doveva venire in estate, doma un proiettile di Buzzegoli, dice no ad un diagonale di Iunco che reclama un penalty per un mani in area tutto da rivedere. Senza dimenticare il gol-non gol che fa arrabbiare il capitano spezzino pochi minuti prima. La Cremonese crea brividi nel finale di primo tempo con un tiro di Possanzini che si stampa sul palo. Ma ai punti la gara è dei bianchi, in un primo tempo caotico, a tratti spumeggiante, ma che lascia dubbi d'impostazione: Evacuo troppo solo, con due non-esterni come Iunco e Vannucchi che tendono ad accentrarsi molto e tentare o la soluzione personale oppure lo scambio nello stretto. Come al 36' quando proprio Ighli centra il palo con una conclusione liftata che il portiere non vede nemmeno partire.
Secondo tempo, la gente reclama l'ingresso di Marotta, con un Evacuo sempre più condizionato da un dualismo che esiste nella misura in cui i giocatori vengono considerati uno alternativa dell'altro. Potranno mai giocare insieme?
Con la Cremonese in inferiorità numerica, praticamente tutta all'indietro, per lo Spezia aumentano i dolori e a quel punto Marotta entra, in un contesto di partita più difficile rispetto al primo tempo quando esistevano spazi e dove la profondità dell'ex barese avrebbe creato (forse) le situazioni migliori, anche con Evacuo in campo. Sarà un caso che la più ghiotta occasione arriva nell'unica vera azione rapida dello Spezia, con Marotta che sfrutta la sua fisicità e si trasforma in assist-man per Bianco bravo a incrociare la sfera nella direzione opposta a quella che tutti si sarebbero aspettati. Tutti tranne Alfonso che fa un grande intervento d'istinto. Ma per il resto, al di là un possesso palla quasi estenuante, le occasioni finiscono qui. Il calcio è fatto di episodi e questa squadra non riesce a concretizzarli: non una punizione (quanto tempo è che lo Spezia non segna da piazzato diretto?), non uno schema da palla inattiva, non un lampo che finisca in porta. Solo un grande senso di impotenza, per una squadra che meriterebbe la vittoria ma non fino in fondo. Sensazioni simili ad altre domeniche casalinghe, moviola a parte che dirà se questo arbitro è davvero bravo come sembra o meno.
Domenica 5 febbraio 2012 alle 19:37:06
FABIO LUGARINI
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