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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 16.11

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TURNOVER CHE INCEPPA, DELFINO CINICO E FORTUNATO

Mancuso e Crecco firmano il 2-0: Terzi e compagni non smettono di giocare ma l'espulsione di Da Cruz e il nuovo malinconico infortunio di Mastinu diagnosticano un pessimo pomeriggio. Okereke entra e prova a riaprirla ma Fiorillo si supera

attacco non all'altezza
TURNOVER CHE INCEPPA, DELFINO CINICO E FORTUNATO

La Spezia - PESCARA-SPEZIA 2-0
Marcatori: 19'pt Mancuso, 14'st Crecco

PESCARA (4-3-1-2)
Fiorillo; Ciofani, Campagnaro (20'st Perrotta), Scognamiglio, Gravillon; Memushaj, Bruno (28'st Melegoni), Crecco; Marras; Monachello, Mancuso (36'st Del Sole). A disposizione Kastrati, Del Grosso, Perrotta, Bettella, Pinto, Antonucci, Bellini, Sottil. All. Bepi Pillon.

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; De Col, Terzi, Crivello, Augello; Crimi (20'st Maggiore), Ricci (35'st Mastinu), Mora; Pierini (14'st Okereke), Galabinov, Da Cruz. A disposizione Manfredini, Vignali, Maggiore, Barone, Mastinu, Bartolomei, De Francesco, Erlic, Acampora. All. Pasquale Marino

Arbitro: Marinelli di Tivoli
Assistenti: Colarossi (Roma 2) - Di Gioia (Foligno)
Quarto Uomo: Illuzzi (Molfetta)
Ammoniti: Campagnaro, Bruno, Da Cruz, Marras
Espulso: Da Cruz per somma di ammonizioni al 19'st
Recupero: 2'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
14,45 - Anticipo di primavera all'Adriatico, Pescara-Spezia è gara d'alta classifica, uno scontro diretto che i bianchi già hanno perso all'andata per 3-1 davanti al pubblico di casa. Contro gli aquuilotti Bepi Pillon non avrà Kanoute, Capone, Brugman e Balzano. Recuperati invece Mancuso che sarà titolare là davanti in coppia con Monachello. Nella distinta c'è anche Del Grosso, che comunque partirà dalla panchina. Marino deve rinunciare agli esterni Bidaoui e Gyasi e al difensore Capradossi. A conti fatti sei i cambi rispetto alla vittoria contro il Livorno. In una cinquantina dalla Liguria, piazzati al sole nel settore ospiti.

14.56 - Marino, 597 panchine da professionista, non ha lasciato un ricordo irrinunciabile da tecnico del Pescara. Adriatici che presentano due ex aquilotti come Vincenzo Fiorillo e Manuel Marras, mentre Memushaj a Spezia c'è solo cresciuto ma non ha mai indossato la maglia bianca. La doppietta di Valentini nel 2014 permise ai bianchi di battere il Delfino a domicilio: era il 1° novembre di cinque anni fa. Arbitro Marinelli di Tivoli, aquilotti con la divisa completamente rossa.

PRIMO TEMPO
Se ci fosse stato il rischio di una sazio appagamento post-derby, ci hanno pensato gli avvocati del Livorno a riportare immediatamente tutti sull'attenti. Non c'è insomma la sbornia di una vittoria bellissima che spesso ti conduce alla partita successiva con un animo leggero e sbadato: il risultato non omologato, il ricorso paventato dal club labronico, la posizione di David Okereke, sono stati i temi centrali in questi giorni e la decisione della società di partire per il ritiro abruzzese già nella giornata di venerdì è stata ancor più una scelta intelligente. Uno Spezia che per metà è completamente nuovo rispetto al 3-0 al Livorno, deciso a dimostrare che anche negli scontri diretti può fare le partite e vincerle. La cronaca d'inizio gara non racconta chissà che: c'è tanta tattica in mezzo anche perché il Pescara non è in un momento memorabile e il margine d'errore è subito alto per tutti. Al 3' il primo squillo che parte dalla corsia sinistra: il sinistro di Mora al volo sullo spiovente è bello per coordinazione ma altissimo per quel che concerne la calibratura. Spezia molto corale nell'atteggiamento difensivo di base: sia Pierini che Da Cruz tornano sistematicamente all'indietro a disturbare i portatori di palla di un Pescara che senza Balzano e Del Grosso deve fare fronte, come lo Spezia con Bidaoui e Gyasi, a diverse assenze forzate.

Tutto troppo facile: Mancuso vede Spezia e lo punisce.
E' una maschera di sdegno Marino quando i suoi giochicchiano in orizzontale, stazionando un po' troppo a centrocampo: senza le verticalizzazioni e la profondità un giocatore come Da Cruz rischia di essere sprecato. Raddoppio di marcatura pressochè sistematico quello imposto dal Pescara sugli esterni ospiti e vantaggio al 19': il tocco di Mancuso (che allo Spezia l'anno scorso rifilò una tripletta) è fin troppo facile ad un metro dalla porta sull'assist di testa di Memushaj che aveva surclassato Augello, saltato completamente fuori tempo. Reazione Spezia senza strafare ma anche senza calciare: non avrebbe comunque senso gettarsi a capofitto alla ricerca del pari anche perchè permetterebbe al Pescara di avere spazi sulle ripartenze: Gravillon al 20' calcia dai venticinque metri, poi Mancuso prova a ripetersi sul tocco corto di Marras ma Lamanna dice no. I padroni di casa hanno in mano la partita, lo Spezia va a folate e per rimettersi in carreggiata serve ben altro.

Galabinov triste e solitario, lo Spezia non gira sulle fasce.
Da Cruz abbandona la fascia all'altezza della mezz'ora, preferendo partire dal centro nel tentativo di togliere punti di riferimento al Pescara. Pierini invece non riesce mai a puntare l'uomo efficacemente: è sulle fasce che gli uomini di Marino non girano come dovrebbero e anche Galabinov di palle ne vede davvero poche. Va detto che già da qualche minuto lo Spezia sembra girare un po' meglio e anche il Pescara sente che la cifra della gara è un po' cambiata. A concludere verso la porta ci penserà Mora al minuto 33 con un esterno destro dai venti metri che impegna Fiorillo coi pugni: l'assist era stato di Galabinov, costretto per tutto il primo tempo a giocare con le spalle alla porta. Un finale di marca pescarese vicino al raddoppio per due volte: prima Monachello fa piede perno, si gira sulla marcatura stretta di Augello e conclude col sinistro, sporcato in corner, poi Scognamiglio sul successivo calcio d'angolo incorna con stile, fortunatamente sopra la trasversale.

SECONDO TEMPO
Un altro Spezia per strappare un pari che non sarebbe affatto un furto e scacciare lontano le vibrazioni negative. Il problema è che quando Da Cruz riesce a superare due difensori con una serpentina, l'arbitro fischia un fallo che vede solo lui: sono i dettagli che fanno una partita e finora sono stati tutti avversi. Il Pescara ha studiato bene le qualità dell'avversario, se poi chi dovrebbe creare superiorità numerica, si innamora del pallone e lo passa sempre un attimo dopo di quando sarebbe utile, per i padroni di casa non ci sono grossi problemi. La qualità complessiva è quella che è ed in battaglia le caratteristiche sono certamente più favervoli a Pillon: che ha una squadra più muscolare ed esperta, soprattutto a tenere un risultato favorevole. Marino prepara il cambio più atteso del pomeriggio: dentro Okereke per un Pierini che proprio non è esistito. Ma 20'' prima il Pescara raddoppia: ci pensa Crecco a surclassare Crimi e a trovare la testa che vale il 2-0 sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra.

Okereke entra e sfiora il pari. Espulso Da Cruz: non c'è gloria, non c'è fortuna..
Entra Okereke ma sul doppio svantaggio è tutto complicatissimo. Eppure l'uomo più chiacchierato della settimana rischia immediatamente di riaprire una partita che sembra serrata nel risultato e nelle circostanze: l'attaccante di Lagos è abile a colpire di testa a botta certa che Fiorillo toglie dal sacco poi secondi più tardi Mora si dispera subito dopo aver mandato fuori con una rovesciata a tu per tu con il portiere. La differenza è che il Pescara ha segnato due volte sulle uniche azioni costruite, lo Spezia no. E a complicare quel che già è improbo ci pensa pure Marinelli che al 20' mostra il secondo cartellino giallo per Da Cruz, punito per un fallo sacrosanto ma che non sembrava far pensare ad una punizione così severa. Marino si sbraccia, incredulo: la decisione dell'arbitro non lo convince per nulla, almeno quanto il suo Spezia, mai capace a tornare in partita e che dovrà giocare in dieci uomini per l'ultima mezzora di gara. Marino chiede di disporsi secondo il 4-3-2 per non subire ancora e per non smettere anzitempo di giocare la palla.

Vince un Pescara esperto e cinico. Mastinu rientra dopo un anno e si fa di nuovo male.
E' un finale generoso quello dello Spezia: meriterebbe un gol contro un Pescara alla Pillon, catenaccio e contropiede, sfruttando gli errori di chi vuole tentare l'impresa in un pomeriggio maledetto. E' uno Spezia anche molto sfortunato, pur in una giornata non buona, specie dalla cintola in su: il colpo di testa di Maggiore su cross dalla sinistra di Augello non trova la porta, così come la spaccata in bello stile di Mora, a lato di un nulla, dopo un'azione tambureggiante dei ragazzi in maglia rossa. Il primo tiro della sua partita, oggi gravemente insufficiente, Galabinov lo tenterà ad 11' dal 90': Fiorillo non deve sudare sette camicie per accartocciarsi e fare sua la sfera. C'è spazio per Mastinu, finalmente in campo dopo due terzi di campionato a soffrire guardando gli altri: suo l'assist da calcio d'angolo per il colpo di testa di Okereke che obbliga Fiorillo ad un colpo di reni che evita l'1-2. Ma il suo rientro dopo un intero anno di attesa si fermerà a tre minuti dal 90': il ginocchio si gira e lui finisce con le mani sulla faccia, come tutta la panchina dello Spezia. Si finisce in nove e l'ineffabile Marinelli opta per 5 incredibili minuti di recupero che mandano in bestia Marino.

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