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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 12.46

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TREVISO ULTIMO PIANTO, IL LIVORNO SI E' FERMATO LA'

Il Livorno ci lascia le penne anche stavolta: Maggiore, Pierini e Mora consegnano una grande serata. Così da una delle più grandi "fregature" della storia moderna dello Spezia è partito un impressionante elenco di vittorie contro i rivali amaranto.

SETTIMO POSTO, 37 punti
TREVISO ULTIMO PIANTO, IL LIVORNO SI E' FERMATO LA'

La Spezia - SPEZIA-LIVORNO 3-0
Marcatore: 21'pt Maggiore, 29'st Pierini, 38'st Mora

SPEZIA (4-3-3):
Lamanna; Vignali, Terzi, Crivello, Augello; Bartolomei, Ricci, Maggiore (31'st Mora); Gyasi (2'pt Da Cruz), Okereke, Bidaoui (10'st Pierini). A disp. Manfredini, Barone, Mora, Galabinov, Crimi, De Francesco, Mastinu, De Col, Erlic, Acampora. All. Pasquale Marino.

LIVORNO (3-4-1-2): Zima; Bogdan, Di Gennaro, Gonnelli; Salzano (10'st Dumitru), Agazzi, Luci, Fazzi (21'st Porcino); Diamanti; Raicevic, Kupisz (33'st Giannetti). A disp. Crosta, Eguelfi, Gasbarro, Valiani, Gori, Murilo, Porcino, Rocca, Canessa, Boben. All. Roberto Breda.

Arbitro: Piccinini (Forlì)
Assistenti: Muto (Torre Annunziata), Lombardo (Sesto S. Giovanni)
Quarto Uomo: Maggioni (Lecco)
Ammoniti: Di Gennaro, Okereke, Vignali, Agazzi
Recupero: 2'(pt), 3'(st)
Spettatori: 6500 circa (2305 paganti di cui 518 livornesi + 3719 abbonati)
Incasso: 25.700

PRE-PARTITA
20.33 - Due sconfitte in rimonta non possono e non devono minare quanto di buono fatto dallo Spezia in questo campionato, particolarmente da dicembre in poi quando la squadra di Marino è stata capace di un salto di qualità che ha fatto pensare anche alla caccia grossa. Ma come da tradizione, non è andata come i tifosi sognavano. Tifosi che sperano in una prestazione all'altezza della rivalità, antica d'accordo ma soprattutto figlia degli ultimi diciannove anni. Dal 2000 in poi Spezia-Livorno è fra le gare più attese e certamente, anche se i derby storici sono altri, il sentimento è reciproco.

20.52 - Pasquale Marino rinuncia a Galabinov e sceglie un attacco veloce, il Livorno risponde con la difesa a specchio. Una partita mai banale quella contro i labronici sul campo come sugli spalti, anche se sembrano del pleistocene i numeri di quindici, vent'anni fa. Ci sono Crivello e Maggiore per Crimi e Mora, sono questi gli accorgimenti voluti dal tecnico siciliano. Breda conosce bene le insidie del "Picco", infoltisce il centrocampo e spera nell'estro di Diamanti. Ci vuole coralità, velocità e lo spirito che queste gare si dovrebbero portare dietro, senza grandi spiegazioni. In tribuna si registra il ritorno dell'ex ad Luigi Micheli, seduto accanto al vice-presidente Andrea Corradino.

PRIMO TEMPO
Se guardi le rispettive classifiche fai l'errore più grande della tua vita calcistica. Se dimentichi che Spezia-Livorno è pur sempre una partita che fa storia a parte, rischi molto più di una brutta figura. Con il ruolino di marcia dell'ultimo mese che ha visto lo Spezia farsi riprendere tre volte, perdendo contro Hellas e Carpi partite che sembravano ampiamento sotto controllo, è bene partite con i moniti da... derby, anche se un derby, geograficamente parlando, non è. Uno pensa alla tattica e analizza le posizioni in campo ma la cronaca impone da subito attenzione alla palla e soprattutto alla schiena di Gyasi: dal fischio d'inizio del signor Piccinini di Forlì non passano infatti più di trenta secondi che un fin troppo aggressivo Di Gennaro accoppi il malcapitato numero 11 aquilotto, aggredito sul primo possesso e caduto al suolo praticamente a corpo morto. Sostituzione decisamente non prevista per lo Spezia con l'olandese Da Cruz che entra in campo ben prima di quando Marino aveva pensato. Un paio di minuti per rimettersi a posto e lo Spezia schiaccia il Livorno nella sua area di rigore: all'8' proprio il nuovo entrato Da Cruz entra nel cuore dell'area avversa per scaricare su Okereke: tiro improvviso, braccio di un difensore e Ferrovia che sposta la gola in campo ma per l'arbitro il tocco è involontario. Diamanti, dall'altra parte, prova ad usare il cesello: aspetta il movimento degli attaccanti per servirli sulla profondità e ci vuole un provvidenziale Crivello ad entrare perfettamente sulla linea di corsa, tanto da mandare fuori causa il lanciatissimo Raicevic che reclama un rigore quando è lui in realtà a franargli addosso. Livorno chiuso e votato al contropiede, Spezia contratto e finora poco pericoloso sulle corsie.

Bartolomei si dispera, ma è Maggiore a far esplodere il "Picco".
La sensazione è palese: se lo Spezia gioca come sa le differenze tecniche prima o poi emergeranno anche se il Livorno da gennaio in poi ha un'altra marcia e una rosa più equilibrata. Al 20' i bianchi costruiscono la loro prima enorme occasione: azione corale e palla che arriva a Bartolomei, uno che non si fa mai pregare quando c'è da tentare il colpo grosso e la partita di andata lo ricorda bene. Stavolta però il suo tiro a colpo sicuro trova il corpo di Luci che salva il Livorno. Tutto soltanto rimandato di una manciata di secondi: lo Spezia danza sul limitare dell'area altrui, Maggiore ed Okereke triangolano nello stretto e quando il nigeriano scatta è tenuto in gioco da Gonnelli. Il suo tiro trova la deviazione di Zima, ma in mezzo c'è Maggiore che fra una selva di gambe calcia con tutta la forza possibile e riesce a gonfiare la rete. Il gol di uno spezzino in una gara come questa è la musica più bella per uno cresciuto a pane ed Aquile. Disordini in curva Piscina, steward e Polizia respingono una trentina di tifosi che si erano fatti sotto. E' roba di un attimo, c'è da guardare il campo.

Spalti bollenti, Bidaoui richiama l'attenzione. Ripartenze da sfruttare meglio.
Cinque minuti surreali in cui la sceneggiatura cambia location: dal campo, dove il Livorno assorbe il gol e prova a giocare al calcio, lo sguardo va al settore ospiti dove i tafferugli fra i tifosi toscani e la Polizia si placano con fatica. A riportare sul rettangolo verde gli occhi di tutti i 7mila al 36' è Soufiane Bidaoui, letteralmente spettacoloso quando controlla una sfera vagante e inizia una folle corsa con un cambio di passo da fenomeno. Il belga-marocchino corre come un Tomba d'annata faceva sugli sci per scaricare poi sulla sua destra: Okereke riceve come forse non si aspetta più, si sposta la palla sul destro ma il suo piazzato non sorprende Zima. Ottima la prestazione di Crivello che al centro della difesa gioca sugli standard di Cittadella, mentre il cambio di passo di Da Cruz genera ripartenze micidiali che vanno però sfruttate a dovere. Il primo tempo si chiude con il giallo ad Okereke che si tuffa in area davanti all'ultimo difensore che nemmeno lo tocca.

SECONDO TEMPO
La carica agonistica non può prescindere mai: sacrilego metterlo in dubbio. Breda è d'altro canto allenatore esperto e nell'intervallo ha certamente ricordato ai suoi che lo Spezia viene da due sconfitte e da tre rimonte conecutive che ne hanno minato le certezze. Con questi presupposti i labronici provano a non aspettare il giropalla di Ricci, affidandosi all'uomo di maggior talento: Diamanti, unico ad impegnare Lamanna nel primo tempo con una punizione sporcata e per questo meno prevedibile, è nel vivo di tutte le azioni ma la mediana aquilotta non concede il tiro facile. E, semmai, al 3' l'affondo aquilotto scomoda le giocate di un mese fa: sale in cattedra un contraddittorio Da Cruz (capace di grandi giocate ma anche di "cincischierie" assurde, è l'età) che usa la sponda di un Okereke in posizione di centroboa, bravissimo ad attendere l'inserimento di Maggiore che, entrando può fare soltanto una cosa: tirare di prima intenzione, anticipando la chiusura dei centrali, aprendo però troppo l'ampiezza del suo destro. La partita di Bidaoui non andrà oltre il 10' (dentro Pierini): autore di una buona partita, l'ala mancina dello Spezia esce per un risentimento muscolare e non certo per scelta tecnica visto quanto di buono aveva fatto nella prima parte.

Okereke, che partita! Pierini lucy-man, quando entra segna sempre!
Scende la qualità, le squadre si allungano e il numero delle scorrettezze aumenta: Piccinini cerca di controllare i nervi, usando poco il cartellino. Sull'1-0 e con questo equilibrio può succedere di tutto e infatti Bartolomei sacrifica il suo estro personale per la causa dei tre punti: una gara taglia e cuci che aiuta molto Ricci e Maggiore a correre un po' meno e un po' meglio. Si prende gli applausi di tutti David Okereke quando, in palese ritardo, brucia sullo scatto i due difensori del Livorno ma quando arriva in area subisce la loro rimonta ma questo non cancella minimamente tutto il buono che ha fatto nell'occasione e in tutto il match. Il Livorno sembra sentire la stanchezza più dello Spezia: si affida a traversoni e non c'è più filtro a centrocampo. Il momento giusto per rifilare il 2-0, splendido perché avviene da una giocata stupenda di Da Cruz che taglia il campo palla al piede, si appoggia a Bartolomei e quando riceve la palla di ritorno, si procura lo spazio per un cross basso da leccare: il subentrato Pierini è uomo fortunato perché è sempre al posto giusto nel momento giusto e segna di giustezza il suo quinto gol in maglia bianca. Qualità 12 carati e biglia appiccicata alla pelle per Da Cruz, entrato dopo nemmeno 60'' per l'infortunio patito da Gyasi. Sulla destra il talento del Parma ha fatto bene tanto quanto aveva fatto Bidaoui dall'altra parte prima del forfait forzato.

Uno-due-tre: finisce sempre così. Mora la mette in cassaforte e ciao bimbi!
Marino pensa a Pescara, sperando che qualcosa possa recuperare seppur in pochi giorni: toglie pertanto un ottimo Maggiore (che non sbaglia mai queste partite), e sceglie Mora per un finale solo da gestire. Il Livorno non ha mai veramente ammainato la bandiera ma anche il più ottimista dei tifosi può farci poco se al 38' vede ancora una volta rotolare la palla nel sacco: Bartolomei ha il joypad sul destro e con una verticalizzazione semplice ma in realtà studiata alla perfezione in allenamento pesca in area Mora, bravissimo ad esulare il ritorno del difensore e a piazzare un diagonale che quando parte è già destinato all'angolo più lontano. E' il tris che mette la gara in cassaforte e punisce oltremisura un Livorno che è mancato davanti ma che ce l'ha messa tutta per rimanere dignitosamente in gara almeno sino al colpo di grazia. Dentro i playoff si sta bene anche se sarà dura ma lo Spezia ha ripreso a marciare e questa è, soprattutto stasera, la notizie che volevamo scrivere.

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