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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Gennaio - ore 20.02

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TRE GOL ALLE STREGHE, LO SPEZIA VA BEN OLTRE I COMPLIMENTI

Senza tredici giocatori, ma è prestazione scintilante: il Benevento pensa a difendere e quando alza la testa Pobega lo punisce. Quattro minuti di sofferenza, il palo di Lapadula poi nel secondo tempo c'è un'orchestra che suona e Nzola primo violino.

vittoria tassello fondamentale
TRE GOL ALLE STREGHE, LO SPEZIA VA BEN OLTRE I COMPLIMENTI

La Spezia - BENEVENTO-SPEZIA 0-3
Marcatore: 29'pt Pobega, 19'st Nzola, 25'st Nzola

BENEVENTO (4-4-2):
Montipò; Letizia (30'st Barba), Caldirola, Glik, Foulon (14'pt Maggio); Dabo (1'st Improta), Schiattarella (30'st Tello), Ionita, Insigne; Sau (30'st Moncini); Lapadula. A disp. Manfredini, Lucatelli, Basit, Tello, Viola, Maggio, Di Serio, Hetemaj, Pastina, Barba. All. F. Inzaghi

SPEZIA (4-3-3):
Provedel; Ferrer, Chabot (44'pt Dell'Orco), Terzi, Bastoni (31'st Marchizza); Estevez (36'st Mora), Ricci (36'st Agoume), Pobega (31'st Leo Sena); Agudelo, Nzola, Gyasi. A disp. Krapikas, Mora, Deiola, Ismajli, Vignali, Piccoli. All. V. Italiano

Arbitro: Aureliano di Bologna
Assistenti: Valeriani di Ravenna e Marchi di Bologna
IV Uomo: Di Martino di Teramo
Var: Di Bello di Brindisi
Avar: Di Vuolo di Castellamare di Stabia
Recupero: 2'(pt)
Ammoniti: Improta, Bastoni, Agudelo, Estevez, Maggio, Caldirola

PRE-PARTITA
17.23 - Hanno iniziato la loro avventura in serie A da neopromosse facendo meglio di tante altre ma con la consapevolezza che in pochi mesi bisogna calarsi in una nuova categoria con un obiettivo completamente diverso: salvare la serie A e confermarsi. Il Benevento ci arriva con 6 punti e quattro sconfitte nelle ultime quattro, lo Spezia di punti ne ha 5 dopo l'1-4 con la Juve di Cristiano Ronaldo. Uno Spezia cronicamente alle prese con le assenze: Italiano conferma il suo fedelissimo 4-3-3 con la conferma di Pobega, l'impiego per la prima volta dall'inizio dell'argentino Estevez e un attacco praticamente obbligato. Non ci sono nè Verde nè Farias così come Bartolomei. Davanti a Provedel è la stessa difesa che ha giocato contro i campioni d'Italia. Nel Benevento sarà Sau a sostituire lo squalificato Caprari nel 4-3-2-1 di partenza. Occhi puntati su Insigne e Lapadula, per un tridente di tutto rispetto.

17.45 - Ai microfoni di Sky Sport nel pre-partita arriva il diesse aquilotto Mauro Meluso: "Le neopromosse statisticamente lottano per non retrocedere: la classifica, ora, è relativamente importante, ma lo Spezia se la gioca per restare in serie A". A proposito delle assenze che con il forfait di Rafael (affaticamento) sono addirittura 13 Meluso vuole vedere positivo: "E' stata una scelta avere un organico ampio: forse siamo andati oltre per mancate cessioni, ma questo ci conforta visto i tanti indisponibili. Restiamo competitivi grazie a Italiano e al suo staff. Con la proprietà c'è un ottimo rapporto, il budget è congruo per gli obiettivi prefissati e cerchiamo di non appesantire i bilanci. Non dobbiamo mai perdere di vista la salute economica del club". Lo Spezia giocherà con un completo interamente bianco, Benevento con la tradizionale prima maglia a strisce gialle e rosse.

PRIMO TEMPO
Dopo sei gare al limite del proibitivo vista la forza e la storia degli avversari alla settima di campionato arriva il primo match di stagione che lo Spezia non deve sbagliare: non è tanto una questione di classifica odierna ma di proiezioni numeriche che diventeranno fondamentali col passare dei mesi e siccome 40 punti o giù di lì bisogna farli è chiaro che con avversarie al tuo livello diventa importante evitare passi falsi, a maggior ragione che gli stadi continuano ad essere vuoti e il fattore pubblico cancellato dal Covid. La scelta tattica di Inzaghi si vede subito: l'ex tecnico del Bologna imposta un 4-4-2 anzichè l'albero di Natale con la chiara intenzioen di coprire meglio tutte le sezioni del campo. I bianchi da subito impongono il proprio giro-palla con Nzola che, contro un centrocampo in linea, si piazza nella zona fragile per fare da sponda agli attaccanti esterni. Attenzione ad Agudelo da subito protagonista di un duello piuttosto fisico con il dirimpettaio Foulon che già al 10' chiede il cambio per una doppia botta che coinvolge sia l'attaccante aquilotto che il compagno di squadra Dabo. La spalla fa troppo male, il belga reggerà altri 4' ma solo per dare il tempo a Cristian Maggio di scaldarsi, entrare in campo e piazzarsi sulla corsia destra con Letizia che si sposta dalla parte opposta. Secondi più tardi la punizione da sinistra ben tagliata da Bastoni, trova la spizzata di Gyasi ma non la zampata di Nzola che parte con quell'attimo di ritardo che non gli consente d'impattare a due passi da Montipò.

Lo Spezia gioca, il Benevento si difende e quando prova ad alzare la testa Pobega lo punisce.
Lo Spezia è il solito Spezia che costruisce calcio in maniera corale con Ricci che sposta la palla da una parte all'altra dello scenario offensivo, chiedendo ai difensori, particolarmente ad un propositivo Bastoni, di supportare l'iniziativa e guadagnare così la superiorità numerica. Ancora da palla inattiva lo Spezia mette pressione ai giallorossi: al 21' Montipò ci mette i pugni per allontanare il calcio piazzato di Estevez. Il Benevento, dopo tanto attendismo e un atteggiamento molto prudente, combina qualcosa al 24' sulla sinistra con Roberto Insigne che prova a puntare Chabot, bravo a portarlo sull'esterno e a sottrargli la palla dai piedi proprio quando l'attaccante napoletano aveva tentato di sterzare sull'interno. Lo 0-0 salta al 29' al termine di un'azione magistrale dei ragazzi di Italiano, in vantaggio strameritatamente vista la mezz'ora di evidente predominio territoriale: tutto parte da un'ottima giocata di Agudelo che come altre volte è bravo a ricevere, accentrarsi e mettere in moto Salva Ferrer che galoppa sulla destra e calibra un cross perfetto per l'inserimento di Pobega: l'ex milanista bissa il gol segnato alla Juventus usando il ginocchio e per Montipò non c'è nulla da fare. Tanti complimenti allo Spezia per aver portato una mezza dozzina di giocatori in area di rigore, indice di pericolosità vera.

Un gol che ringalluzisce le streghe: palo di Lapadula. Ma Bastoni sfiora il raddoppio.
Il Benevento prende uno schiaffo senza aver subito grandi tiri in porta ma non si può dire che Schiattarella e compagni non siano capaci di reagire, anche furiosamente: prima il palo che non entra in cronaca perché il guardalinee chiama il fuorigico, ma al 31' è tutto regolare quando Lapadula si fa largo tra le maglie della difesa e col sinistro prova a freddare Provedel: ci sarebbe anche riuscito il nazionale peruviano ma a fermarlo è il palo. La pressione del Benevento è rabbiosa e appena un minuto dopo ci pensa Provedel con l'istinto a dire no ad una botta di Sau che trova la forza ma non l'angolazione. Lo Spezia barcolla ma non soccome, la partita si fa bella e al 36' Bastoni sfiora il raddoppio con un diagonale a pelo d'erba frutta di un'altra giocata collettiva che forse i bianchi avrebbero dovuto chiudere meglio. Si vede anche Nzola al 38', bravo ad assistere Pobega, meno a calciare in porta col corpo troppo all'indietro per inquadrare lo specchio. Lo Spezia in contropiede dimostra di poter essere letale, Italiano vuole che i suoi tengano la cifra agonistica fin qui messa in campo e al 40' su una ripartenza ben orchestrata, lo sparo di Gyasi è decisamente a salve. Finirà al 44' la partita di Chabot che su una rincorsa inutile, visto che era fuorigioco, accusa un risentimento all'inguine che lo mette fuoricausa: al suo posto Dell'Orco.

SECONDO TEMPO
Improta per Dabo, Inzaghi rinuncia ad uno dei suoi big e si mette a specchio: al centrocampista neo-entrato subito un cartellino giallo per un colpo a capitan Terzi: la sua gamba è troppo alta e l'ammonizione inevitabile. Il Benevento cerca di alzare il baricentro, Italiano si sgola come e più di sempre ordinando il pressing alto, a partire dagli attaccanti. E' evidente l'obiettivo del mister di Ribera: dopo un primo tempo proprio come lo aveva immaginato e preparato in settimana, non vuole assolutamente perdere metri, regalando speranze ai sanniti. E guarda caso, proprio su un'uscita dall'area di rigore, la pressione dei bianchi genera l'errore di palleggio che permette ad Agudelo di recuperare in prima persona la palla in zona nevralgica, alzare lo sguardo e calibrare un sinistro che gira molto bene ma non scende abbastanza per infilarsi sotto il sette. L'incrocio dei pali respingerà la conclusione del 22enne di Puerto Caicedo, autore di una prova davvero molto importante per come si muove con e senza palla: lo Spezia pareggia il conto dei legni mentre dalla parte opposta Provedel in uscita usa la testa per rinviare lontano dalla propria porta, con tempi di reazione pressochè perfetti.

Le streghe provano a ragionare, lo Spezia lo spazza via in sei minuti: doppio Nzola, applausi alle Aquile!
I minuti passano e il Benevento si sforza di ragionare e soprattutto di non lasciare sguarnite zone del campo perché lo Spezia ha voglia di costruire una ripartenza vincente, cosa a cui è andata vicino più volte senza riuscirci. I bianchi tornano a rendersi pericolosi sugli sviluppi di un calcio d'angolo: al 17' la botta di Ricci che si era avventato su una palla nascosta da Nzola, non trova il pertugio per uscire indenne dalla selva di corpi piazati davanti a Provedel. Due minuti più tardi arriva il raddoppio: nulla di casuale, anzi, lo Spezia è magistrale per come attacca gli spazi e su una palla persa da Schiattarella attaccato da un'inesauribile Pobega, il contropiede è mortifero. Coinvolto Gyasi che partendo come sempre da sinistra punta Maggio, lo lascia sul posto per poi scodellare al centro esattamente là dove c'è Mbala Nzola, solitario come un Gulliver d'annata: l'attaccante di Troyes impatta male ma indirizza la sua zampata verso l'angolo e pur sbilenca la palla s'insacca alle spalle di Montipò, preso in controtempo. Prima gioia nella massima serie per il francese che, dopo tante ottime prestazioni, riesce anche a sbloccarsi in una partita importantissima che lo Spezia ha giocato con il solito piglio visto fino ad oggi: giocare al calcio senza buttare via un pallone e, se possibile, andare in porta. Il Benevento accusa il colpo e rischia il tris al 24', salvato da Montipò che ci mette i pugni per togliere dal sacco il sirulo di Estevez: il diagonale dell'argentino arriva al termine dell'ennesima azione da manuale degli aquilotti. Il tris è soltanto rimandato di un minuto: al 25' infatti arriva la doppietta di Nzola che sale in cielo, forse appoggiandosi su Schiattarella, e con una zuccata imperiosa buca ancora Montipò.

Finale d'accademia, stavolta oltre gli applausi e complimenti arrivano anche tre punti.
Inazghi cambia quasi metà squadra, si mette a tre dietro e tenta il tutto per tutto ma al netto della prestazione dei suoi, non certo all'altezza delle aspettative di tutto l'ambiente sannita, non è neanche serata se è vero che in un contropiede 4 contro 2 gli attaccanti di casa finiscono per ingarbugliarsi senza nemmeno riuscire ad andare a concludere. Inazghi vede la quinta sconfitta consecutiva e adesso teme per la sua panchina con Davide Nicola pronto a tentare l'ennesimo miracolo salvezza, Italiano non smette di incitare i suoi chiedendo compattezza, gestione, senza forzature che portano cartellini e infortuni: di altre assenze non c'è davvero bisogno. Minuti buoni anche per Mora, Agoume e Leo Sena, forze fresche nel finale del "Vigorito" e una considerazione fra le tante: davvero difficile vedere una debuttante che, eccezion fatta per la sconfitta di San Siro, ha segnato in tutte le gare fin qui disputate. Un 3-0 che fa morale, permette di essere avanti in uno scontro diretto anche se guardare la classifica stasera vale tanto quanto ieri: troppo presto per parlare di qualsiasi cosa, nel male come nel bene. Il viaggio continua e sabato a Cesena arriva l'Atalanta: modello di società, di squadra e di gioco. Saranno in tanti a guardare questa sfida con grande curiosità.

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