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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Febbraio - ore 22.40

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TRASFERTE DA INCUBO, ALTRI TRE GOL LONTANO DAL PICCO | Foto

Quinta sconfitta in sei partite quando si viaggia: fuori da Viale Fieschi è un disastro, con due gol subiti a partita. Ad Ascoli gli aquilotti non sfigurano fino all'1-0 ma stavolta gli attaccanti non fanno la differenza.

DODICI GOL IN SEI PARTITE ESTERNE
TRASFERTE DA INCUBO, ALTRI TRE GOL LONTANO DAL PICCO

La Spezia - ASCOLI-SPEZIA 3-1
Marcatore: 8'st D'Urso, 40'st Carpani; 48'st Terzi; 49'st rig. Favilli

ASCOLI (4-3-3)
Lanni; Mogos, Padella, Gigliotti, Mignanelli; Bianchi, Buzzegoli, D'Urso (16'st Carpani); Clemenza (23'st Mengoni), Favilli, Santini (9'st Lores Varela). A disp. Ragni, De Santis, Rosseti, De Feo, Parlati, Addae, Castellano, Cinaglia, Florio. All. Fiorin.

SPEZIA (4-3-1-2)
Saloni; De Col, Terzi, Giani, Lopez; Giorgi (22'st Okereke), Pessina, Maggiore; Mastinu; Gilardino (13'st Marilungo), Forte (22'st Granoche). A disp: Desjardins, Capelli, Ceccaroni, Soleri, Augello, Calabresi, Okereke, Acampora, Vignali, Masi, Granoche, Marilungo. All. Gallo

Arbitro: Antonello Balice della sezione di Termoli
Collaboratori: Dei Giudici (Latina) - Baccini (Conegliano)
Quarto Uomo: Mei (Pesaro)
Ammoniti: Lopez, Mignanelli, Buzzegoli, Maggiore
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
20.07 - I quattro gol al Perugia sono per forza di cose acqua passata in casa Spezia. La B non ti permetterebbe riflessioni ulteriori sulla ritrovata vena degli attaccanti, sei gol in due partite, e sulla capacità di battere una delle squadre più interessanti della potenziale alta classifica. Anche per questo Gallo cambia abbastanza: ancora senza i due portieri Bassi e Di Gennaro, ancora senza Juande, il tecnico di Bollate conferma il 4-3-1-2. Lo Spezia in completo amaranto, Ascoli nel tradizionale completo con maglia a strisce bianche e nere, pantaloncini bianchi, così come i calzettoni. Arbitra l'inedito Balice.

20.22 - Torna Terzi a guardia della difesa, Maggiore e Giorgi affiancano Pessina in mezzo al campo. Confermato Mastinu, dietro un attacco nuovo di zecca: Gilardino, alla prima da titolare, e Francesco Forte, che ha finalmente segnato il suo primo gol proprio sabato contro la sua ex squadra. Mister Fiorin non ha ancora a disposizione Baldini e lascia fuori per scelta tecnica Pinto e Varela. I bianconeri padroni di casa puntano sul tridente composto da Favilli (vero sorvegliato speciale), Santini e Clemenza, mentre a centrocampo fascia da capitano al braccio dell'ex aquilotto Buzzegoli.

PRIMO TEMPO
La prova di maturità non può che passare da lontano. E' fuori dalle amate mura amiche di Viale Fieschi che gli aquilotto hanno sbagliato quasi tutto, portandosi a casa solo pareggi e tante, diverse sconfitte, più o meno meritate. Ripartendo dai primi 15' di Terni, quelli e non di più, lo Spezia deve ricordarsi che il suo attacco si è sbloccato e che forse proprio per questo Gallo cambia gli addendi, provando a dare continuità a Forte e anche ad Alberto Gilardino, alla sua prima da titolare con la maglia dello Spezia. La girata mancina di Favilli al 5' ha buona potenza ma non inquadra lo specchio, anche se Saloni aveva ben accompagnato la traiettoria. Tutt'altra cosa la potente conclusione di Mastinu che al 10' libera un bel sinistro su cui Lanni va a mani aperte, rifugiandosi in calcio d'angolo. D'Urso gli risponde dopo una manciata di secondi con una testata che non inquadra lo specchio ma sulla destra De Col ha bisogno di una mano in più. Squilli a parte, partita equilibrata, senza grande ritmo ma entrambe se la giocano e Gilardino si sbatte in un pressing che coinvolge anche gli altri. Proprio lui al 16' non arriva in spaccata sull'invito di Mastinu che gioca con grande personalità e al 20' si prende una gomitata da Mogos ma Balice gli fischia fallo contro: sarebbe volato in porta.

Lo Spezia alza il baricentro
Gila viene coinvolto sempre e lui si mette di buzzo buono, smistando alla sua maniera e infondendo con la sua generosità, quel tono di coraggio che ti fa prendere coscienza. E lo Spezia dal 22' prende in mano anche la gara, imponendo il giro-palla all'avversario tanto che lo stesso pubblico di casa s'indispettisce. Un'uscita di Saloni non è impeccabile ma ha l'efficacia per far partire un contropiede che l'Ascoli blocca provvidenzialmente sul nascere mentre poco dopo Clemenza dai 25' ci prova, ma dimentica la forza. Al 37' Mogos si licenzia per un attimo dalle marcature lavorando una buona palla sulla sinistra per poi premiare il movimento sul primo palo di Santini, bravo a bruciare nel breve Maggiore e girare al volo ma non dentro la porta.

Finale in tono minore, lo 0-0 è logica conseguenza.
Nel palleggio lo Spezia si fa preferire all'avversario anche se scarseggiano i suggerimenti per le punte e siccome entrambe sono gente d'area di rigore la differenza la dovranno fare i cross dalle fasce: l'Ascoli nel primo tempo non lascia in verità spazi sugli esterni e nel finale per poco non trova il golletto affondando sulla destra, a pochi passi dai venti temerari tifosi aquilotti che prendono posto nel vetusto ed immenso settore ospiti dell'impianto piceno.

SECONDO TEMPO
Si può vincere, se si cambia passo ma si può anche perdere se si smarrisce l'attenzione. A Forte invece manca il guizzo per liberare il destro invece di franare su Gigliotti, ma c'è ancora lo zampino di Gilardino nella finalizzazione della prima giocata della seconda frazione. In una partita dove la palla danza soprattutto sulle mediane, Giorgi tenta d’essere utile in entrambe le fasi: si vede che ci tiene un mondo a farsi rimpiangere in una piazza molto più che speciale per un ascolano doc come lui che non si è lasciato affatto bene dopo un'estate ai margini e la cessione all'ultimo secondo. Quando lo Spezia attacca lo fa in modo corale, usando molto la qualità di Gilardino che ha visione e piede per far viaggiare la palla. La paura è dietro l'angolo, proprio quando il fraseggio sembra il viatico per arrivare a sbloccarla: il pallonetto di D'Urso all'8' sembra più un alleggerimento sbagliato che una genialata ma i propositi non contano. La parabola malefica supera la perfezione visuale di un Saloni troppo avanti e infatti lo scavalca.

Marilungo per riprenderla, nessuno si risparmia.
Finisce al 13' la gara di Gilardino, comunque non negativa la sua prova ma serve l'imprevedibilità di Marilungo per raddrizzare una partita che gli aquilotti non meritano di perdere basta che Saloni non ripeta una parata come quella del 14': il giovanissimo estremo difensore deve ringraziare la sorte visto che non ci sono maglie bianconere ad attendere sul limitare dell'area. Quando lo Spezia attacca può fare paura, Buzzegoli usa un cartellino d'esperienza per fermare il break di Pessina e compagni e nel contempo dare un segnale ai suoi: "Se reggiamo adesso, la portiamo a casa", sembra dire uno degli ex del triplete. Fiorin ordina il pressing alto e infatti sul ritmo la gara s'infiamma di nuovo con il tiro-cross di Giorgi sul quale Bianchi per poco non rischia il karakiri. Entrano anche Granoche ed Okereke al 22' per Forte e Giorgi. Calcio come gli scacchi: tre punte di ruolo chiamano un difensore in più, Fiorin inserisce Mengoni e ne piazza cinque a protezione di Lanni. Troppo importante l'estro di Marilungo, infatti da lui partono le cose migliori. Di certo sarebbe stato un gol da affittare in cineteca quello siglato da Pablo Granoche al 26': stupendo il tuffo con cui insacca la sfera sul secondo palo ma Belice aveva già la mano alzato prima che la palla varcasse la linea.

Fino alla fine ma non è serata. Carpani raddoppia, Terzi illude e Favilli la chiude .
Ora Lopez e De Col sono costantemente proiettati e naturalmente l'Ascoli aspetta l'occasione buona per volare in contropiede e chiudere la partita. Su questo copione si sviluppa l'ultimo quarto d'ora e quando Okereke con una serpentina manda fuori giri Mogos pensi che Marilungo non può proprio sbagliarla: peccato che il suo destro di volo il palo lo sfiora soltanto. L'Ascoli inizia la classica fase di perdita di tempo già a 10' dalla fine, Giani si avventura in un dribbling da galera ma viene graziato da un Ascoli che davanti dorme profondamente. A metterla al sicuro ci penserà Carpani con una zampata da secondo palo e una difesa fermissima su un calcio d'angolo ben tagliato ma non irresistibile. Poi il gol nell'extratime di Terzi (solo soletto schiaccia a rete la perfetta imbeccata di Mastinu) e il rigore solare di Lopez che stende Favilli e gli permette si siglare il definitivo 3-1. Come perdere una partita in modo normale, troppo normale.

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