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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Giugno - ore 22.20

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TRA VINCERE E PERDERE, GLI ERRORI PESANTI DI PILLITTERI

Dopo 75' di equilibrio, Foggia e Spezia si regalano un finale pieno di x files: annullato un gol regolare ad Okereke e subito dopo segna Iemmello. Poi altra protesta aquilotta su un palese braccio in area di Martinelli. Dedicato a chi critica il Var.

DEFRAUDATI
TRA VINCERE E PERDERE, GLI ERRORI PESANTI DI PILLITTERI

La Spezia - FOGGIA-SPEZIA 1-0
Marcatori: 38'st Iemmello

FOGGIA (3-5-2)
Leali; Martinelli, Billong, Ranieri; Zambelli (35'st Cicerelli), Gerbo, Agnelli (18'st Busellato), Deli, Kragl; Galano (10'st Iemmello), Mazzeo. A disp. Noppert, Loiacono, Arena, Ngawa, Cicirelli, Chiaretti, Boldor, Matarese. All. Grassadonia

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali, Capradossi, Ligi, Crivello; Bartolomei, Ricci (40'st Galabinov), Maggiore (40'st De Francesco); Gyasi (30'st Pierini), Okereke, Da Cruz. A disp. Manfredini, Barone, Brero, Augello, Terzi, De Col, Figoli, Suleiman, D'Eramo. All. Marino

Arbitro: Luigi Pillitteri di Palermo
Collaboratori: Gianluca Sechi di Sassari e Filippo Bercigli Di Valdarno
Iv Uomo: Francesco Fourneau di Roma 1
Ammoniti: Zambelli, Ricci, Gyasi, Maggiore, Ligi, Ranieri
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
14.30 - Nella tana dello "Zaccheria" davanti alle previste 10mila persone che caricano un ambiente sempre molto elettrizzato. Per i pugliesi, come ha detto il tecnico Grassadonia, quella contro gli aquilotti è d'altro canto La partita: due curve pronte a dare una mano, calde e rumorose, non mancano però i fedelissimi giunti dal Golfo, in una cinquantina. Nessun campanlismo o rivalità, è una questione di classifica, di punti pesanti che servono a tutti. Ai satanelli per continuare a contrastare la penalizzazione d'inizio stagione che ha costretto Iemmelo e compagni ad un campionato obiettivamente condizionato; ma sono punti importanti anche per lo Spezia che, ritrovati i playoff, non vuole subito uscire dal ranking delle otto migliori. Amarcord Marino allo “Zaccheria”, avendo allenato i rossoneri nel 2002/03 e 2003/04 con promozione in serie C-1. Proprio a Foggia oggi, l’allenatore siciliano cerca la 100° vittoria in cadetteria, considerando la sola regular season. La prima è datata 11 settembre 2004, Arezzo-Catania 3-1.

14.55 - Rossoneri alla ricerca del successo dopo due sconfitte esterne inframezzate dal pareggio casalingo per 1-1 maturato contro il Cittadella; bianchi reduci dalle vittorie per 3-2 sul campo del Benevento e quella per 2-1, fresca di martedì, contro la Salernitana. Squadra non cattiva, un solo rosso in stagione, il Foggia è una delle 7 squadre cadette 2018/19 che ha pareggiato di più dopo 31 giornate, a pari merito con Venezia, Cittadella, Brescia, Padova, Ascoli e Verona. Il Foggia è la squadra della Lega B 2018/19 più distratta nei primi 15’ di gara, con 10 reti subite in 31 giornate. Marino cambia sei undicesimi rispetto a martedì: si punta alla freschezza atletica anche perché l'avversario non ha disputato il turno infrasettimanale. C'è davvero un'atmosfera suggestiva spezzata soltanto dal minuto di silenzio per commemorare le vittime del terrificante terremoto de L'Aquila, a dieci anni dall'accaduto.

PRIMO TEMPO
Diecimila cuori, carichi come molle, per trascinare il Foggia alla prima delle quattro vittorie necessarie, secondo i conti del suo tecnico Gianluca Grassadonia, per salvare la categoria. No, non sarà per niente facile per i "mariniani", chiamati ad una prova di grande sostanza in uno degli stadi più caldi della categoria . Un Foggia che suo malgrado ha il record assoluto dei legni colpiti, un Foggia che ha in Mazzeo e Galano i terminali offensivi, con Iemmello pronto ad entrare a gara in corso. Servono esperienza e sagacia da parte dei bianchi nel leggere i diversi momenti della partita senza pensare ai tanti titolari fuori causa, primo fra tutti il capitano Claudio Terzi, con fascia affidata a Vignali, sprugolino doc. Inizio subito equilibrato, lo Spezia ragiona e non ci pensa neppure a scoprire il fianco, il Foggia va a folate, puntando sull'imprevedibilità delle sue punte: è proprio ciò che ci si attendeva. Tatticamente lo Spezia sembra aver capito subito come gioca l'avversario: su Gerbo e Deli, le mezzali con licenza di staccarsi, la marcatura inizia con il forcing degli attaccanti e per il Foggia gli spazi si diradano. Si arrabbia Marino sui personalismi di Da Cruz che porta a spasso palla e avversari ma finisce per perdere tempo permettendo alla difesa di riassestarsi. Il primo quarto d'ora si chiude con il tiro di Agnelli che si costruisce lo spazio ma spara altissimo.

Spezia formato trasferta, Marino non vuole sbilanciamenti.
Niente giropalla a partire dai difensori: è l'ordine di Marino per scompaginare ciò che Grassadonia aveva probabilmente preparato in settimana. E' preferibile il lancio a scavalcare che tenga sempre sulla corda i tre centrali difensivi rossoneri. Foggia che al 17' riesce a velocizzare gli scambi che liberano Mazzeo per vie centrali ma l'attaccante non se la sente di puntare Capradossi preferendo sterzare sulla mancina ma favorendo così il rientro di Vignali che gli mura la conclusione. Il Foggia intensifica gli sforzi e al 21' Deli sulla sinistra si prodiga in finte e controfinte, trovando a centimetri dal fondo, i metri sufficienti per liberarsi di Vignali ma il suo tiro-cross è troppo teso e forte per Mazzeo. Lo Spezia però da qualche minuto non sorpassa la metà campo e menomale che in mediana Maggiore ha sempre i tempi giusti per chiudere le diagonali. Sulle ripartenze Da Cruz e Okereke hanno facilità di dribbling (Zambelli usa un giallo per fermare l'olandese) e sulla corsa provano a cercarsi: qualcosa di potenzialmente buono si vede ma è la lucidità sull'ultimo passaggio a mancare.

Gyasi francobolla Kragl e sacrifica un giallo per la causa che lo terrà fuori alla prossima. Si vede che tuttavia il trattamento speciale è una consegna chiara per non dare all'avversario il cross facile e soprattutto per neutralizzare l'uomo in più del 3-5-2 foggiano: dettagli di un match emozionale ma anche molto tattico. Le difese assicurano attenzione e centimetri, gli attacchi creano movimento e continui scambi di posizione ma di conclusioni non se ne vede mezza: si gioca davvero sul filo dell'equilibrio ma non è una partita noiosa. Alla fine le prime vere chance arrivano nel finale: chi ci va più vicino è Kragl che col suo solito sinistro perfetto calcia una bella punizione da trenta metri che Lamanna riesce a smanacciare in angolo con un'ottima scelta di tempo. Pugliesi che chiuderanno la prima frazione ancora in attacco con il corner susseguente calciato secondo schema, con il tiro di Mazzeo, bravo a liberarsi in posizione di rimorchio, sporco e lontano dallo specchio.

SECONDO TEMPO
Da calcio d'angolo a calcio d'angolo, la seconda frazione si apre come si era chiusa la prima: stesso identico schema, un giocatore che si stacca, uscendo dai blocchi e dalle marcature, per un tiro in solitaria. Stavolta è Deli ad impattare sulla sfera ma Lamanna non si scompone, rimane a centro porta e blocca a terra la sfera calciata a colpo sicuro. Il Foggia riparte alla grande, il ritmo è ben altro e lo Spezia si mette dietro, sperando si tratti di sfuriata generosa ma breve. Al 6' tornano a mostrarsi gli aquilotti: Gyasi serve in profondità Da Cruz, che punta Ranieri ma sull'ultima finta decisiva che mette fuori causa il difensore, finisce per perdere l'equilibrio e ruzzolare a terra proprio sul più bello. Due minuti dopo la prima sortita concreta aquilotta per provare a bucare Leali: Gyasi lavora un'ottima palla sulla sinistra e pesca nel mezzo Maggiore che riesce a tenerla bassa, chiamando l'ex portiere aquilotto ad una respinta volante sulla sua destra. Davanti gli attacchi sembrano più frizzanti mentre dopo un'ora di partita Agnelli casca al suolo, tradito dai crampi e forse da uno stiramento sull'ultima scivolata della sua gara: al suo posto entrerà Busellato.

C'è anche Iemmello ma Capradossi è un leader. Dentro Pierini per vincerla.
Il fattore stanchezza inizia a fare la sua parte, fondamentale arrivare all'ultimo quarto d'ora con gli occhi lucidi e le forze ancora nelle gambe: quelle che permettono a Capradossi di inseguire Iemmello, neutralizzargli la possibilità di tiro, facendo sfumare un contropiede molto ben lanciato da Mazzeo. Con il collo destro sparerà altissimo Iemmello al 24' sulla spizzata di Mazzeo che mette fuori causa anche Capradossi che non aveva ancora sbagliato mezza posizione. Ma è chiaro che l'ex aquilotto, per caratteristiche, è una prima punta vera e può dare ben altro peso specifico al reparto di quanto ha fatto l'evanescente Galano. Il Foggia non vuole abbassare il baricentro proprio nel finale, sarebbe un messaggio di sostanziale soddisfazione per il risultato contro uno Spezia che, a sensazione, sembra averne di più. Ultimo spicchio con le forze fresche di Pierini, per Gyasi, e uno Spezia che deve gestire anche qualche ammonizione di troppo per non finire in dieci prima del game over. Da Cruz sembra l'unico uomo capace di seminare panico: nel bene e nel male, usa bene le sue qualità ma non riesce mai a scaricare sul compagno libero.

Gol annullato ingiustamente e rigore evidente. Nel mezzo l'1-0 di Iemmello.
Ci vogliono le maniere forti per fermare il contropiede di Pierini: le usa e non può farne a meno Ranieri perché a 12' dalla fine sarebbe peccato mortale. Al 35' lo Spezia va vicino ad un gol a questo punto pesantissimo: sulla punizione cross abilmente messa nel mezzo da Bartolomei, Ligi la sfiora, Martinelli la devia verso la sua porta ma Leali se la ritrova praticamente in bocca e si aiuta con la traversa per rifiugiarsi in angolo. Il gol arriva una manciata di secondi più tardi e per lo Spezia sarebbero tre punti d'oro ma il guardalinee ferma la gioia di Okereke e annulla una rete per fuorigioco che lascia a dir poco perplessi. Ancora una volta, pesano gli episodi sfavorevoli, visto che due minuti dopo è il Foggia a sbloccare il risultato: non segnava da dicembre Pietro Iemmello, proprio lui, che su un cross dalla destra di Gerbo trova la deviazione vincente. Le proteste dello Spezia troveranno altro sfogo per un fallo di mano di Martinelli che sembra solare: come si fa a non dare quel rigore? Cinque minuti di recupero, la frustrazione per un epilogo assurdo e tre punti che potevano essere dello Spezia se il gol di Okereke fosse stato convalidato. Come si fa a sbagliare tutto questo in una partita di serie B?

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