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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 23.06

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TANTO SPEZIA, NESSUN GOL. E I PLAYOFF SI ALLONTANANO

Un palo e tre occasioni nitide ma i bianchi anche stavolta non gonfiano la rete. In casa del solido Perugia di Bucchi, Di Carlo le prova tutte ma non riesce a sfondare il muro umbro. Biancorossi a -7 dal Frosinone che domani ospita il Trapani.

TANTO SPEZIA, NESSUN GOL. E I PLAYOFF SI ALLONTANANO

La Spezia - PERUGIA-SPEZIA 0-0

PERUGIA (3-4-3)
Brignoli; Dossena, Mancini, Del Prete (21'st Monaco); Di Nolfo (10'st Di Carmine), Gnahorè (1'st Ricci), Acampora, Alhassan; Mustacchio, Forte, Guberti. A disp. Elezaj, Volta, Nicastro, Terrani, Vicaroni. All. Cristian Bucchi

SPEZIA (3-4-2-1)
Chichizola; N.Valentini, Terzi, Ceccaroni; Vignali, Maggiore, Dejokovic, Mastinu (31'st Baez); Piccolo (16'st Giannetti), Granoche, Fabbrini. A disp. A.Valentini, Datkovic, Pulzetti, Errasti, Nenè, Okereke, Signorelli, Baez. All. Domenico Di Carlo

Arbitro: Davide Ghersini (Genova)
Assistenti: Enrico Caliari (Legnago) e Mauro Galetto (Rovigo)
Quarto ufficiale: Livio Marinelli (Tivoli)
Recupero: 1'(pt), 6'(st)
Ammoniti: Mastinu, Dossena, Terzi, Di Carmine

PRE-PARTITA.
19.55 - C'è tanta necessità, ma c'è anche tanto coraggio. Mimmo Di Carlo mette in campo lo Spezia più offensivo della stagione nella partita che la stagione la vale. Migliore fermato da un problema muscolare sarà sostituito da Mastinu spostato a sinistra; non parte del tridente, composto da Piccolo, Granoche e Fabbrini, ma centrocampista nonostante le sue qualità d'attaccante. In mediana vanno Djokovic e Maggiore con Vignali a destra. Sarà il genovese Ghersini, 72esima B, a dirigere il traffico: l'11 marzo scorso diresse Spezia-Avellino 2-1 e il 17 aprile Cesena-Spezia 1-0.

20.12 - Perugia favorito sul terreno di casa nello scontro tra le virtuali prima e ultima della corsa play-off. Per i bookmakers il successo casalingo è l'esito più probabile e viene pagato fino a 1.90 volte la posta; viceversa un blitz aquilotto in Umbria arriva a toccare quota 4.20. Il pareggio si attesta infine a 3.30. Al "Curi" 31 punti messi assieme, soltanto due in più di quanto gli umbri hanno saputo fare in trasferta. Solidissima la squadra di Bucchi: solo 7 sconfitte, come la capolista Spal. Tanti i giovani interessanti, i due club hanno ben lavorato sui profili di prospettiva promuovendoli in prima squadra con convinzione. Una curiosità: sia da calciatore che da allenatore Mimmo Di Carlo non ha mai perso nello stadio del Perugia.

PRIMO TEMPO.
I conti della serva, le tabelle di fine stagione, gli incastri. Suggestioni e pensieri di una settimana con il cuore a metà, fra chi ha smesso di crederci sul gol non concesso a Frosinone e chi invece, memore del fatto che la serie B non finisce fino all'ultimo secondo, vuole vedere se la fine porterà sorprese. Oggi però lo Spezia non può che giocare per vincere, battere il Perugia e semmai contribuire all'eventualità che i playoff saltino anche perché non c'è nessun motivo per tifare per gli spareggi se gli aquilotti non saranno protagonisti. Numeri e frasi che si contorcono, il ritorno al tridente d'attacco e una mediana di qualità dove il vice-Migliore sarà il sardo Mastinu: contro una delle squadre più continue del torneo serve uno sforzo estremo per vincere. E siccome il calcio è fatto sostanzialmente di episodi, lo Spezia urla contro il cielo al 5': è Granoche a maledire ancora la sorte e stavolta a negargli la gioia non è un gol non concesso: il suo diagonale chirurgico, calciato col destro sul perfetto passante di Piccolo, incrocia sul secondo palo, colpendolo in pieno. Il Perugia ci mette un po' ad entrare in partita e si affida all'8' al tiro senza pretese dalla distanza di Di Nolfo, facile preda di Chichizola.

Un palo e una gran parata: sfortuna Granoche.
Sull'asse Acampora-Guberti il Perugia si schiude, guadagnando qualche metro e iniziando a schiacciare lo Spezia nella propria trequarti, senza però trovare la misura negli ultimi venti metri. E sulle ripartenze concesse, gli aquilotti guadagnano credibilità: bravi a ribaltare in tre passaggi un attacco avverso, fino alla rifinitura di Piccolo che ha occhi vispi per vedere il movimento di Granoche a rimorchio, invitandolo al tiro di prima intenzione: interno destro velenoso sul palo opposto dove Brignoli si tuffa ma il portiere salva con il piede sinistro, alla disperata. Bucchi ci mette 16' per mettere le mani sulla squadra: troppe sofferenze sulle infilate liguri e ritorno alla vecchia difesa a quattro che potrebbe generare cambiamenti anche fra gli ospiti. Un palleggio maturo quello dello Spezia che con tanti giocatori d'attacco in campo, e con un Fabbrini ancora fuori dal gioco, impone al Perugia un gioco più complicato anche in virtù delle tante assenze capitate ai biancorossi.

Cambi di modulo, la gara perde gli spunti.
Unico brivido di marca perugina al 27' sull'azione personale di Di Nulzo che si libera con un tunnel e calcia a rete con un mancino poderoso: l'esterno della rete è solo un'illusione per la gente del "Curi". Lo Spezia, era nell'aria, abbandona la difesa a tre e passa al 4-2-3-1, sistemandosi a specchio con l'avversario, sacrificando Vignali a fare il terzino puro e dando a Mastinu un ruolo più naturale con le sue caratteristiche. Oltrepassato il guado della mezz'ora, ai punti più di marca spezzina che non degli umbri, la gara perde ritmo ed imprevedibilità, con diverse situazioni spezzettate dai falli tattici (bello il duello Acampora-Maggiore, scintille fra Del Prete e Fabbrini) e le prime noie. Lo spettacolo ne patisce le ovvie conseguenze, ma globalmente lo Spezia dà sempre l'impressione di poter far male soprattutto quando verticalizza, approfittando di certi imbarazzi dei difensori centrali di casa.

SECONDO TEMPO.
I guanti protesi di Chichizola bastano ed avanzano ad alzare in corner la punizione a girare di Guberti per un secondo tempo che riparte con moduli identici e una sostituzione in casa del Perugia: dentro il romanista Ricci per Gnahorè. Umbri più dinamici ed aggressivi, con i nuovi ordini di Bucchi che ha saputo leggere subito la partita, cambiando modulo prima di guai peggiori. Sulla destra lo Spezia ha un sussulto: dialogano bene Piccolo e Mastinu, la verticalizzazione per Granoche è ciò che va fatto e non importa se l'argentino è in fuorigioco. Bucchi a questo punto prova a vincerla, inserendo un Di Carmine in non perfette condizioni per il giovane talento Di Nolfo. E' uno Spezia che dopo i minuti iniziali torna a crescere. Sulla fascia di Fabbrini finalmente trova lampi di concretezza: il fantasista pisano cerca e trova gli spazi per un cross dopo una lunga e paziente serie di finte per trovare il pertugio. Fuori Piccolo per l'ingresso di Niccolò Giannetti, un attaccante classico da affiancare al Diablo, per mettere paura al Perugia nell'ultima decisiva mezz'ora.

Lo Spezia vuole vincere ma Brignoli dice no anche a Terzi.
Un'ora di sostanziale predominio ma non basta contro questo Perugia che sembra più accontentarsi del pari che non cercare i tre punti: tutto il contrario dei ragazzi in maglia bianca che al 21' costruiscono la terza palla nitida da gol su una palla vagante in mischia che capitan Terzi calcia con forza centralmente in porta, trovando però Brignoli sulla traiettoria. Di Carlo ordina il pressing alto, inserisce anche Baez per Mastinu e chiede alla sua squadra due cose: giocare senza frenesia, compagna fatale di tutte tentate rimonte, e dare tutto fino all'ultimo secondo perché così vuole la classifica a 180' dal game over. Ma il Perugia, sistemato in corso d'opera dal suo tecnico, a metà ripresa riprende fiato e metri, spezzando il soliloquio bianco e tentando di non soffrire nell'ultima parte del match contro una batteria d'attaccanti, tutti insieme. Sugli ultimi giri della giostra con le squadre ormai stanche, sale anche il venezuelano Signorelli, tolto dalla naftalina per dare equilibrio al posto di Fabbrini. E' un 4-3-3 per gli ultimi 10' abbondanti nei quali lo Spezia deve cercare di stare il più possibile nell'altrui area anche se il Perugia non concede praticamente più nulla.

Spezia volitivo ma non basta. Lo 0-0 fa felice solo il Frosinone.
La capocciata in corsa di Mustacchio fra le braccia di Chichizola è forse il primo tiro in porta del Perugia, molto più importante l'uscita kamikaze di Brignoli per anticipare il tiro di Baez, scattato in solitaria sulla fulminea ripartenza dello Spezia. Sfortunata la squadra di Di Carlo, sul viso del tecnico c'è tanto disappunto per una vittoria sfumata che non sarebbe certo rubata, vista la caratura dell'avversario: il tutto mentre Di Carmine prima rischia un gesto di reazione su Valentini (ma il fallo è suo) poi protesta platealmente per un calcio di rigore sempre in un corpo a corpo con Valentini. Ghersini non cerca rogne in una gara così, alza le braccia e chiede di proseguire oltre mentre i 6' di recupero filano via, così come molte delle speranze dello Spezia ma anche del Perugia. Paradossale Giannetti nell'ultima sortita bianca, vola in contropiede ma davanti ai due difensori centrali sembra spaventarsi, preferendo un'inconcepibile conclusione che, lenta, finisce fra le braccia di Brignoli. E domani il Frosinone, impegnato al "Matusa" contro il Trapani, vincendo porterebbe a 10 i punti di distacco dalla quarta, allontanando forse in modo decisivo la storia dei playoff anche perchè il Verona ospita l'Entella in caduta libera poi Carpi a Bentegodi e ultima in casa di un Cesena già salvo.

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