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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 22.30

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Stadio Picco verso il centenario fra storia e restyling

Inaugurato il 7 dicembre 1919 quest'anno celebrerà un traguardo storico in attesa di nuovi interventi.

un pezzo di storia della città
Stadio Picco verso il centenario fra storia e restyling

La Spezia - Pochi altri luoghi custodiscono la storia recente della città come lo stadio Alberto Picco, i cui gradoni hanno visto mutare nel tempo mode, abitudini e passioni di una comunità intera. Questo perché il legame per lo Spezia Calcio ha sempre unito tutti indistintamente, facendo convivere attorno al rettangolo verde di viale Fieschi idee politiche diametralmente opposte ed estrazioni sociali ed economiche agli antipodi, sempre nel nome di quei colori che ancora oggi restano il punto d'incontro per migliaia di spezzini.

Spalti che in questo nuovo anno taglieranno il traguardo del centenario visto, che proprio il 7 dicembre del 1919 lo stadio intitolato all'eroe del Monte Nero - nonché primo marcatore del club fondato nel 1906 - venne inaugurato con un travolgente 8-0 sull'S.C. Genova. Dalle tribune in legno e dai palloni di cuoio pesanti come macigni fino ad oggi, di strada ne è stata fatta, e le sorti dell'impianto che costeggia l'arsenale si sono incrociate con quelle degli aquilotti e della città. Dai bombardamenti all'epopea dello scudetto dei Vigili del Fuoco, dalla prima Curva Ferrovia nel 1964 alla nascita degli ultras dieci anni dopo, fino alla struttura attuale in un calcio profondamente cambiato ma da queste parti ancora intriso di quella passione che ha reso celebre il Picco.
Un'atmosfera che qualche tempo dopo Spezia-Juventus del 2007 il Campione del mondo David Trezeguet descrisse così: “Il più brutto dove abbia mai giocato, vecchio, con la gente addosso e della quale senti il fiato. Da uscirne subito” mentre parecchi anni prima l'ex aquilotto Carapellese raccomandò “Andate sempre al Picco con i vostri figli per tramandare una passione”. Un invito raccolto da generazioni di spezzini che ancora oggi accompagnano per mano i propri pargoli in curva come nei distinti per respirare l'unicità del calcio visto dal vivo in uno stadio nel quale si sono celebrati matrimoni, funerali e battesimi laici dell'età adulta.

Un luogo che è ormai patrimonio di tutta la città – nonché secondo impianto più vecchio della B dopo il “Penzo” di Venezia - e che ormai da tempo attende interventi di restyling che potrebbero iniziare già in questi dodici mesi che condurranno alle celebrazioni del centenario. La copertura della Ferrrovia, cuore pulsante del tifo, era stata fra le promesse della campagna elettorale che aveva preceduto l'insediamento della nuova giunta guidata da Peracchini. Al momento è ancora un'idea che deve ancora essere valutata in modo approfondito, mentre sono già stati stanziati i 120mila euro per l'intervento sulla tettoia dei distinti che nei giorni di pioggia non consente di utilizzare i posti alle due estremità.
Lavori che arriveranno dopo l'inaugurazione nel 2017 dell'ascensore per i disabili e l'installazione dei nuovi tornelli della curva dove prima si trovava la “casa del colonnello”. Oltre all'eliminazione delle barriere di tribuna e distinti, resta infine sul tavolo l'allargamento del campo da gioco dai 65 metri attuali ai 68 previsti con il conseguente spostamento di muretti e cancellata lato Montagna.

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