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Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Luglio - ore 22.00

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Spezia contro Inter B nel futuro secondo Tommasi

I programmi dei candidati alla presidenza FIGC a confronto. L'ex azzurro propone una serie B a 20 squadre, obbligo di un centro sportivo, l'introduzione della Var, cinque sostituzioni e sorteggio del campo in Coppa Italia.

Spezia contro Inter B nel futuro secondo Tommasi

La Spezia - Raffaele Di Gennaro in campo al "Picco", ma come avversario. Addosso la maglia nerazzurra dell'Inter B, costola del club milanese che al pari delle altre grande società italiane avrebbe una propria succursale tra serie B e serie C in cui mandare a giocare quei giovani non più in età da primavera, ma non ancora ritenuti pronti per i prosceni massimi. Il futuro dei campionati minori secondo Damiano Tommasi, candidato alla presidenza della FIGC alle elezioni del 29 gennaio prossimo. La costituzione delle "seconde squadre" sul modello spagnolo è una delle proposte più forte del suo programma, battezzato Palla al centro.
Tra meno di due settimane si andrà al voto, il cui esito condizionerà anche il futuro della serie B e quindi dello stesso Spezia. Il post Svezia lascia la voglia di mettere mano con decisione al calcio italiano, con il desiderio di elevare il livello generale del movimento e dei singoli club. Per Tommasi questo passa attraverso lo sdoppiamento dei grandi club, con le formazioni B da inserire gradualmente a partire dalla serie C tramite i ripescaggi. "Con indubbi ed evidenti vantaggi in termini di diritti ed esposizione mediatica del campionato", recita il programma.

Seconde squadre. Qualcosa che non mancherebbe probabilmente di far storcere il naso a parecchi tifosi delle squadre cadette. Chiedere a un tifoso dello Spezia se attenderebbe con maggiore interesse una partita contro il Livorno o contro la Roma B otterrebbe una risposta scontata. E lo stesso nel campionato attuale varrebbe per Foggia e Bari, Pro Vercelli e Novara, Salernitana e Avellino, Perugia e Ternana e via dicendo. Tanto più che a queste sarebbe impedito di venire promosse nel campionato di competenza della prima squadra. D'altra parte sarebbero anche escluse "dalla distribuzione della mutualità e di qualsiasi altro incentivo federale o di Lega" oltre che "dal diritto di voto nell’assemblea della Lega di pertinenza".
Serie B a 20. Si potrebbero così aumentare gli introiti singolarmente destinati ad ogni club secondo il programma dell'ex azzurro, anche attraverso la riduzione del numero delle società professionistiche. "La proposta è quella di mantenere per il momento l’attuale numero di club professionistici restringendo i paletti d’ingresso e selezionando così le societa ritenute professionistiche anche nei fatti. Una valutazione specifica dovrà essere fatta per la Serie B, già pronta in passato a modificare il format a 20 squadre. Resterebbero per ora inalterati i sistemi di promozione e retrocessione tra la Serie A, la Serie B e la Serie C, con obbligo di ricostituzione dei rispettivi format tramite i ripescaggi", si legge nel documento. Per quel che riguarda il "paracadute" per le retrocesse, si parla di "ottimizzazione".

Centro sportivo obbligatorio. Un assaggio di cosa si intenda per "società professionistiche anche nei fatti" è espresso poco oltre quando si punta il focus sulla necessità di un miglioramento delle strutture sportive. Si propone di inserire "progressivamente l’obbligo, per ogni club, di un centro sportivo di qualità [...] per proporre progetti di medio-lungo periodo, perché la presenza nel calcio professionistico abbia una valenza anche, se non soprattutto, territoriale". Qualcosa che alla Spezia è già stato portato avanti con la creazione del campo sportivo "Bruno Ferdeghini".
Var e cinque sostituzioni. Positivo il giudizio di Tommasi sul Var per cui si prevede l'utilizzo anche in serie B e serie C. Qualcosa che oggi non convince la totalità delle società minori, soprattutto per una questione di costi. Una spinta invece andrebbe nella direzione delle cinque sostituzioni a partita, oggi già teoricamente sperimentabile dalla serie B in giù.
Sorteggio del campo in Coppa Italia. Una Coppa Italia che sia davvero la coppa degli italiani, con l'ammissione delle formazioni dilettanti ("senza incidere nell’attuale programmazione dei primi turni della competizione") e la proposta di vagliare "l’ipotesi, molto dibattuta, del sorteggio del campo di gara in occasione dei turni ad eliminazione diretta, cercando di valorizzare in questo modo le piccole realtà con la presenza di grandi club in piazze altrimenti non frequentate".

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