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Ultimo aggiornamento: Giovedì 01 Ottobre - ore 15.26

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Spezia al tavolo dei grandi nell'assemblea della svolta per il calcio italiano

Club unanimi: la serie A venderà i diritti televisivi in prima persona tramite una newco aperta ai fondi. Chisoli e Peri rappresentano il club aquilotto in una votazione storica.

rivoluzione in corso
Spezia al tavolo dei grandi nell'assemblea della svolta per il calcio italiano

La Spezia - Un pomeriggio storico per lo Spezia Calcio che rischia di diventare un pomeriggio storico per il calcio italiano. Il presidente aquilotto Stefano Chisoli ed il responsabile organizzativo Nicolò Peri hanno rappresentato la società di Via Melara al debutto nell'assemblea della Lega serie A che si è tenuta nella sede milanese di Via Rosellini. Curiosità e gentilezza da parte delle nuove compagne di viaggio dell'ultima arrivata. "Beh sì, a noi è stato riservato il benvenuto perché di fatto siamo gli unici a non aver mai fatto parte dell'assemblea", dice il presidente Chisoli che da parte sua ha già personali amicizie nell'ambiente.
Poi però si è presto passati a parlare dell'unico tema all'ordine del giorno al punto quinto che recitava "offerte vincolanti operazione private equity". Si annunciava un voto sul filo di lana, servivano 14 mani alzate per la maggioranza. Il presidente Paolo Dal Pino ha incassato invece un via libera all'unanimità, con tutte le grandi al suo fianco nel portare avanti un'operazione che, secondo alcune stime, dovrebbe raddoppiare i ricavi della serie A nel giro meno di dieci anni. La Lega creerà una media company per gestire direttamente i diritti televisivi e il merchandising del calcio che, secondo Dal Pino, è un marchio ancora non sfruttato appieno. Per farlo è pronta ad accogliere alcuni fondi di private equity come soci, in modo da sfruttarne la capacità di muoversi sul mercato.

"E' stata un'assemblea particolare perché tutti si sono resi conto del fatto che le prospettive future non sono così rosee per il calcio italiano - spiega Chisoli -. Gli stadi chiusi taglieranno i ricavi, anche per questo ogni club ha valutato in maniera positiva l'entrata di un nuovo socio in questa media company". Questo significa che nei prossimi tempi si approfondiranno le offerte arrivate per rilevare il 10% di questa newco. Le cifre riportate da Calcio e finanza e Financial Times: Cvc, Advent e Fsi offrono 1,6 miliardi di euro mentre Bain Capital e Nb Renaissance ne mettono sul piatto 1,3 miliardi. La prossima assemblea dovrebbe portare ad una scelta.
Sarebbe il motore di una rivoluzione che ha al primo punto ancora una volta l'ammodernamento degli stadi perché, ricordava Dal Pino, "se fai prodotto media con stadi non adeguati evidentemente è difficile competere con altri che hanno strutture moderne, esteticamente migliori". Domani ci sarà l'approvazione della legge sugli stadi alla Camera. La Lega di serie Ada parte sua guarda anche all'oggi e spinge al più presto per poter accogliere almeno parzialmente i tifosi di nuovo sugli spalti. Un motivo in più per accorciare i tempi della messa a norma, quantomeno parziale, dello stadio Picco.

Sullo sfondo quindi si palesa già la questione di come organizzare finanziariamente questa massa di soldi derivati dalla cessione di un pezzo del calcio. Adriano Galliani, ad del Monza, ha scritto a Del Pino e poi ai giornali negli scorsi giorni per chiedere che quella cifra sia divisa in modo da non premiare solamente le venti società attualmente in serie A. "Quali garanzie e tutele si ritiene di offrire a chi acquisisse nel prossimo-medio futuro il diritto di partecipare al massimo campionato dopo che il denaro dei fondi fosse stato distribuito ai partecipanti attuali? Al di là del fatto economico in sé, pare a me che la sottovalutazione – o, peggio, la non valutazione – del tema determinerebbe una vistosa e sembra illegittima discriminazione tra i Club", ha scritto il dirigente di lungo corso. Su questo punto è destinato ad aprirsi un vivace dibattito nei prossimi mesi. Ma una cosa è certa per lo Spezia: è l'anno giusto per sedere al tavolo dei primi venti club d'Italia.

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