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Spezia, un'ora di colloquio. Facce tese e nessun giocatore in sala stampa
La Spezia - Musi lunghi, anzi lunghissimi in casa Spezia. Erano diversi mesi che non si avvertiva una tensione di questa portata e nei volti, come nelle pochissime parole dei protagonisti, c'è tutta la delusione e la rabbia per la figuraccia di Pavia.
Squadra senza mordente, senza un'identità di gioco, ma anche quella capacità di nervi che fino ad ora aveva fatto la differenza: regalando forse più ottimismo del dovuto, perchè capace di celare le mancanze che al Fortunati sono invece emerse in modo netto.
Dopo il summit di ieri pomeriggio del triumvirato Corradino-Varini-Grammatica, oggi un'altra ora di colloquio negli spogliatoi: squadra a rapporto dal tecnico con presenti i due responsabili dell'area tecnica. Si è parlato molto, non solo di ciò che non ha funzionato in campo ma anche, più in generale, del concetto di essere un gruppo. Ripartire da alcuni capisaldi è fatto fondamentale per affrontare il prossimo trittico di partite che, inutile nasconderlo, sarà vitale per il futuro di questo assetto.
Una squadra, lo Spezia, che a Pavia è mancata soprattutto nella capacità di dare pericolosità alla sua manovra: tolta la prima mezzora dove Colombo ha fatto spesso il centrocampista, tagliando il campo come nessuno probabilmente in questo momento è in grado di fare, il resto è stata notte fonda. Ovvio che da parte del club c'è la massima attenzione alle prossime ore, non solo nel risultato ma nella condotta stessa della squadra. Ai taccuini dei giornalisti, aspetto non trascurabile, arriva Luca Salvalaggio, allenatore in seconda della squadra. In qualche occasione lo scorso anno fu così anche per Pietro Fusco, momenti caldissimi anche se qualche giornata dopo. All'ex difensore tocca parlare della giornata nera: "Nel calcio d'oggi vince chi sbaglia di meno. E i gol arrivano soprattutto sugli errori dell'altro, ecco perchè bisogna farne di meno o non farne proprio".
Difesa in panne sulle palle inattive, eppure ci si è lavorato molto. Salvalaggio trova una giustificazione: "Gli errori non sono mai solo dei difensori. Penso che tuttavia siamo stati un po' sfortunati in questo inizio perchè a causa di infortuni e squalifche non abbiamo mai potuto lavorare con una difesa con gli stessi uomini; per vari motivi c'è sempre stata una rotazione e questo non aiuta. Solo lavorando ne usciremo".
Martedì 7 settembre 2010 alle 17:48:24
FABIO LUGARINI
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