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Spedizione per l'Himalaya, in partenza il sarzanese Corrado Teagno

Una grande avventura comincia oggi: in compagnia dell'esperto Riccardo Bergamini, scaleranno una montagna vicina all'Everest di cui, per il momento, non si svela il nome. "Grazie a lui il mio sogno diventa realtà".

in bocca al lupo!
Spedizione per l'Himalaya, in partenza il sarzanese Corrado Teagno

La Spezia - Riccardo Bergamini e Corrado Teagno sono partiti. I due soci Cai, il primo lucchese ma socio ad Aosta, il secondo sarzanese della sezione Cai della Spezia, sono volati alla volta dell’Himalaya, in Nepal, per intraprendere la scalata di una montagna nelle immediate vicinanze dell’Everest della quale, al momento, non è dato sapere il nome. La nuova spedizione si lega al progetto “Alpinismo&Solidarietà” e cercherà di portare in vetta la solidarietà verso bambini lucchesi che soffrono di gravi anomalie fisiche. "Vorrei lasciare o fotografare in cima alla montagna i loro disegni e le loro foto - spiega Riccardo poco prima della partenza - un piccolo gesto di riconoscenza anche per i loro genitori, un grande esempio per tutti noi". Cuore, coraggio e forza.

Alpinista di grande esperienza, Bergamini, che nella sua esistenza ha conquistato numerosi 8000, sarà capo spedizione mentre Teagno, con esperienza prettamente alpina, dovrà seguire molto attentamente i consigli che Riccardo saprà dargli soprattutto per superare le difficoltà che l’altitudine solitamente genera. Mesi di estenuanti allenamenti consegnano le due persone nel pieno dell’efficienza fisica per affrontare, dapprima, un bellissimo trekking di alcuni giorni nel parco nazionale del Sagarmatha che contiene la parte meridionale del monte Everest. Sagarmatha è il termine sanscrito con cui il popolo nepalese chiama la montagna più alta della terra. Una volta terminato il trekking, verrà installato il vero e proprio campo base da cui inizierà la scalata alla vetta della montagna. "Il nome della montagna? Un segreto e una sorpresa da svelare ai bambini appena raggiunta l'agognata cima - dice Bergamini - sono emozionato come sempre. Lo scorso giugno ho terminato con successo la mia scalata al monte Denali in Alaska, 6194 metri d'altezza, adesso incrocio le dita per questa nuova avventura. Posso solo dire che la prossima montagna sarà più alta di alcune centinaia di metri rispetto all'ultima spedizione conclusa a giugno. Oltretutto dalla cima avrò la visione del monte Cho Oyu, una montagna di 8201 metri che ho salito senza bombole d'ossigeno nel 2013. Sarà l'occasione per richiamare alla memoria bellissimi ricordi".

Negli occhi e nella testa di Teagno c'è una comprensibile emozione: "Son riuscito, a fatica, a chiudere il borsone e ora si parte per Kathmandu. Un sogno che ormai avevo chiuso in un cassetto ma la vita è imprevedibile. Una serie di circostanze durante il mio ritorno all'alpinismo mi hanno permesso di conoscere Riccardo, fortissimo alpinista toscano, con il quale ho iniziato a fare salite sulle Alpi. E quando si condivide una passione e una corda... l'amicizia nasce spontanea.. Grazie a lui il cassetto si è riaperto ed il sogno diventa realtà. Voglio per questo ringraziare tutti coloro che, in un modo o nell'altro, mi hanno aiutato in questa mia avventura. In primis la mia famiglia, senza la quale non avrei potuto far fronte a tutto ciò che comporta una spedizione alpinistica. E poi un pensiero va a Simone Vignoli, mio amico e preparatore, che mi ha allenato in questo ultimo anno per farmi arrivare il più possibile pronto a ciò che mi aspetterà. Ringrazio Alpstation Sarzana e Sportlife a Castelnuovo, per la competenza e la disponibilità nel consigliarmi (e procurarmi) tutto ciò che ancora mi mancava per poter salire ad alta quota. Non posso non pensare al Cai della Spezia, per il patrocinio dato a questa spedizione. Ringrazio mio figlio Lorenzo e Brunella Del Freo per la loro "pazienza" nel sopportare la mia intensa attività in montagna e la mia lunga trasferta in Himalaya".

Nell’augurare un in bocca in lupo ai due alpinisti il presidente della sezione CAI della Spezia ha concesso il patrocinio alla spedizione consegnando un gagliardetto della sezione che Corrado depositerà sulla vetta della montagna con la promessa che, al suo ritorno, presenterà i “documenti di viaggio” in una serata a lui dedicata.

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