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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Agosto - ore 10.33

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Spalmatura o convivenza, caso Migliore da risolvere

Lo Spezia vorrebbe allungare il suo contratto e "diluire" l'ingaggio ma ancora non c'è accordo con il giocatore bandiera. In scadenza nel 2018, ci sarà il rinnovo automatico alla 25esima presenza. Con bonus. Il precedente con Nenè.

Spalmatura o convivenza, caso Migliore da risolvere

La Spezia - Il precedente c'è e rende l'ipotesi più che reale. Tra lo Spezia e Francesco Migliore non si trova l'accordo per la spalmatura dell'ingaggio e il tempo per stringersi la mano non manca. Ma ogni giorno che passa si rischia di portare la trattativa a un punto morto. Un nuovo accordo pluriennale sulla base di un ingaggio in linea con i parametri calmierati stabiliti a inizio stagione oppure una convivenza basata sul contratto firmato da ambo le parti nel 2015. Queste le due strade che si parano davanti quando siamo a un mese dall'inizio del campionato. La seconda è però un ripiego che tra pochi mesi aprirebbe la porta a scenari futuri difficilmente prevedibili.
Lunedì scorso è andato in scena l'ultimo di una serie di colloqui. Il terzino mancino, da quest'anno giocatore bandiera in quanto alla quinta stagione consecutiva nel club, ha in essere un contratto da oltre 250mila euro a stagione con scadenza nel 2018. Il punto è la presenza di una clausola che rende la situazione ingarbugliata. Alla 25esima presenza nel prossimo campionato, non solo l'accordo si rinnoverebbe automaticamente per un ulteriore anno, ma scatterebbe anche un bonus che renderebbe lo stipendio ancora più salato.

Il tutto nasce con il rinnovo sottoscritto due anni fa e che fino a quest'anno non aveva mai creato problemi. A partire da quest'anno il taglio sul monte ingaggi ha spinto il club a trovare una soluzione che metta d'accordo entrambi. L'idea del club è in pratica almeno un triennale a cifre più basse, che garantisca da una parte certezze al giocatore e dall'altra maggiore sostenibilità alla società. I rischi, in prospettiva, di questo stallo sono evidenti.
I bonus legati alle presenze erano un meccanismo previsto anche nel contratto di Nenè, oggi un giocatore del Bari dopo essersi svincolato il 1° luglio scorso. L'assenza dai convocati del brasiliano per quattro mesi e mezzo - dal 3 dicembre 2016 al 25 aprile 2017 per la precisione - è stata figlia, oltre che degli indubbi guai fisici patiti dall'attaccante, anche della rottura del rapporto con i vertici del club dopo la richiesta di cessione del gennaio scorso. Il brasiliano la scorsa stagione si fermò dunque alla soglia delle venti presenze, con tutto il codazzo polemico sfociato nel botta e risposta di questo inizio d'estate.

La gestione del “caso Nenè” è servita allo Spezia per creare un precedente, una sorta di monito. Il rischio è quindi che Migliore rimanga un giocatore aquilotto con il vecchio contratto, come sempre titolare fisso sulla fascia sinistra. A gennaio, con già una ventina di presenze già alle spalle, potrebbe però a questo punto diventare uomo mercato. Oggi lo Spezia direbbe no all'ipotesi di cederlo in serie B a una rivale, tra sei mesi le cose potrebbero essere diverse. Se in estate la priorità è non indebolire la squadra, in inverno potrebbe invece essere evitare un rinnovo automatico e un bonus non previsto dalla nuova politica di spesa del club. La serie A ha smesso di bussare alla porta del mancino; una serie B disposta a investire sull'alto ingaggio del calciatore potrebbe fare la differenza. Con Tommaso Augello, acquistato da poco dal Giana Erminio, che vivrebbe un destino completamente ribaltato rispetto a quello di debuttante di rincalzo.

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