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Serena e Soda davanti alla tv: "Pelle d'oca a pensarci"

Hanno esultato come migliaia di tifosi aquilotti e ora usano la stessa prudenza. Soda: "Non sentiamoci già vincitori". Serena: "Mi immagino cosa sarebbe stato il Picco".

gli ex delle finali vinte
Serena e Soda davanti alla tv: "Pelle d'oca a pensarci"

La Spezia - Allo Spezia danno del "noi", è un istinto naturale ed è un diritto acquisito. Gli allenatori che le loro finali le hanno portate a casa lo sanno che quello è un passaggio che stende un ponte tra il lavoro e l'anima. A chilometri di distanza l'uno dall'altro, hanno acceso la televisione ieri sera in attesa del collegamento con dentro quel fuocherello d'impazienza come migliaia di altri tifosi aquilotti. Michele Serena di partite decisive ne vinse tre in una stagione, tra cui due finali. "Sì ma non ci tengo ad essere l'ultimo allenatore dello Spezia che ne ha vinta una. Mi auguro da giovedì di lasciare il posto a Vincenzo Italiano. Siamo ad un passo... non dico niente di più per scaramanzia. Ma ieri avevo i brividi".
Che poi sarebbe una specie di cerchio che si chiude: otto anni fa la promozione in serie B doveva essere in effetti il passaggio di un progetto più grande. "Ho visto lo stesso Spezia tonico che ormai siamo abituati a conoscere. In una settimana come questa poi un allenatore non ha necessità di dire niente di particolare alla propria squadra. La posta in palio è altissima, la soddisfazione che provi in certi frangenti anche. Io incrocio le dita e con tutto il cuore speriamo di ritrovarli in massima serie. Sarebbe una cosa davvero emozionante. Sono quasi incredulo nel parlarne, mi lega sempre un affetto forte a quella città e a quella società".

Antonio Soda lo sottolinea subito: "Io ci ho sempre creduto, ci sono le interviste di inizio anno a testimoniarlo. Ho sempre visto una buona squadra, mai non timorosa di giocare, una delle più giovani del campionato. E' costruita bene e l'allenatore è molto bravo. Angelozzi ha fatto la scelta giusta a confermarlo nei momenti difficili e la squadra è venuta fuori per tutte le sue qualità. Un bel mix di giovani interessanti e giocatori d'esperienza accomunati da un'idea di calcio propositivo, che mi piace molto. Quando hai un'identità vai sempre lontano, poi contano anche gli episodi e la fortuna".
Su Italiano, il plauso degli ex è convinto. "Pensare che può fare il doppio salto in così pochi anni è un grande attestato. Fa piacere vedere giovani che hanno idee e sanno come metterle in pratica - dice Serena -. I tre mesi di stop hanno reso il lavoro degli allenatori e degli staff ancora più difficile". Non sentirsi appagati, è questo il concetto che si ripete ad ogni angoli di strada in vista del ritorno. "La vittoria fuori casa non deve bastarti, nel calcio tutto può succedere. Bisogna essere fiduciosi, ma prepararsi bene. Peccato la mancanza del pubblico Picco, sarebbe stata una grandissima festa. Si farà sentire da fuori, la città sarà in ebollizione. Conosco quell'ambiente, i tifosi riusciranno a farsi sentire in qualche modo. Ho la pelle d'oca a pensarci". Anche mister Serena ha lo stesso pensiero. "Dispiace solo che non ci possa essere il pubblico, non oso immaginare come sarebbe stato il Picco in questi frangenti".

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