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Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Aprile - ore 23.00

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SPEZIA DA APPLAUSI MA NON BASTA CONTRO LA CAPOLISTA

Subito in vantaggio con una punizione di Lopez, i bianchi giocano alla pari con gli Andreazzoli-boys. Il pari di Piu sull'unico errore difensivo, potrebbero vincerla entrambi ma il rimorso di Forte è enorme quando spacca sul palo l'ultima biglia.

IMPRESA SFIORATA
SPEZIA DA APPLAUSI MA NON BASTA CONTRO LA CAPOLISTA

La Spezia - SPEZIA-EMPOLI 1-1
Marcatore: 16'pt Lopez, 26'st Piu

SPEZIA (4-3-1-2)
Manfredini; De Col, Terzi, Giani, Lopez (32'st Augello); Pessina, Juande, Bolzoni; Ammari (34'st Palladino); Gilardino, Marilungo (8'st Forte). A disp. Di Gennaro, Ceccaroni, Forte, Corbo, Awua, De Francesco, Palladino, Masi, Mulattieri. All. Fabio Gallo.

EMPOLI (4-3-1-2)
Gabriel; Di Lorenzo, Maietta, Luperto, Pasqual; Bennacer, Brighi (21'st Traore), Krunic; Zajc (48'st Untersee); Caputo, Piu (36'st Lollo). A disp. Terracciano, Giacomel, Polvani, Lollo, Buglio, Zini, Canestrelli, Imperiale. Al. Aurelio Andreazzoli.

Arbitro: Aleandro Di Paolo di Avezzano
Collaboratori; Marco Chiocchi di Foligno, Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore
IV Uomo: Diego Provesi di Treviglio.
Ammoniti: Krunic
Recupero: 0'(pt)
Spettatori: 6500 spettatori (2260 paganti di cui 623 ospiti + 4200 abbonati)
Incasso: 14.868

PRE-PARTITA
14.30 - Splende, finalmente un bel sole sopra il Golfo dei Poeti: lo Spezia sfida la capolista nelle migliori condizioni climatiche possibili. L'Empoli gioca il miglior calcio della cadetteria e vuole continuare ad impressionare tutti: da inizio anno gli azzurri non hanno mai perso una partita, costruendo una rimonta grandiosa che oggi pone i toscani al primo posto, otto lunghezze sopra il Frosinone.

14.45 - Partita con una degna cornice di pubblico dopo un marzo di brutto tempo e tanti, troppi forfait. Da Empoli almeno 500 tifosi presenti in curva Piscina: bella e decisamente old-style la coreografia della Ferrovia. Dirige la gara Aleandro Di Paolo di Avezzano. Squalificati Mora e Castagnetti, diffidati Bolzoni, De Co, Giani, Granoche, Terzi nello Spezia, Pasqual e Veseli nell'Empoli.

PRIMO TEMPO.
Riprendere a vincere al "Picco" proprio nella gara sulla carta più proibitiva dell'anno. La capolista ha d'altro canto numeri impressionanti e la cura Andreazzoli ha letteralmente fatto decollare una squadra già buona ma non completamente espressa. Basti pensare alla partita dell'andata quando gli azzurri dovettero inseguire l'iniziale vantaggio di uno Spezia ordinato, tranquillo e capace di segnare in una delle rare occasioni del match. Inizio vibrante da subito, lo Spezia a fare la partita specialmente sulla fascia sinistra dove Lopez e Marilungo duettano proficuamente, L'Empoli ha qualità, uomini, alternative e la tranquillità di chi può aspettare l'iniziale e generosa sfuriata dell'avversario per poi colpire letalmente, come già ha fatto con tanti diversi avversari. Per registrare il primo tiro bisogna aspettare il 9': Pessina duetta con Marilungo che dai venti metri non ci pensa su due volte, calciando di controbalzo con il destro: Gabriel la sfiora, evitando guai peggiori ma la terna non vede e indica la rimessa dal fondo. Sempre sull'asse Marilungo-Lopez lo Spezia si prende gli applausi del pubblico per un'azione in velocità: peccato per il cross dell'ex Benevento che non premia il movimento sul primo palo di Gilardino, pronto a bucare i suoi ex compagni.

Guizzo di Marilungo, punizione-gol di Lopez. La gara si sblocca.
Momento svolta al 15' e non è un caso sia Marilungo a furoreggiare fra le maglie azzurre: è lui a guadagnarsi una punizione preziosa dopo una serpentina per vie centrali. In tre sulla palla, venticinque metri di distanza, Juande che fa un po' di pantonimia facendo pensare ad uno schema poi Lopez parte con una media rincorsa e disegna una parabola perfetta, non forte, ma abbastanza angolata da superare la barriera e infilarsi dove Gabriel, pur distendendosi, non arriva. E' il primo gol su punizione del campionato degli aquilotti. La reazione dell'Empoli in coontropiede con la percussione centrale di Zajc che tiene il corpo troppo indietro e spara in curva. Bennacer inizia a produrre giocate, Krunic cerca soluzioni personali, dribblando uno dopo l'altro i difensori aquilotti ma non c'è precisione nel suo destro, complicato. Ammari prova a sgusciare fra le maglie ma al 25' strozza troppo la conclusione sul primo palo: Gabriel non si fida e para a terra. I problemi dello Spezia sono sulla sinistra perché Lopez stringe verso il centro, lasciando il solo Pessina a vedersela con due avversari ogni volta, che puntualmente lo saltano.

Spezia chiuso, ritmi bassi
Palleggio preciso ma senza sbocchi quello della capolista, che alla mezz’ora concede di nuovo l’iniziativa allo Spezia, ispirato da un guizzante Marilungo. Il cross di Lopez però è corto e la difesa sbroglia. Ci provano poi Ammari e Pessina dalla distanza, il primo senza precisione e il secondo senza forza: i bianchi sono vivissimi ma concedono una decina di metri e giocoforza danno linfa all'avversario. L'Empoli è una gran bella squadra che curiosamente manca nell'ultimo passaggio e gli attaccanti non trovano lo scambio giusto per trovare gli spazi: Terzi e compagni cercano di concederne il meno possibile e il fortino regge bene. Al 36' colpo di testa di Piu, palla alta sopra la traversa. Gli azzurri credono nelle loro qualità, alzano il baricentro e al 44' un tiro-cross velenoso di Krunic dalla sinistra non sorprende il bravo Manfredini che non si fa ingannare dal rimbalzo della palla.

SECONDO TEMPO.
Imprecazioni multilingue allo stadio "Picco", dopo appena un minuto dal ritorno in campo: lo Spezia va davvero vicinissimo al raddoppio, ma prima Pessina si vede murare il tiro da un provvidenziale Luperto, poi Marilungo, ad un nulla dalla porta, la manda incredibilmente tra le braccia di Gabriel con un'autostrada libera davanti. Disperazione collettiva ed Empoli che prova ad alleggerire la pressione non cambiando nè metodo di gioco nè atteggiamento: è la linea di Andreazzoli, quella che ha fatto decollare i toscani in cima alla classifica. Al 7' è letteralmente monumentale capitan Terzi nel fermare l'avanzata di Zajc, pericolosamente incuneatosi in area di rigore, partendo dalla destra. Da una manciata di secondi lo Spezia era in dieci: Marilungo, a terra per un problema al'adduttore, dovrà uscire di lì a poco, per far spazio a Forte. Proteste spezzine al 10' quando Gilardino vola in contropiede e finisce a terra dopo un corpo a corpo con Luperto. Di Paolo non ci pensa neppure e non concede nulla al campione del mondo.

Spezia sulle gambe, Gallo non fa cambi. E l'Empoli pareggia.
Passano i minuti e lo Spezia patisce: almeno tre-quattro giocatori sembrano palesemente in riserva contro un Empoli che fisicamente parlando sembra stare molto meglio degli aquilotti. Gallo urla ai suoi di usare la calma e l'intelligenza collettiva, nel frattempo medita cambi ma attende ancora, rischiandosela. Andreazzoli invece si gioca il tutto per tutto, inserendo il trequartista Traore per Brighi e dando ancor più qualità ai suoi: ovvio che lo Spezia deve mettersi a posto, alzare la linea del mezzo e tornare a punzecchiare la difesa ospite. Al 26' tutti i nostri timori si trasformano in realtà: il pari dell'Empoli porta la firma di Piu che scarica un sinistro imparabile da una posizione troppo golosa per sbagliare. Esultanza contenuta per l'ex aquilotto ma idealmente ringrazia Terzi per un liscio imperdonabile. Lo Spezia reagisce subito ma Bolzoni al 28' ciabatta una conclusione che non impensierisce Gabriel. E' una doccia gelata e il "Picco" se la sente tutta nella schiena.

Palladino ed Augello, finale dance: il palo di Forte grida vendetta!
Augello per Lopez il cambio, tardivo, operato da Gallo per l'ultimo spicchio di gara dove ad emergere sembra essere sopratutto la stanchezza "da primo caldo". E' l'Empoli a giostrare, padrone dell'iniziativa soprattutto dopo il raggiunto pareggio; lo Spezia pensa a difendersi, preoccupato di non essere di nuovo infilato. Non c'è lo spunto per imbastire le ripartenze e Gallo getta nella mischia il rientrante Palladino per uno stanco ma positivo Ammari. Ci vogliono i guantoni di Manfredini al 43' per respingere il tiro-cross, teso e pernicioso, dell'eterno Pasqual che pareggiò la gara d'andata e per poco non decide quella del ritorno. Sembra tutto finito ed invece al 90' Palladino vince un duello sul fondo del campo e serve al centro Gilardino, murato dalla difesa: sulla palla si avventa Forte che calcia con tutta la forza possibile, spaccando il palo. La sfera però schizza via e il "Picco" finisce con le mani nei capelli.

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