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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Giugno - ore 22.35

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SPEZIA A TESTA ALTISSIMA, KO (QUASI) INDOLORE

Trentamila tifosi leccesi celebrano il ritorno in serie A dopo nove anni: gara subito sui binari ideali poi i risultati dagli altri campi e il gol di Capradossi regala un finale elettrizzante. Agli spareggi c'è il Verona ma al "Bentegodi".

TRAVERSA DI GYASI
SPEZIA A TESTA ALTISSIMA, KO (QUASI) INDOLORE

La Spezia - LECCE-SPEZIA 2-1
Marcatore: 9'pt Petriccione, 27'pt La Mantia; 37'st Capradossi

LECCE (4-3-1-2)
Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Petriccione (40'st Scavone), Tachtsidis, Majer (34'st Tabanelli); Mancosu; Falco, La Mantia (28'st Palombi). A disp. Bleve, Riccardi, Cosenza, Arrigoni, Tumminello, Haye, Marino, Felici, Bovo. All. Fabio Liverani

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali, Capradossi, Terzi, Augello; Maggiore, Ricci, Mora (21'st Crimi); Gyasi (17'st Okereke); Galabinov, Da Cruz (32'st Bidaoui). A disp. Manfredini, Barone, Brero, Crivello, Pierini, Bartolomei, De Francesco, Ligi, De Col. All. Pasquale Marino

Arbitro: Aureliano di Bologna
Assistenti: Raspollini (Livorno) - Pagliardini (Arezzo)
Quarto Uomo: Prontera (Bologna)
Ammoniti: Lucioni, Ricci
Recupero: 1'(pt), 6'(st)
Spettatori: oltre 25mila

PRE-PARTITA
14.13 - Gara a dir poco decisiva per i padroni di casa: perché con i tre punti gli uomini di Liverani faranno il loro ritorno in “A” senza se e senza ma. In casa giallorossa si registrano i rientri di Calderoni a sinistra e Tachtsidis a centrocampo come play davanti alla difesa. Tabanelli invece perde il ballottaggio con Majer che si giocavano una maglia da titolare. Nello Spezia Okereke non figura nell’undici di partenza: evidentemente il tecnico Marino vuole preservare il suo attaccante più prolifico in vista degli eventuali play-off. Gyasi e Da Cruz affiancheranno così Andrey Galabinov, terminale offensivo dei bianchi. Per il resto è la squadra titolare.

14.25 - Sono 14 in totale i precedenti tra le due squadre. Cinque vittorie dello Spezia contro le tre del Lecce, per il resto sono pareggi. Curioso che soltanto in una occasione il Lecce ha battuto lo Spezia in casa. Successe nel campionato 1930-1931, quando i giallorossi si imposero col punteggio di 4-2: doppietta di Gravisi, reti di Valente e Benatti. Lecce alla ricerca della nona vittoria consecutiva fra le mura amiche: la squadra di Liverani ha perso solamente una volta davanti ai propri tifosi, il 21 ottobre 2018 contro il Palermo.

14.31 - Il Lecce è una macchina da gol e davanti ad un pubblico d'altri tempi vuole chiudere alla grande questa stagione da neopromossi. Per lo Spezia la possibilità di fare cose enormi ma anche rimanere, clamorosamente fuori dagli spareggi. Clima incandescente, a Lecce si pensa solo alla massima serie con una coreografia degna della giornata. C'è da immaginarsi un inizio di gara di grande ritmo. Spezia con l'intera divisa bianca, salentini con la tradizionale prima casacca: maglia a strisce gialle e rosse, pantaloni neri, calzettoni rossi.

PRIMO TEMPO
Pare tutto già scritto, dopo una settimana del genere. Il Lecce che vince facile e va in serie A, lo Spezia che deve solo sperare che non si verifichi una remota concatenazione di risultati che la manderebbe fuori dagli spareggi. Fra questo e quello che acccadrà ci sono 90' tutti da vivere dove una neopromossa come il Lecce dovrà superare ogni emozione contro una squadra, lo Spezia, che contro le grandi non ha mai sfigurato e il 2-2 di Palermo di una manciata di giorni fa ne è il più recente esempio. Attenti alla contemporaneità, ma solo per gli ultimi 90' (decisione ridicola), e fischio d'inizio affidato all'esperto Aureliano con il Lecce che non parte subito con il piede sull'acceleratore, anzi. Paura di vincere? Tutto da vedere perché il pubblico crea entusiasmo e Falco prova a seguire la scia, calciando però lontano dallo specchio della porta. Lo Spezia cerca di giocare a calcio, coprendo con ordine e ripartendo bene soprattutto dalle parti di Da Cruz. A ben guardare, mentre il Perugia passa in vantaggio sulla Cremonese, Aquile con il solito 4-3-3 che nella fase difensiva trasforma il centrocampo in una linea a cinque mentre Lamanna rischia di combinarla grossa sul pressing di La Mantia. Alla prima vera sortita però il Lecce è già in vantaggio: sulla destra sono in due a perdersi Falco che arriva sul fondo, alza la testa e serve Petriccione su un piatto d'argento: corpo in avanti e coordinazione perfetta, con palla all'angolino. E' il 9' e i bianchi sono costretti ad inseguire.

Petriccione segna subito ma lo Spezia ha le palle: solo una traversa per Gyasi.
Il rischio di farsi fagocitare dalla furia entusiastica dei pugliesi è palpabile, lo Spezia riece a superare il momentaccio e la giocata di Galabinov costringe Lucioni ad un intervento da cartellino giallo. Sul ragionato i bianchi si fanno rispettare contro un centrocampo altrettanto tecnico come quello guidato da Tachtsidis e Petriccione: una bella lotta. E' senza alcun dubbio Da Cruz l'uomo che può far piangere i salentini: davvero molto bravo a colpire con il piatto una palla che gli arriva rimbalzante che finisce a meno di un metro dalla porta di un Vigorito coperto e virtualmente battuto. Ci vuole il miglior Vigorito invece a deviare in corner il fendente di Ricci dai venticinque metri: la vede all'ultimo e usa i polpastrelli ma è indubbio che lo Spezia abbia le chiavi per mettere paura agli uomini di Liverani, costretti a difendersi infatti con fatica. Limpidissima la chance che Gyasi si procura al 21' quando, grazie ad un rimpallo, riesce a superare il diretto avversario e scaricare un sinistro che Vigorito spezza, mandandolo sulla traversa prima che Venuti con una sforbiciata la tolga letteralmente dal sacco. E' uno Spezia con due palle grosse così, il Via del Mare lo avverte.

Il Palermo fa due gol al Citta, ma il Lecce risponde: La Mantia la mette in cassaforte.
Dal "Barbera"arrivano ottime notizie per i bianchi,meno per il Lecce: siciliani avanti 2-0 sul Cittadella, risultato che ovviamente interessa i bianchi mentre i salentini tornano a mostrarsi con il tiro da posizione interessante di Majer che tuttavia calcia lontano dallo specchio. Al 27' invece il Lecce risponde per le rime ai gol del Palermo, mettendo probabilmente al sicuro il risultato e la promozione: il raddoppio dei pugliesi lo firmerà La Mantia col suo solito inesorabile colpo di testa che punisce oltremisura uno Spezia colpito al cuore nel suo miglior momento. Male, come nell'azione che ha portato al gol Petriccione, la reazione della difesa sull'attacco portato dalla solita fascia. Petriccione da applausi anche nel chiudere una diagonale difensiva che evita il colpo di testa a colpo sicuro di Maggiore su ottimo servizio morbido di Mora. Ci prova anche Galabinov al 33' sfruttando la sua proverbiale fisicità ma l'incornata, disturbata da due uomini, s'impenna. Lo Spezia conserva volentieri il possesso palla ma l'azione avviene più lentamente e per il Lecce è la condizione ideale per arrivare all'intervallo. Cruz e Gyasi si cambiano di fascia, cercando di togliere punti di riferimento ai padroni di casa mentre la Cremonese pareggia a Perugia. Time out.

SECONDO TEMPO
Risultati favorevoli e sesto posto ancora nelle mani dei ragazzi di Pasquale Marino nella speranza che il Foggia continui a bloccare l'Hellas e che la Cremonese non ribalti la situazione a Perugia. Allo stadio di Via del Mare ci sarebbe più poco da raccontare dopo un primo tempo che il Lecce ha interpretato esattamente come voleva, segnando il gol del raddoppio in un momento particolarmente buono per lo Spezia. Proteste spezzine al 5' quando Capradossi salito fino all'altrui area di rigore, subisce uno strattone che lo manda fuori tempo ma Aureliano non se la sente di trasformare in un calcio di rigore lapalissiano la trattenuta di Mancosu ai danni del centrale difensivo aquilotto. Il Foggia passa a Verona e mette fuori gli scaligeri dai playoff in favore del Cittadella ma ogni minuto la classifica può cambiare e lo Spezia può solo essere spettatore delle partite degli altri. I guantoni protesi sulla destra sono quelli di Lamanna che al 13' dice no al 3-0 di Majer, abilmente servito da Falco con un colpo sotto. E' l'ex cesenate il migliore della squadra di casa che col passare dei minuti accarezza sempre più il suo sogno e i risultati dagli altri campi sembrano confortare anche lo Spezia che a questo punto non rischia più infortuni o cartellini.

Cittadella accorcia a Palermo, lo Spezia lo meriterebbe. Anche Okereke per il finale.
Sorprende a questo punto la scelta di Marino mentre il Cittadella accorcia le distanze a Palermo e il Verona pareggia il conto con il Foggia: al 17' inserisce nella mischia Okereke al posto di Gyasi, segno che David è pienamente ristabilito. Non passeranno più di 4' dal secondo cambio, stavolta imposto: Mora si tocca la coscia e non vuole rischiare danni, dentro Crimi che si mette subito in mostra penetrando in area su assist di Galabinov prima che Meccariello ci metta una pezza. Spezia vivissimo e meritevole di un gol magari proprio col suo miglior uomo, Da Cruz, che dal limite dell'area, praticamente da fermo, fa partire una puntata che sfiora il legno alla sinistra di Vigorito che avrebbe potuto farci davvero poco. Quanta manca alla fine? Undici giocatori in maglia giallorossa e una città intera pensano all'unisono la stessa cosa con qualche spazio in più per entrambe perché il fattore stanchezza inizia ad allungare i reparti.

Finale di soli calcoli, la riapre Capradossi. Ma il Lecce tiene e festeggia.
C'è un timore diffuso sia nei cento spezzini al Via del Mare sia in tutti quelli scbierati davanti agli schermi: che il Palermo conceda il gol vittoria al Cittadella a secondi dalla fine, determinando così una griglia differente rispetto all'attuale e soprattutto facendo perdere allo Spezia la sesta piazza. Ecco perché un golletto aquilotto al Lecce costringerebbe il Palermo a giocarsela sino all'ultimo: Marino si affida anche alle serpentine di Bidaoui che inserisce al posto di Da Cruz mentre il Verona ribalta il gol iniziale del Foggia, superando di nuovo lo Spezia e strappando così la sesta piazza al gruppo di Marino. Il Cittadella pareggia a Palermo, ma in contemporanea il risultato cambia anche a Lecce: dall'ennesimo corner di una partita infinita, Capradossi salta più in alto di tutti e fa 2-1 con un colpo di testa efficace che bacia il palo e finisce nel sacco prima che Vigorito riesca a cacciarla lontano. Lecce ai paletti, lo Spezia vuole riprendesi il sesto posto, pareggiandola mentre il Perugia fa 2-1 alla Cremonese e spera ancora che qualcosa cambi per rientrare clamorosamente nei playoff. Rabbia collettiva da parte dei 25mila quando Aureliano decide la misura del recupero: 6' per uno Spezia che ha più gambe dell'avversario ma il Lecce ne perderà una buona metà fra falli e crampi. Quanto basta per arrivare al fischio finale: un 2-1 che significa serie A. Per lo Spezia una gara da applausi in un contesto obiettivamente non semplice e il rammarico di non aver conservato il sesto posto: ai playoff si andrà da settimi e l'avversario sarà al Verona, col rammarico di doversela giocare al Bentegodi. Sempre che il Palermo non finisca fuori da ogni radar ma per questo c'è tempo...

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