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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30 Settembre - ore 11.06

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SOGNO DI UNA NOTTE DI PIENA ESTATE | Foto | Video

Lo Spezia cancella i primi 9' del Bentegodi con una prova da brividi: perfetti, siete stati perfetti! E' tutto vero, questa città si gioca la serie A. E fuori è festa!

Sì, siamo in finale
SOGNO DI UNA NOTTE DI PIENA ESTATE

La Spezia - SPEZIA-CHIEVO 3-1
Marcatore: 2'pt Galabinov, 5'st Maggiore, 7'st Nzola; 49'st rig. Leverbe

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Ferrer, Erlic, Terzi, Vitale (34'st Ramos); Bartolomei, M. Ricci, Maggiore (22'st Mora); Nzola, Galabinov (32'st Ragusa), Gyasi (34'st Di Gaudio). A disp. Krapikas, Desjardins, Vignali, Ramos, Acampora, Di Gaudio, Ricci F., Mastinu, Gudjohnsen, Bastoni. All. Vincenzo Italiano

CHIEVO (4-3-3)
Semper; Dickmann, Rigione, Leverbe, Renzetti; Segre (14'st Zuelli), Esposito (1'st Garritano), Obi (32'st Ongenda); Vignato (14'st Morsay), Djordjevic (32'st Grubac), Ceter. A disp. Nardi, Cotali, Vaisanen, Karamoko, Pavlev, Cavar, Di Noia. All. Alfredo Aglietti

Arbitro: Abbattista di Molfetta
Assistenti: Di Gioia di Modena e Schirru di Nichelino
Iv Uomo: Rapuano di Rimini
Var: Ghersini di Genova
Avar: Ros di Pordenone
Ammoniti: Dichmann, Maggiore, Segre
Recupero: 2'(pt), 6'(st)

PRE-PARTITA
20.31 - Accompagnati da due ali di folla, come doveva essere e indipendentemente da come sia andata al "Bentegodi". Dall'Nh Hotel, transitando sul lungomare e girando sui viali che portano al vecchio Picco, il senso era quello di dare una scarica di adrenalina ad un gruppo che per forza di cosa ha dovuto e dovrà fare i conti con l'aspetto psicologico. E se questa serata dovesse essere l'ultima di questa interminabile ed indimenticabile stagione, è giusto chiudere con tutto quello che non può mancare: prima di posare le armi c'è da stare in trincea sino all'ultimo respiro. Sino alla fine.

20.49 - Con un'afa che rispetta alla perfezione il periodo dell'anno, lo Spezia deve provarci: 90' per battere gli avversari con due gol di scarta e strappare il ticket per le finali. Durissima perché i gialloblu sono forti, compatti e hanno la possibilità di gestire l'indubbio vantaggio ottenuto all'andata. Lo Spezia cambia: Vitale, Maggiore e Galabinov sono nell'undici di partenza. Italiano sceglie un tridente di potenza e rinuncia, almeno inizialmente, a Di Gaudio e Mora. L'arbitro della gara è il pugliese Abbattista, della sezione Aia di Molfetta.

PRIMO TEMPO
Sul 'montetto' come nei ruggenti anni '70, per tifare senza vedere il campo, per farsi sentire, e si sentono davvero, con la diretta video fra le mani e la voglia di contribuire alla causa, per costruire una notte da sognatori, una notte da leggenda. Noi con la voce, voi col cuore, una classica frase di curva valida sempre, ma mai come questa sera: il resto ce lo devono mettere i giocatori, giocando come se fosse l'ultima per far sì che non lo sia. I cori si levano alti, l'effetto per chi ha la fortuna di essere dentro è commovente e il calcio diventa magia dopo nemmeno 2': il piede chirurgico di Bartolomei scodella nell'area una palla perfetta per la zuccata di Galabinov che la piazza laddove Semper non può proprio arrivare. Il "Picco" è praticamente vuoto ma chi è sulle tribune abbandona la tensione e libera l'esultanza, rabbiosa e meraavigliosa: 1-0 Spezia. Che partenza, ragazzi!
La gara si sblocca a parti intervertire nello stesso preciso momento di tre giorni fa e come allora chi passa avanti schiaccia sull'acceleratore, galvanizzato dal gol: il Chievo sembra un po' lo Spezia del Bentegodi ma ha più fortuna poco dopo nel liberarsi da un pallone malefico, frutto di uno svarione difensivo.

Abbattista permissivo verso un Chievo falloso e ostruzionista. Ma lo Spezia c'è.
I cori fuori dallo stadio squarciano il silenzio e accompagnano l'azione di Terzi e compagni, Aglietti chiede ordine e ardore, per spostare l'inerzia. Nel breve un propositivo Vitale si beve Dichmann in bello stile, coinvolge Maggiore che prepara il terreno al destro di Matteo Ricci: la mattonella sarebbe interessante ma lui apre troppo. Non si può certo dire nulla ad una squadra entrata in campo nel modo adatto a tentare un'impresa difficilissima contro un Chievo in modalità fortino ma una ventina di metri più indietro rispetto a sabato. Abbattista arbitro non all'altezza di una partita così importante: il fallo non concesso a Gyasi sul limite dell'area è solo uno dei diversi episodi contestati. Ma lo Spezia non deve cadere nel tranello di farsi innervosire dalle situazioni, sarebbe tutto vantaggio dei veneti. Alla mezz'ora finisce tra le mani di Semper la zuccata di Bartolomei che colpisce troppo centralmente su un cross a occhi chiusi di Matteo Ricci che andava a chiudere una gran bell'azione aquilotta, orchestrata da un Maggiore in gran serata e da un Galabinov bravissimo a spostare la palla da una parte all'altra dell'attacco.

Nzola si divora l'incredibile, che giocata Galabinov.
Lo Spezia insiste, ha cervello e gambe per non fermare la propria foga. Anche perché il Chievo è troppo preoccupato a non scoprirsi, confidando sull'intervallo e sul rimescolamento delle carte che avverrà con le sostituzioni. Bianchi ad un nulla dal raddoppio al minuto 32 quando il cross dalla destra di Ferrer esalta l'inserimento di Maggiore che colpisce di testa senza dare angolo. Per Semper non ci sono problemi ma il portiere del Chievo è addirittura superlativo poco più tardi: il suo piccolo grande miracolo lo fa anche stasera e a ben guardare la sua parata è più importante del rigore neutralizzato a Ricci nella serata di sabato. E' provvidenziale quando riesce ad ipnotizzare Nzola che era scattato in solitaria sulla spizzata magistrale di Galabinov: cosa si divora il francese, che cerca di incrociare trovando però l'estremo del Chievo pronto ad anticipare la giocata dell'attaccante.

SECONDO TEMPO
C'è Garritano per Esposito nel Chievo che dà il via alla seconda frazione con Obi nel mezzo. Djordjevic prova, come nel primo tempo, a provocare i giocatori dello Spezia con interventi al limite sotto gli occhi di un Abbattista che dovrebbe ammonirlo anziché catechizzarlo: un giallo, ne siamo sicuri, lo farebbe smettere di colpo. Lo Spezia orchestra proprio come nel primo tempo e al 3' la rasoiata a pelo d'erba di Bartolomei sfiora il palo più lontano dopo un'azione insistita partita da Nzola e continuata da Gyasi. C'è da strapparsi i capelli dalla malinconia perché un golletto sarebbe la cosa più giusta dell'ultimo anno. Ma il mediano garfagnino non sa che quel legno sfiorato altro non è che il preludio al gol che arriva al 5'. Azione insistita sulla mancina impreziosita da un Vitale in grande spolvero e capace di un colpo da biliardo per servire Maggiore nel cuore dell'area: lo spezzino non ci pensa due volte e calcia con tutta la forza in corpo bucando Semper sul suo palo. Apriti cielo, è il gol che rimette tutto a posto, e fuori dallo stadio è un delirio!

Nzola si fa perdonare l'errore e uccella Semper: è il 3-0 e fuori è festa vera.
Battilo 'sto ferro che è bollente! Sembra dirlo al vento che accompagna la palla calciata da Martin Erlic verso il lontanissimo Nzola che stasera sulla fascia è imprendibile. La sua guerra parte da centrocampo quando esce dalla marcatura, vince il contrasto con Rigione e si ritrova di nuovo davanti a Semper: stavolta però il portiere non può nulla sul colpo sotto dell'ex Trapani che fa un gol più difficile di quello che aveva sbagliato nel primo tempo e manda in visibilio anche i suoi compagni. Fuori dal Picco è come fosse un'altra partita coi tifosi increduli e l'unico pensiero collettivo di un'intera città incollata davanti ai tablet, al tempo che manca. Via dei Pioppi invasa dai fedelissimi e pensare alle coincidenze di una stagione lunga un anno: probabilmente mai si sarebbero sognati nella vita di "guardare" la gara sull'asfalto, proprio là dove ad ottobre avevano contestato la squadra, all’epoca penultima in classifica. Sette minuti dopo il fischio che dà il via il secondo tempo lo Spezia conduce 3-0 e ora è il Chievo che per continuare l'avventura dovrà segnare due volte. Bisogna gestire e farli correre, anestetizzare ogni velleità, lottare come se fossimo al principio di questa incredibile serata: è il momento di Mora che a metà ripresa prende il posto di Maggiore, ammonito.

Il Chievo si procura e segna un rigore ma è già troppo tardi.
Vitale e Gyasi finiscono sulle ginocchia, sono autori di prove importantissime e hanno speso tutto ma proprio tutto quello che avevano addosso: scontate le loro sostituzioni con Ramos e Di Gaudio. Italiano danza sulla linea dell'area tecnica e non finisce mai di dare consigli, anche se, conoscendolo un po’, infilerebbe volentieri gli scarpini e scenderebbe di nuovo in campo. Vuole che i suoi facciano la guerra o meglio vuole che non smettano di farla: la guerra di Nzola autentico trascinatore della squadra, conquistatore di palloni morti con quegli scatti da velocipede. Il Chievo non si è mai visto dalle parti di Scuffet ma si sa che basta un episodio: Aglietti si gioca le sue chances nel finale, chiedendo ad una squadra stanca di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Ma lo Spezia questa sera corre su ogni pallone con la foga dei vincenti e per i veneti non c'è un vero e proprio forcing: i minuti sembrano scorrere inesorabilmente ma l'episodio sfavorevole accade al secondo di recupero con il tocco di mano di Mora che provoca il penalty. Lo segna Leverbe spiazzando Scuffet ma nei 3' finali nulla potrà cambiare una serata perfetta e in qualche modo storica. Lo Spezia cancella i primi 9' del Bentegodi con una prova da brividi: perfetti, siete stati perfetti! E' tutto vero, questa città si gioca la serie A. E fuori è festa!

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11/08/2020 - Spezia-Chievo, i tifosi scortano la squadra al Picco


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