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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Gennaio - ore 22.09

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SI', LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Solo il tempo dirà se il Maradona di oggi è l'Adriatico di un anno fa ma l'impresa, in dieci uomini, è da brividi: il Napoli calcia in porta dieci volte nei primi 45' poi Petagna lo porta avanti. Ma lo Spezia si riprende il maltolto di tante giornate

una gioia incredibile
SI', LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

La Spezia - NAPOLI-SPEZIA 1-2
Marcatore: 13'st Petagna; 23'st rig. Nzola; 36'st Pobega

NAPOLI (4-2-3-1)
Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui; Fabian (30'st Lobotka), Bakayoko (30'st Elmas); Politano (8'st Petagna), Zielinski, Insigne; Lozano. A disp. Meret, Nikita, Hysaj, Ghoulam, Rrhamani. Cioffi. All. Rino Gattuso

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Vignali, Terzi, Ismajli, Marchizza (45'st Ramos); Deiola (1'st Pobega), Agoumè, Maggiore (42'st Saponara); Agudelo (1'st Gyasi), Nzola, Farias (33'st Erlic). A disp. Krapikas, Ferrer, Erlic, Dell'Orco, Pobega, Leo Sena, Gyasi, Piccoli. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Mariani di Aprilia
Assistenti: Bresmes-Margani
IV Uomo: Ghersini.
VAR: Banti-Del Giovane
Recupero: 2'(pt), 5'(st)
Ammoniti: Ismajli, Pobega, Maggiore, Terzi, Manolas
Espulso: 32'st Ismajli

PRE-PARTITA
17.23 - La prima volta dello stadio "Diego Armando Maradona": così il vecchio e mastodontico San Paolo ha cambiato nome in ossequio alla memoria del "Pibe de Oro". Dato alla vigilia come titolare, in verità Meret non è negli undici di Gattuso: a difendere la porta del Napoli è dunque Ospina. In difesa Hysaj agirà sull’out mancino mentre centrocampo affidato Fabian e Bakayoko. Tanti gli assenti per Gattuso (fra questi anche Koulibaly), l'ultimo a marcare visita è Demme, rimasto fuori all'ultimo momento mentre Mario Rui vince il ballottaggio con Nysaj, al momento favorito su Mario Pia. Lozano terminale offensivo è la vera novità di Gattuso.

17.30 - Solito 4-3-3 per lo Spezia con l'impiego dal primo minuto di Ismajli in coppia con capitan Terzi mentre Agudelo e Farias agiranno ai lati di M'bala Nzola. A centrocampo, in regia ancora Agoume vista l'indisponibilità di Ricci, coadiuvato dalle mezzali Deiola e Maggiore. Sono tanti gli assenti, una decina ma c'è poco da recriminare visto che è e rimane una costante che lo Spezia si porta dietro fin dallo scorso torneo. Spezia in nero, Napoli a strisce bianco-celesti: pioggia anche in Campania.

PRIMO TEMPO
Bastano 59'' al Napoli per espletare il copione scritto nel prepararla: colpire il prima possibile una squadra che vive un lungo periodo di crisi di risultati. Alla prima giocata insomma i partenopei volano verso la porta approfittando di uno Spezia altissimo come sempre con la linea difensiva: l'impatto sulla sfera di Insigne è però da dimenticare e i partenopei sprecano un'occasione enorme nonostante Lozano avesse fatto tutto bene, scappando sull'out destro e servendo al compagno un'ottima palla. I partenopei partono fortissimo, schiacciando gli uomini di Italiano nella loro area come nessuno aveva ancora fatto fino ad ora, almeno dal principio: i padroni di casa attaccando a tutta birra e costruiscono palle gol in serie con lo Spezia pressochè inerme. Al 3' ci proverà Politano che tenta di piazzarla sul palo più lontano, ma la traiettoria si sporca e finisce in corner, al 5' Bakayoko riceve al limite dell'area e scarica un bel sinistro che Provedel smanaccia come può ma diciamola tutta: cinque minuti di gioco ad una sola porta, lo Spezia non prende gol ma è un inizio coerente con il momento difficilissimo della stagione degli aquilotti. Uscito dal girone infernale in cui lo Spezia si è ficcato dal fischio d'inizio, i ragazzi di Italiano alzano il baricentro e iniziano finalmente a fare un poco di possesso, giocando a calcioe abbassando i ritmi di un Napoli entrato in campo quasi tarantolato. Sembra passato il momentaccio ma Provedel all'11 si fa rubare palla da Lozano, facendosi perdonare immediatamente il grossolano errore: la sua parata sul diagonale di Insigne è determinante, tanto quanto la respinta sulla linea di Terzi sul tap-in aereo di Fabian. Sei tiri in porta nei primi 14 minuti sono numeri che parlano da soli.

Agoumè non pervenuto, sulle fasce sofferenza perpetua.
Il problema è che lo Spezia passa rare volte la metà campo e giocando così prima o poi il gol arriva: al 14' ancora Insigne nel modo che più gli è congegnale ma Provedel para a terra un tiro non scontato. Sulle fasce non c'è storia e invece la fase difensiva avrebbe bisogno di un lavoro diverso: il raddoppio di marcatura innanzitutto contro una squadra come il Napoli che proprio sugli esterni ha il suo 'plus' e da questo punto di vista sono i centrocampisti a dover fare quei movimenti altrimenti saranno 90' "ai paletti". Un po' più attivo sulla sinistra l'undici oggi vestito di nero: Agudelo qualche serpentina la fa, dall'altra parte invece l'omologo Farias invece gira piuttosto al largo dalla vicenda. Il Napoli a folate fa sempre male: bella la serpentina di Politano che salta Marchizza e rientra sul sinistro, ma concluderà alto. Agoumè è impalpabile, surclassato dagli avversari che hanno sempre una marcia in più: naturale che se il regista non funziona, tutta la squadra ne risente. Il Napoli segnerà al 28' quando Provedel non riesce a smanacciare fuori una palla calciata da Lozano e deviata da un difensore: ma l'azione, viziata dal fuorigioco, è fermata al Var.

Non manca l'impegno ma è durissima. Provedel chiude ancora la porta.
Quando Marchizza appoggia Farias e l'azione si sviscera sulla mancina con un minimo di costrutto, anche il Napoli devo rinculare: serve più convinzione nei propri mezzi ma è anche comprensibile se davanti hai certi giocatori. Basti pensare ad uno com Manolas che guida con personalità la difesa di casa. Il Napoli, che qualcosa negli appoggi lo sbaglia, torna a bussare dalle parti di Provedel al 36' con il destro di Insigne che aveva chiuso alla perfezione una diagonale: il portiere dello Spezia si sdraia sulla sua sinistra e ci mette i polpastrelli. Il duello a distanza tra Insigne e Provedel si rinnova al 41' con la settima conclusione del fantasista di casa e la parata, stavolta facile, del portiere vestito d'arancio. Il Napoli chiuderà in attacco ma la mira dei bomber è quella che è e quando la palla sembra solo da spingere in porta ci pensa Provedel: si alza più in alto che può e toglie la sfera dalla traiettoria degli avanti di casa. Un finale di tempo in cui Italiano ordina il pressing: scelta assolutamente efficace perché quanto meno tiene il Napoli un po' più lontano dalla porta dopo un primo tempo in cui l'impressione è che difficilmente lo Spezia poteva fare meglio.

SECONDO TEMPO
Pobega e Gyasi per Deiola e Agudelo: quelle di Italiano sono sostituzioni comprensibili perchè il primo si è visto poco e il secondo ha speso tantissimo. E' chiaro che contro un avversario così forte diventa necessario correre su ogni pallone e assecondare ogni movimentro e i nuovi ingressi possono dare freschezza nelle scelte e nelle giocate. Il Napoli si ridesta dopo tre minuti con una giocata di Lozano che anticipa Terzi e prende lo spazio per calciare ma la spara a lato. Tre minuti più tardi ancora Lozano, stavolta in posizione centrale, riceve e calcia subito fra le braccia di Provedel mentre Ismajli merita applausi per come accompagna Insigne sul fondo, con il corpo e senza fallo. Petagna per Politano è il cambio di Gattuso dopo 8': il di Corigliano Calabro a questo punto vuole un attaccante d'area che abbia il gol nel sangue e, guarda caso, l'ex Spal ha subito sui piedi la palla del vantaggio ma è grande Provedel per come si immola su un diagonale che sembra predestinato al gol su assist al bacio di Di Lorenzo. Dopo un inizio di secondo tempo incoraggiante da parte degli ospiti, il Napoli torna al suo soliloquio e dopo una conclusione senza pretese di Gyasi (che spreca un contropiede con un tiraccio) i partenopei passano al minuto 13: difesa dello Spezia ancora una volta altissima e sul passaggio rasoterra del solito Di Lorenzo che vola come sempre sulla destra è proprio Petagna a metterci la zampa con cui anticipa Terzi e buca Provedel suo primo palo.

Pobega entra bene in campo e si guadagna il rigore: Nzola spiazza Ospina e al San Paolo è 1-1.
E' un gol che può uccidere, certo. Maggiore dà la carica ai suoi, vuole che il risultato non sia una sentenza anche perché c'è tempo per tutto. Poi Pobega si becca un giallo per un fallo veniale, Mariani decisamente fiscale ma l'ex Pordenone sembra entrato nel modo giusto e al 21' è proprio lui a guadagnarsi un calcio di rigore sul tocco ingenuo di Fabian che lo mette giù a due passi dall'arbitro. Senza Matteo Ricci, sul dischetto si presenta Nzola che è gelido nella battuta e spiazza Ospina. E' un gol che fa arrabbiare Gattuso e toglie un po' di serenità al Napoli: dalla rete di Petagna al rigore di Nzola sono passati dieci minuti e nonostante tutto si torna in parità: il momento no dei padroni di casa è tutto nella svirgolata di Osmina che sbaglia completamente un rinvio senza particolari pressioni. Ma la forza di queste squadre è trovare sempre un modo per uscirne e il Napoli, con umiltà, si mette sotto alla ricerca di quel gol che vorrebbe dire tanto in termini di classifica: il colpo sotto di Insigne al 29' è un'intuizione di platino che mette Petagna davanti alla porta ma la difesa spezzina ferma tutto prima che la palla arrivi a destinazione.

Secondo giallo a Ismajli, senza un motivo valido. Ma lo Spezia, in dieci, trova un gol leggendario.
La partita di Ismajli, ottima, finisce al 32' per un secondo giallo che lascia davvero perplessi: il fallo su Petagna c'è ma l'ammonizione è una follia e Mariani, che generalmente è arbitro prudente e che usa il Var molto spesso, non ha alcun dubbio, sbagliando. E' lo stesso Ismajli a chiedergli la prova televisiva ma ormai il dado è tratto. E' l'ennesima beffa di questo girone d'andata e proprio Petagna sull'azione susseguente avrebbe la palla del 2-1 ma Agoumè ci mette il corpo e gli dice che 'di qui non si passa'. Minuto 36, qualcosa da raccontare e si spera che rimanga un calco imperituro nella storia di questo campionato: in dieci uomini ma con un coraggio da leoni, lo Spezia sorprende il Napoli grazie ad un'intuizione magistrale di Gyasi che con lo scavetto serve Nzola, praticamente a tu per tu con Ospina: il suo colpo sfiora la perfezione ma la palla sbatte sul legno, solo che sulla respinta il primo ad arrivare è Pobega che insacca. Spezia in vantaggio a Napoli, tutto vero anche se sembra incredibile. Entra anche Llorente per un finale che vale un decennio di vita, per una serie di motivi che non serve nemmeno spiegare: lo Spezia perde più tempo che può, entra anche Saponara per un finale di partita che potrebbe essere lungo come i supplementari di Vautrot in Italia-Argentina. Cinque minuti di recupero e Napoli ovviamente pericoloso con Elmas ma all'altezza del dischetto la sua conclusione termina di poco a lato. Il pari sembra cosa fatta al 4' minuto di recupero: ottimo il lavoro di Llorente nell'addomesticare una palla che Petagna dovrebbe solo spingere in porta ma Saponara capisce tutto e calcia lontanissimo. Finisce così ed è una gioia incredibile per un gruppo che prova a scrollorsi di dosso l'ineluttabile con la prima vittoria in rimonta da quando è salito in serie A: solo il tempo dirà il San Paolo di oggi è l'Adriatico di un anno fa ma l'impresa è da brividi anche per chi non è interessato. Il Napoli calcia in porta dieci volte nel primo tempo poi Petagna lo porta avanti. Ma lo Spezia si riprende il maltolto. Viva.

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