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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 14.39

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SAN GIUSEPPE SI TAPPA GLI OCCHI. PERUGIA ALLA FIERA DEL GOL

Dopo il poker di Terni, arriva un tris dal Curi: in Umbria il disastro è servito. Prima mezz'ora all'altezza poi l'uno-due micidiale di Cerri con lo Spezia mai capace di tirare in porta.Anche quando la gara era in equilibrio, come in altre trasferte.

PLAYOFF MOLTO PIU' LONTANI
SAN GIUSEPPE SI TAPPA GLI OCCHI. PERUGIA ALLA FIERA DEL GOL

La Spezia - PERUGIA-SPEZIA 3-0
Marcatore: 35'pt Cerri, 40'pt Cerri, 43'st Bianco

PERUGIA (3-5-2)
Leali; Volta, Bandinelli (29'st Buonaiuto), Magnani (37'st Dellafiore); Mustacchio, Gustafson, Del Prete, Bianco, Pajac; Cerri (21'st Diamanti), Di Carmine. A disposizione: Santopadre, Nocchi, Belmonte, Germoni, Zanon, Colombatto, Kouan, Terrani. All. Roberto Breda.

SPEZIA(4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Terzi, Capelli, Lopez; Pessina (5'st Augello), Bolzoni, Mora; Mastinu (47' Granoche); Forte (13'st Gilardino), Marilungo. A disposizione: Bassi, Manfredini, Giani, Ceccaroni, Augello, Masi, Juande, De Francesco, Maggiore, Ammari, Granoche. All. Fabio Gallo.

Arbitro: Luigi Nasca della sezione di Bari
Collaboratori: Pietro Dei Giudici di Latina e Gianluca Sechi di Sassari
Quarto uomo: Eduart Pashuku di Albano Laziale
Ammoniti: Lopez, Volta, Cerri, Diamanti
Recupero: 3'(pt)

PRE-PARTITA.
14.35 - Roberto Breda prova a fare meglio di tanti illustri predecessori: alla caccia della quinta vittoria consecutiva il tecnico del Perugia è grande protagonista da quando ha preso in mano il gruppo che fino ad ottobre era stato guidato da Federico Giunti. Cinque successi di fila sarebbero un record notevole, Breda ci prova anche in virtù di una difesa blindata che ha subito un solo gol nelle ultime cinque gare. Abbastanza diverso il cammino dello Spezia capace di vincere una sola volta nelle ultime sei con la sconfitta casalinga patita contro il Cesena e quattro pareggi. L'arbitro è l'esperto Nasca della sezione di Bari.

14.45 - Nemmeno uno 0-0 nel torneo del Perugia che in generale non ama il pareggio, ottenuto sette volte nelle trenta partite fino ad oggi disputate. Occhi puntati su Alberto Cerri, che ha raggiunto dieci gol in stagione, prima volta in doppia cifra per lui nel professionismo: non è soltanto uno dei quattro goleador della Lega B 2017/18 nel girone di ritorno con sei marcature, ma giocatore in grado di fare la differenza nel gioco di squadra. Tanto che il suo compagno di reparto Samuel Di Carmine ha segnato fino ad oggi la bellezza di 15 reti. Gallo si affida all'estro di Marilungo e alla vena realizzativa di Forte, che sta benissimo e proverà a colpire i suoi ex compagni di squadra. Spezia in completo nero, Perugia con un completo candido e inserti rossi.

PRIMO TEMPO.
E' proprio quando le premesse si presentano proibitive che la B ha la capacità di sorprendere anche i sedicenti esperti del football. Naturalmente lo Spezia spera di poter vivere al cento per cento questo assunto visto che il "Renato Curi" è già tradizionalmente uno dei campi meno amici delle maglie bianche, figuriamoci poi se il Grifone vive uno stato di grazia praticamente da quando siamo entrati nel 2018 sotto il segno della coppia gol Cerri-Di Carmine e la guida sagace di Roberto Breda. Terreno in erba naturale, reso pesante dalle piogge ma nell'equilibrio di due squadre che iniziano subito a giocarsela a viso aperto, e al 4' Marilungo si avventa su un retro passaggio completamente sbagliato ma la sua conclusione viene murata da un difensore. Il Perugia sbaglia tantissimo in fase di palleggio, lo Spezia risponde colpo su colpo, corto e concentrato, modello Bari, sperando di sapersi regalare qualche guizzo che possa portare dolori alla porta difesa dall'ex Nicola Leali. Se le danno di santa ragione Volta e Forte, ex compagni e subito protagonisti di diversi duelli rusticani mentre la zuccata di Di Carmine all'11 è ben direzionata ma troppo debole per far sudare Di Gennaro, in parata bassa, senza equivoci. Pensi ad un Perugia arrembante e invece Del Prete e compagni non rispondono a dovere ai decibel della Curva Nord: il possesso passa gradualmente dai padroni di casa agli ospiti anche perché Lopez da una parte e De Col dall'altra attaccano le loro fasce spesso e volentieri, cercando di sfruttare le differenze tattiche che obbligano gli esterni del 3-5-2 di Breda a retrocedere di una ventina di metri: è esattamente questo il gioco che lo Spezia deve imporre agli avversari.

Lo Spezia legge meglio la partita ma l'occasione è del Perugia: palo di Bandinelli.
La dedizione collettiva degli aquilotti paga e sposta i contrappesi psicologici dalla parte degli ospiti: il pressing portato anche dalle punte sui portatori di palla del Perugia non fa che aumentare gli errori in fase di impostazione dei padroni di casa che sembrano accettare il "momento no", provando a far uscire lo Spezia e affidandosi alle ripartenze. Funziona piuttosto bene la catena di sinistra dello Spezia con Mora e Lopez che triangolano amabilmente, prendendo nel mezzo un Mustacchio tatticamente smarrito: sul ragionato, Bolzoni riesce a dettare i tempi meglio di quanto non riesca al suo omologo Del Prete ma di tiri in porta per lunghissimi minuti... nemmeno l'ombra. La prima grande occasione della gara arriva al minuto 31 su una soluzione personale del giovane Bandinelli, prestito di lusso dal Sassuolo: la sua è una botta dai venticinque metri che si stampa sul legno alla sinistra di un Di Gennaro che si tuffa bene ma difficilmente sarebbe arrivato su un precisissimo fendente di quella forza. La chance scuote gli animi degli umbri che cercano a questo punto di sfruttare l'onda emozionale per trovare il gol del vantaggio prima del riposo.

Cinque minuti fatali: Cerri uccide lo Spezia.
Il palo è ancora tremante che il Perugia il gol lo trova davvero: corre il 35' quando il solito gigantesco Alberto Cerri è abile a sfruttare il perfetto velo del compagno di reparto Di Carmine e superare Di Gennaro ad un amen dalla porta. Un gol che lo Spezia proprio si sarebbe risparmiato, che arriva in modo fin troppo agevole che cambia gli umori della gara e mette le ali al Perugia che 5' dopo troverà addirittura il raddoppio ancora grazie a Cerri che su una palla fortunata che gli arriva dopo una carambola su De Col nel frattempo caduto a terra: stavolta il bomber cresciuto nel Parma riesce a tener bassa la conclusione che s'insacca alla sinistra di Di Gennaro. De Col si lamenta molto per un presunto fallo non fischiato ma Nasca non lo ascolta nemmeno e indica il centrocampo. Un uno-due che ucciderebbe pure Varenne figuriamoci uno Spezia che, al di là delle prestazioni, continua a vivere un pessimo marzo che di questo passo finirà per chiudere ogni ipotetico sogno di raggiungere anche quest'anno un posto agli spareggi. Il primo tempo si chiuderà con la sostituzione forzata di Mastinu, infortunato, per Granoche.

SECONDO TEMPO.
Che cosa è mancato se non il coraggio di provare a vincere quando si sono presentati le condizioni per farlo? Lo Spezia formato trasferta vive questo refrain da inizio campionato e anche in giornate come queste, dove la prestazione è tutto sommato all'altezza (così come a Bari), si torna a casa senza sorrisi e con la consapevolezza che non ci sono proprio i numeri minimi per raggiungere gli spareggi. In verità con 45' da giocare lo Spezia potrebbe cancellare intere righe di commento ma servirebbe un gol subito, quanto meno per vedere cosa succede alle motivazioni di una squadra comprensibilmente scaricata: dopo una serie di serpentine sullo stretto Marilungo cade sulla linea di fondo in piena area di rigore ma Nasca segue lo svolgimento da vicino e non concede proprio niente. Augello per Pessina è la scelta di Gallo che vuole freschezza e motivazioni. E' bravo Leali al 12' a non farsi sorprendere sul fendente di capitan Terzi che dalla distanza con coraggio si permette una conclusione che serve soprattutto a dare un segnale alla squadra. L'altro segnale lo dà poi mister Gallo che si gioca pure la carta Gilardino al posto di uno spento Forte. Spunta il sole, lo Spezia spera che anche dalle altre dimensioni giungano segnali.

Anche Gilardino in campo ma è Di Carmine a sfiorare il tris.
Con due punte d'area come Granoche e Gilardino lo Spezia sceglie il cross sistematico: d'altro canto, pur nella pochezza del pomeriggio, basterebbe un golletto per un altro finale di partita contro un avversario che dopo il secondo gol si è messo dietro a gestire, giochicchiare, cercando senza insistere il tris. Sul terreno scivoloso del "Renato Curi" c'è anche un rasatissimo Alessandro Diamanti, chiamato ad inventare calcio per l'ultimo favorevole spicchio di gara: ed è proprio l'ex viola con gli spazi che sembrano praterie appenniniche a "snumerare" sulla destra, servire Gustafson che cerca di servire Di Carmine sul secondo palo, colpendola però troppo forte: l'attaccante del Perugia riesce comunque ad arpionare la palla, dribblare Di Gennaro in uscita e caricare un destro pauroso che si stampa sulla traversa, sfiorando la testa di De Col, ultimo difensore piazzato sulla linea di porta. Un 3-0 soltanto sfiorato dagli umbri ma il rischio di subire una goleada, forse per la prima volta in stagione, è concreto: il peggior momento stagionale della squadra di Gallo si conferma essere ancora attuale.

Mai morti ma nemmeno mai vivi. E Bianco fa il tris.
Scampoli di partita, fra alti (pochi) e bassi. Gilardino cerca di fare il suo mestiere, prendo e dando sportellate, tentando di dialogare con i compagni dell'attacco. Ma è la squadra tutta che sembra aver mollato, subito dopo quel raddoppio a freddo. E nemmeno quando l'intuizione è geniale si riesce a combinare qualcosa: su una punizione, lo schema funziona ma Marilungo proprio nel cuore dell'area ruba una palla dai piedi di Mora che, liberissimo, probabilmente di fronte a Leali avrebbe potuto fare buone cose. Cantano i tifosi del Perugia ma anche i fedelissimi dello Spezia non smettono di farsi sentire pur di fronte ad un risultato compromesso. La partita la chiuderà uno dei tanti ex quando l'orologio tocca il minuto 43: ci pensa Raffaele Bianco a chiudere un diagonale non irresistibile ma che sorprende Di Gennaro sul primo palo, sgusciandogli via. La gara era già virtualmente finita, così si applicano i sigilli per una sconfitta che sembrerebbe anche troppo severa ma che è anche figlia dell'atteggiamento: oggi il Perugia ha avuto più voglia di vincere e lo ha fatto di forza, forse senza nemmeno meritare quel passivo così evidente.

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