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Ultimo aggiornamento: Domenica 07 Giugno - ore 07.32

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ROSSO DI RABBIA, SAN SCUFFET SALVA LA PELLACCIA

Il baby Reinhart è la novità di una serata ventosa: tanto equilibrio, rare emozioni su un campo velocissimo. Ancora un rosso condiziona la gara degli aquilotti: Erlic fa fallo su Mancosu ma non è ultimo uomo. Il portierone aquilotto è un monumento.

pari giusto al comunale
ROSSO DI RABBIA, SAN SCUFFET SALVA LA PELLACCIA

La Spezia - ENTELLA-SPEZIA 0-0

ENTELLA (4-3-1-2)
Contini; Coppolaro, Chiosa, Pellizzer, Crialese; Eramo, Paolucci, Settembrini (32'st Currarino); Schenetti; Mancosu (23'st Morra), De Luca (37'st Caturano). A disp. Borra, Sala, De Santis, Ardizzone, Adorjan, Bonini, Toscano, Sernicola, Poli. All. Roberto Boscaglia.

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Ferrer, Erlic, Capradossi, Ramos; Bartolomei, Reinhart, Mora; F. Ricci (18'st Terzi), Gudjonnsen (46'st Vignali), Delano. A disp. Krapikas; Barone, Acampora, Ricci M., Gyasi, Mastinu, Benedetti, Buffonge. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Abbattista (Molfetta)
Assistenti: Cangiano (Napoli), Berti (Prato)
Quarto Uomo: Sozza (Seregno)
Ammoniti: Ramos, Coppolaro, Terzi, Bartolomei, Crialese
Espulso: 15'st Erlic
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
20.35 - Formazioni più inedite di quanto la vigilia già non suggerisse. Italiano deve fare i conti con due defezioni dell'ultim'ora. Non ci saranno nè Ragusa (assente per problemi famigliari) e Marchizza (colpito dall'influenza). Senza dimenticare oltrechè i lungodegenti anche Bidaoui e lo squalificato Maggiore, è uno Spezia con tanti volti nuovi dal principio. Nel trio d'attacco Gudjohnsen sarà coadiuvato da Federico Ricci e Delano. Ma la grande novità della serata è l'esordio assoluto di Reinhart: a soli 19 anni l'argentino sarà il regista di centrocampo. Novecento gli spezzini al seguito, sistemati nel settore ospiti: numeri ottimi, forse addirittura superiori alle attese in un Comunale freddo e ventoso.

20.50 - Una sessantina di chilometri di distanza coperti più che volentieri nonostante le pance piene delle festività. A Santo Stefano il posticipo della serata è la sfida del levante ligure fra Entella e Spezia che si rinnova ancora una volta in serie B dopo decenni di incroci in quarta se non in quinta serie. Il boxing day della cadetteria mentre di fronte due squadre divise da cinque punti a favore dei chiavaresi; è uno Spezia in crescita, negli ultimi due mesi ha dato una svolta al suo campionato anche se c'è ancora tanto da fare per uscire davvero dalle retrovie del torneo. Cinque partite nelle ultimo otto senza aver preso gol è il segno tangibile che lo Spezia sta migliorando e dovrà inventarsi qualcosa per colpire la terza difesa della B. Come negli altri campi per un'iniziativa di beneficenza promossa dalla Lega B, tutti i giocatori avranno sulle spalle non il cognome ma il nome di battesimo.

PRIMO TEMPO
Le insidie di un terreno di gioco mai semplice per nessuno, tanto meno per lo Spezia che lo conosce fin dai tempi in cui al posto del particolarissimo sintetico attuale c'era uno spellacchiato manto naturale. Sembra passata una vita da quel calcio e forse lo è perchè da qualche anno le avventure dei due club coesistono in una nobile categoria, per anni solo un miraggio per gli ottimisti. Spezia che arriva in crescita e certamente più riposato, Entella che fra le mura amiche riesce sempre ad imporre il suo gioco. Inizio equilibrato, le tensioni sono quelle giuste e il giropalla è soprattutto espressione della squadra di Italiano con i virtussini pronti ad esplodere le proprie ripartenze tanto veloci quanto esplosive: sarà la posizione di Schenetti uno dei temi tattici della serata. Negli ingusti spazi concessi dalla retroguardia di casa il più veloce di tutti è Federico Ricci che all'11' piomba su una palla vagante e tenta la girata improvvisa, senza però dare forza alla sua conclusione. Gudjohnsen guida il pressing dei suoi, Federico Ricci ci si mette di buzzo buono: il tentativo è quello di imbarazzare il palleggio di Pellizzer e compagni.

Equilibrio tanto, gioco raro. Reinhart prova ad uscire dal guscio.
In un contesto agonistico già piuttosto importante ma ancora povero di picchi tecnici degni di nota, determinante saranno i duelli diretti. Diverse le curiosità della serata: Italiano vorrebbe vedere Reinhart sciogliersi nel mezzo del traffico e se la prenderà parecchio con Delano. Il suo scostante movimento senza palla è oggetto di un'analisi continua alla ricerca degli automatismi: sull'olandese c'è la guardia di Coppolaro che gli prende il tempo. Al 19' Scuffet alleggerisce male una palla che mette in difficoltà i compagni di reperto e che l'Entella spreca con fretta e superficialità poi su una palla persa da Delano, Ramos spende un giallo che, visti i precedenti, probabilmente condizionerà psicologicamente il resto della sua gara. Fatica ad uscire dalla propria trequarti la squadra di Italiano: per scelta precisa l'Entella attacca la rete di passaggi degli aquilotti alzando il baricentro di una decina di metri e portando pressing sui portatori di palla, proprio come aveva fatto lo Spezia in principio.

Traffico e pochi spazi, uno se lo trova Bartolomei. Tutto bloccato.
Al 31' grande occasione per lo Spezia: su una palla respinta, Erlic con un colpo di tacco taglia fuori tutta la difesa e premia l'inserimento di Mora che alza la testa, e cerca il passaggio al millimetro con una rasoterra diretto a Bartolomei da posizione gourmet. Il suo sinistro è troppo aperto e la palla si perde sul fondo. Quaranta metri di applausi: l'apertura improvvisa di Reinhart è un piccolissimo saggio di bravura dell'argentino che grazie a quel colpo magico manderebbe in porta Delano se il guardalinee non fermasse l'olandese per un fuorigioco davvero millimetrico. Scendono i ritmi nel finale di tempo e se già lo spettacolo non era nemmeno iniziato così pure la speranza di un lampo prima dell'intervallo diventa utopia: sono le difese a surclassare gli attacchi e ad alzare un attimo i battiti sono solo i rimpalli che trasformano attimi scontati in potenziali buone giocate. Ma è un primo tempo bloccato, tattica e agonistica ok, lo Spezia ha il merito di non aver fatto giocare l'Entella come l'Entella vuole giocare. Ma per alzare l'asticella serve più qualità.

SECONDO TEMPO
Un pallone velocissimo, che schizza sull'erba artificiale bagnata e che fa aumentare il margine degli errori. E' lo Spezia a partire meglio nella ripresa un po' com'era successo al fischio d'inizio ma l'Entella rincula subito, risponde con le stesse armi, dimostrando di aver capito che non è il caso di schiacciarsi. Per due volte in breve tempo, Coppolaro lascia le retrovie e prova a dare manforte: nella seconda situazione il suo cross teso imbecca De Luca ma i centrali difensivi spezzini tengono il punto. Il vento rimane costante, la Virtus mette fisicità e dopo soli 7' finisce la partita di un abulico Delano: tocca a Gyasi fare quello che non ha fatto il compagno. Il tempo di sistemarsi sulla corsia mancina e di capire la tensione del match che l'Entella confeziona una colossale occasione da gol, la prima della serata. Questa volta De Luca ha sui piedi la palla dell'1-0 e nel cuore dell'area sfrutta una brutta uscita della difesa ma il suo tiro violento a colpo sicuro, fa volare Scuffet sulla sua destra per una parata monumentale. Ancora decisivo l'estremo friulano che uscirà due volte nei successivi minuti, certificando la personalità e la bontà del suo momento. Se Gyasi gioca ala ha il mestiere per fare le sue cose e quando al 13' sguscia via ad un avversario per involarsi verso la porta, quello che sbaglierà è solo l'ultimo passaggio, troppo arretrato per un Ricci che non può che colpire male.

Espulso Erlic, non è ultimo uomo ma l'arbitro lo caccia comunque. Dentro Terzi.
Può girare in favore dei ragazzi di Italiano questa partita, così equilibrata e complicata anche dalla sostanza degli avversari. Con le correzioni in corsa si può essere più pericolosi senza prestare il fianco, ma la speranza dei tifosi giunti dal Golfo dei Poeti viene spazzata via esattamente al quarto d'ora quando l'arbitro Abbattista di Molfetta decide di espellere dal campo Erlic, colpevole di un fallo indiscutibile ma non certo da ultimo uomo, anche perché Mancosu non sarebbe mai arrivato su quella palla. Si corre subito ai ripari: tocca a Terzi dare una mano ai suoi, sarà lui a sistemarsi vicino a Capradossi, con Federico Ricci chiamato al sacrificio della sostituzione. Boscaglia toglie dal campo Mancosu per inserire Morra, uno che quest'anno ha già fatto vedere ottime cose. Vorrebbe vedere un altro Entella, soprattutto in fase di palleggio che anche con l'uomo in più non è migliorato: chiede ai suoi di giocare in ampiezza, sfruttando la superiorità numerica, lo Spezia prova ad addomesticare il momento e protesta per un mancato cartellino giallo per un fallo di mano volontario di Schenetti.

Mezz'ora da soldati, lo Spezia esce con un punto e senza subire gol.
Durissimi i venti minuti finali, lo Spezia non riesce mai ad essere pericoloso, i chiavaresi ci provano anche da fuori con la conclusione di Settembrini, batte davanti a Scuffet ma poi gli finisce fra i guantoni. Currarino per Settembrini è un cambio che serve a dare qualità agli uno contro uno, Caturano per De Luca ad avere energie fresche se ci fosse un finale all'arma bianca. Dall'altra parte ci si sta sempre troppo poco: il più efficace è Gyasi che costringerà anche al giallo Coppolaro a conferma di quanto possa essere prezioso sfruttando le sue caratteristiche. Di Capradossi al 42' un colpo di testa in mischia che ha il solo difetto di non inquadrare lo specchio. Caturano-Morra-Schenetti, è il tridente con cui Boscaglia prova a scardinare il fortino avversario che con Terzi ha trovato un nuovo assetto. Nei momenti topici Gyasi porta lontana la palla dalle zone rosse e nel recupero c'è spazio anche per Vignali per reggere agli ultimi assalti. Mezz'ora da soldati, è ancora un'espulsione ingiusta dopo quella che inchiodò Maggiore a Venezia a condizionare il risultato. La classifica non è certo natalizia ma lo Spezia esce comunque dal Comunale con un punto, senza subire gol e fra gli applausi della propria gente.

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