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Quel "ragazzo" del 1944 che cercò di fare grande il Pordenone

Carlo Scarpato, grande mediano aquilotto, ha allenato i "ramarri" in passato.

pochi incroci con il pordenone
Quel "ragazzo" del 1944 che cercò di fare grande il Pordenone

La Spezia - No, non è decisamente una classica la sfida tra Spezia e Pordenone. Venerdì sera si inaugura la terza giornata della serie B 19/20 con un match che torna dopo più di mezzo secolo e per la prima volta in cadetteria. Tra la fine dei Cinquanta e i primi Sessanta le due formazioni erano state inserite entrambe nel girone A della serie C, proprio agli albori dell'epoca più difficile per gli aquilotti. Anni in cui il "Picco" assaggia i Dilettanti per quattro stagioni di fila prima del colpo di coda degli anni della contestazione, quando si tornò a sfiorare fugacemente la serie B che sarebbe rimasta solo un sogno per altri quattro decenni.
Fatto sta che un giorno di dicembre del 1959 lo Spezia viaggia fino al Friuli per perdere 3-2 contro il Pordenone guidato dalla coppia Salvietti-Scarabello in panchina. L'undici sceso in campo era questo: Persi, Crivellente, Pastorino, Bumbaca, Zennaro, Mangini, Regeni, Corelli, Corti, Franceschina e Castellazzi. L'anno dopo sarà invece pareggio per 1-1, con Ruzic che ha preso il posto di Scarabello e il gol del giovane Renzo Aldi. Sconfitta infine anche nel 1961, questa volta per 3-1 con rete di Campioli.

Parlando di storia, l'incrocio più significativo ha un nome: Carlo Scarpato. A Pordenone oggi forse non dirà molto, alla Spezia invece è tra quelli che non verranno mai dimenticati. Grande bandiera aquilotta, spezzino adottato a tutti gli effetti, fece parte della squadra che vinse il campionato di guerra nel 1944. Mediano in tre fasi successive tra il 1941 e il 1955 per un totale di 155 presenze, per Sauro Tomà era "l'intelligenza del calcio in persona“. Quell'intelligenza che poi lo portò a fare un'ottima carriera anche sulla panchina, fino a diventare il secondo di Trapattoni al Milan. Allena lo Spezia nel 1957 dopo aver appeso le scarpette al chiodo, poi subentra a Pordenone nella stagione successiva. Porta l'Entella alla promozione la stagione successiva e viene ingaggiato di nuovo dal Pordenone sostituendo peraltro un altro ex aquilotto ovvero Cesare Nay. Rimane un anno e mezzo, non arriverà la serie B ma non saranno comunque mesi banali: proprio in quel periodo nasce la definizione di "ramarri".

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