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Quel pallone che conobbe la finale mondiale o forse solo l'erba del "Picco"

La leggenda vuole che Sergio Gonella, che arbitrò la finale di Argentina 1978, si portò via il Tango usato quella sera. Quando la Federazione sudamericana lo chiese indietro per esporlo, ottenne l'originale o una copia spezzina?

MITO O REALTA'?
Quel pallone che conobbe la finale mondiale o forse solo l'erba del "Picco"

La Spezia - Un normalissimo Tango, preso a calci su un prato qualsiasi per fingere fosse stato utilizzato in partita. Non una partita qualunque, ma la finale del Campionato mondiale di calcio del 1978. Una copia insomma, creata apposta per essere consegnata all'Asociacion del futbol argentino che la avrebbe messa in una teca a Buenos Aires ad imperitura memoria del trionfo.

E' questa una delle leggende del calcio mondiale, riscoperta in occasione della recente scomparsa di Sergio Gonella, uno dei capostipiti della scuola italiana degli arbitri, oggi forse la più importante al mondo. Colui che la finale che regalò il primo titolo alla Selèccion aveva arbitrato e che conservava decine di ricordi di una carriera straordinaria nella sua casa di Asti. Una leggenda che in questo caso porta diretti alla Spezia, dove Gonella viveva dalla seconda metà degli anni Settanta.

Ancora pochi anni fa, il piemontese raccontava di quell'episodio senza dare soluzione all'arcano. Il mito vuole che il pallone di quell'Argentina-Olanda fu portato nel Golfo dei poeti proprio da Gonella, allora direttore della Banca Commerciale. Questo finché la federazione argentina non lo venne a reclamare come proprio. A quel punto, con l'aiuto di Egidio Ballerini, arbitro aullese della sezione spezzina, Gonella decise di acquistare un Tango ufficiale e di giocarci per un pomeriggio per invecchiarlo e renderlo del tutto simile all'originale. Dove? Per qualcuno in un parco, per altri proprio sul terreno dello stadio "Alberto Picco".

"Sì, è una storia che si tramanda ancora - conferma Loris Pedroni, presidente della sezione Aia della Spezia - Ricordo che già ai tempi se ne parlava, io ero un giovane arbitro entrato in sezione nel 1974. Era un caso che sembrava più che altro montato dalla Federazione argentina. Però è vero che si usava portare viail pallone di una partita importante, soprattutto a quei livelli. Di solito però si faceva autografare prima del fischio d'inizio e rimaneva bello pulito negli spogliatoi. Per me la storia del Tango falso rimane una leggenda metropolitana, anche i vecchi la pensano così".

Di certo rimane il mito di Gonella che ancora aleggia tra i fischietti spezzini. "Alla prima riunione a cui partecipai venne citato come rappresentante della sezione di Asti e mi alzai in piedi d'istinto per chiedere la correzione - ricorda Pedroni - Questo per dire quanto fossimo orgogliosi di averlo tra noi. E' stato la nostra Amerigo Vespucci, la nostra nave scuola". E rimane anche uno dei tree arbitri italiani ad aver condotto una finale mondiale, insieme a Nicola Rizzoli e Pierluigi Collina della sezione di Bologna che quindi condivide l'onore con la Spezia. Chissà che la terza città non possa essere Firenze: per adesso Gianluca Rocchi ha diretto senza macchia a Russia 2018.

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