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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 08.59

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Quando lo Spezia battè il Parma in maglia interista

Gli aquilotti e gli emiliani si affrontarono nel 1949 in uno spareggio che valeva la salvezza in serie B. Vinsero i bianchi, che però scesero in campo con le casacche nerazzurre prestate dall'Inter allora allenata dallo spezzino Cappelli.

Quando lo Spezia battè il Parma in maglia interista

La Spezia - Si è interrotta nel 1972 la striscia positiva dello Spezia sul campo del Parma. Mercoledì la sfida ai vicini d'oltrecisa si rinnova dopo la bellezza di 36 anni di assenza in cui i gialloblù hanno vissuto glorie memorabili mentre lo Spezia è piano piano tornato a scrivere una propria vicenda in accordo con la storia prebellica del club. Sarà il dodicesimo confronto in terra emiliana con un sostanziale equilibrio: 4 vittorie per parte e 3 pareggi tra il 1928 e oggi. L'ultimo exploit ospite è del 23 aprile 1972; un gol di Perico, atalantino che legherà il suo nome all'Ascoli, decide a pochi minuti dalla fine. Il Parma perderà il treno promozione mentre lo Spezia di Gianni Corelli potè avviarsi a una tranquilla salvezza in quella serie C.
Tanti gol nei cinque incroci successivi e tre sconfitte per i bianchi. L'ultima è del 1981: vantaggio di casa di D'Agostino e pareggio di Becattini, poi crollo finale degli aquilotti che perdono 3-1. Enzo Robotti mandò in campo Sulfaro, Bonanni (14' Lestinge), Bertacchini, Comba (83' Sodini), Cimenti, Sassarini, Della Monica, Pravato, Becattini, Simoni e l'idolo degli ultras Massimo Barbuti che pochi anni dopo sarebbe diventato uomo simbolo anche a Parma.
Un rigore sbagliato da un giovanissimo Carlo Ancelotti rimane nella storia del 2-2 del 25 marzo 1979 con le tifoserie già gemellate. Spezia in vantaggio per due volte con Mugianesi e Seghezza e due volte raggiunto da Colonnelli e Bonci. Quel penalty per poco non costò la promozione agli emiliani, che la ottennero poche giornate dopo solo grazie alla classifica avulsa. Era stato pareggio anche l'anno prima (1-1, Seghezza e Franceschelli); mentre tra 1975 e 1976 ecco due sconfitte per 2-1 (Colonnelli, Turella; Giulietti) e 4-2 (Bressani, 2 Bozza, Perotti; Comini, Fumagalli).

Nel periodo pre e post bellico invece era stato lo Spezia a imporsi spesso e volentieri, vincendo due spareggi fondamentali. Il primo assegnava la palma di vincitore della Prima Divisione 1928/29. Le due squadre, prime nei rispettivi gironi e già promosse nella neonata serie B, si fronteggiarono in andata e ritorno dopo che la Monfalconese (trionfatrice nel girone C) aveva rinunciato alle finali. Lo Spezia vinse grazie allo 0-1 firmato da Ghidoni con cui si impose a Parma nella gara d'andata, mentre 1-1 fu il punteggio del ritorno. Francesco Caiti mandò in campo Strati, Meoni, Toso, De Barbieri, Santillo G., Piviali, Rossi, Malatesta, De Manzano, Zanollo e Ghidoni.
E' così che le due squadre si ritrovarono in serie B con i bianchi che avevano esonerato da poche giornate l'inglese James Boars per affidarsi allo spezzinissimo Attilio Maggiani. Ma gli emiliani ebbero la loro rivincita imponendosi per 2-0 con reti di Vaccari e Franzini. Tra 1931 e 1932 due successi esterni: uno 0-1 con rete di Girino e uno 0-2 ancora con marcatura di Girino e Ghidoni.
Infine l'ultimo incrocio in serie B del 9 gennaio 1949 finito 1-1 con reti di Bronzoni e Pozzo. A fine anno ci volle uno spareggio tra le due, appaiate in classifica, per decidere chi doveva retrocedere in serie C. Sul neutro di Milano fu un trionfo per lo Spezia che dominò con un secco 4-1. Si giocava ancora una volta proprio in quell'Arena Civica che cinque anni prima aveva visto i bianchi sconfiggere il Torino di Vittorio Pozzo e guadagnarsi lo scudetto di guerra che ancora porta sulla maglia. Le reti erano state segnate da Bragoni, Mangini, la doppietta di Pozzo e il gol della bandiera di Marchi. Fabbri, Amenta, Pramaggiore, Cadario, Mocca, Bragoni, Becagli, Rostagno, Pozzo, Gambino e Mangini l'undici di mister Carlo Albero Macchi. Curiosità: lo Spezia giocherà quella partita indossando la maglia nerazzurra dell'Inter per distinguere la propria livrea tradizionale da quella, altrettanto chiara, del Parma. La cosa fu possibile grazie all'interessamento di Giulio Cappelli, spezzino doc e allora allenatore dei milanesi.

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