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Qualità e soluzioni, lo Spezia si guarda dentro

Il doppio ko in pochi giorni e l'inizio di un tour de force pongono interrogativi sulla vera forza della rosa. Che può dimostrare a tutti di essere all'altezza del compito.

Qualità e soluzioni, lo Spezia si guarda dentro
La Spezia - Che succede allo Spezia dei giovani che ha stupito per due mesi prima di incappare in due sconfitte consecutive? E' quello che si domandano i tifosi aquilotti, che riflettono sui perché dei due ko, faticando tuttavia a trovare risposte. Troppo diverse le sconfitte contro Carpi e Avellino, figlie di prestazioni e di demeriti differenti, per costruire una casistica: non è insomma nella statistiche che Di Carlo deve trovare i perchè di un'involuzione numerica e di gioco. "Dovevamo alzare i ritmi e questa è stata la nostra incertezza", ha ammesso Di Carlo nell'affollata sala stampa del "Partenio", cancellando qualsiasi alibi sopra la testa della squadra. Impossibile salvare la prova in casa dei bianco-verdi, falcidiati dalle assenze molto più di Terzi (in diffida come Sciaudone) e compagni.

Una questione di qualità oppure è il modulo che va rivisto? Quella della competitività della rosa è la vera "quaestio" della stagione: una rosa giovane, in continuità con il gruppo che già esisteva, privata di alcuni calciatori importanti e d'esperienza come Catellani, Calaiò, Postigo, solo per citare i più importanti, ma anche orfana di quel Iemmello che, a detta della società stessa, era il giocatore su cui edificare le fondamenta del progetto: un attaccante che ha fatto fagotto all'ultimo giorno, creando un enorme problema con poco tempo per rimediare. Inutile dire che vederlo segnare nel Sassuolo, un gol peraltro valido per i tre punti della squadra di Di Francesco, è solo la conferma della forza di un calciatore che lo Spezia non ha saputo gestire fin dal principio, sottovalutando fatalmente le dinamiche del calciomercato dove 1+1 non fa sempre 2. Vaticinare ora, alla vigilia di un mese tostissimo per la squadra, sarebbe peccato mortale e allora ci si sforza di attendere Granoche, sperando che la sua integrità fisica sia affidabile quanto la sua indiscutibile professionalità, e si ragiona sui moduli: Di Carlo predilige il 4-3-3, ogni tanto si affida al trequartista per scardinare le difese più imperforabili ma ha perso ad inizio campionato, per infortunio, quel Antonio Piccolo su cui lo Spezia ha investito parecchio. Mastinu da una parte e Piu dall'altra non hanno iniziato certo male ma non si può chiedere loro di fare miracoli: vanno supportati, attesi ma anche perdonati se non funzionano sempre al meglio. E allora? Allora, recuperando il ritmo, è il 4-3-1-2 lo schema che potrebbe tornare utile nelle prossime partite: Baez non è un esterno, lo si sapeva dall'inizio, punta la porta, spesso gioca per i fatti propri, ma di certo non ha misure e gamba da ala. Più logico, ma va allenato e catechizzato, usi i suoi piedi buoni per giocare alle spalle delle due punte, in attesa di Piccolo che ne avrà ancora per un po'. La sensazione è che Nenè in mezzo all'area a prendere le botte sprechi energie in funzione di un compagno che oggi non c'è: chiaro che se ti spompi a spizzare, far giocare la squadra, prendere calci da ogni dove non è che puoi durare 50 partite a certi livelli.
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