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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Dicembre - ore 19.40

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QUANDO UN VEDO NON VEDO TI CAMBIA LA VITA

Avanti con Sciaudone, lo Spezia gestisce con serenità il primo tempo. In apertura di ripresa il gol non convalidato al Diablo che grida vendetta, spegne lo Spezia che nel finale subisce la rete di Mauri e rischia di perdere. E' un pari deludente.

QUANDO UN VEDO NON VEDO TI CAMBIA LA VITA

La Spezia - BRESCIA-SPEZIA 1-1
Marcatore: 4'pt Sciaudone; 29'st Mauri

BRESCIA (4-3-3)
Minelli; Untersee, Romagna, Prce, Lancini; Martinelli (29'st Torregrossa), Mauri, Bisoli; Bonazzoli (1'st Ferrante), Caracciolo, Sbrissa (12'st Camara). A disp. Arcari, Dall'Oglio, Crociata, Ndoj, Modic, Fontanesi. All. Luigi Cagni.

SPEZIA (4-3-3)
Chichizola; Vignali, N.Valentini, Terzi, Migliore; Sciaudone (24'st Pulzetti), Errasti, Djokovic; Piccolo, Granoche (37'st Giannetti), Fabbrini (18'st Baez). A disp. Valentini A., De Col, Ceccaroni, Baez, Datkovic, Maggiore, Mastinu, Giannetti. All.: Domenico Di Carlo.

Arbitro: Martinelli (Roma 2)
Assistenti: Disalvo-Margani
Quarto Ufficiale: Pasqua
Ammonizioni: Terzi, Sciaudone, Fabbrini, Prce
Corner: 1-7
Recupero: 0'(pt), 3'(st)

PRE-PARTITA
14.15 - "Torno dopo tanti anni che ho disputato con questa maglia, e so cosa vuol dire quando i tifosi possono criticarti sul gioco o sulla tecnica, ma voglio che questa squadra dia tutto". Al "Rigamonti" è il giorno di Gigi Cagni, 270 partite con la maglia delle Rondinelle, e prima volta da allenatore a 68 anni. Trentasette anni fa disputò la sua ultima partita con la maglia della sua città mentre lo Spezia rimane l'ultima squadra allenata in carriera, quattro anni fa. Un Cagni deciso a puntare sul 4-3-3, lo stesso di Di Carlo: a Mauri la cabina della regia, a Caracciolo le speranze di gonfiare la rete.

14.30 - Lo Spezia dal canto suo vuole iniziare un filotto positivo fuori dal "Picco", vero e proprio tallone d'achille di questo campionato: soltanto 12 i punti in viaggio contro i 32 messi assieme nelle partite interne. Di Carlo riabbraccia Giannetti, in panchina solo per morale, mentre sarà costretto a fare a meno di Piu a causa dell'infortunio alla caviglia. Fiducia ancora a Granoche, Piccolo e Fabbrini, il trio d'attacco che dovrebbe fare la differenza contro la giovanissima difesa di casa. Rientra anche Sciaudone nel trio di centrocampo dove non c'è Maggiore. Dietro Vignali è preferito a De Col nel ruolo di terzino destro. Il Brescia ha fuori Calabresi, Coly e Blanchard: per Cagni un pacchetto arretrato improvvisato.

PRIMO TEMPO.
Se i valori assoluti contano ancora qualcosa in una delle serie B più tirate degli ultimi anni, oggi al vecchio "Rigamonti" non ci sarebbe davvero partita. Rondinelle giovani ed inesperte, mancanti di entusiasmo e di una mezza dozzina di giocatori, Spezia in lenta risalita, con tante frecce nel proprio arco e un obiettivo playoff palesemente a portata. Brescia-Spezia però si porta dietro una settimana particolare in casa lombarda che ha visto concretizzarsi la dolorosa scelta ufficializzata da Sagramola che ha portato all'avvicendamento fra Brocchi e Cagni, un allenatore, quest'ultimo, che in terra lombarda significa storia, radici, valori. A lui si affida la società per raggiungere una salvezza che soltanto due mesi fa non sembrava essere problema. Ed invece i numeri hanno rallentato la marcia degli interessanti interpreti bresciani, neutralizzato il loro entusiasmo e la fiducia del club verso il proprio tecnico.

Avanti Spezia ed è subito Sciaudone!
La cronaca in verità queste auspicate differenze le racconta fin dal principio. Basti pensare che dopo 120'' dal fischio di Martinelli, Valentini si divora il gol del vantaggio: il cross morbido di Piccolo col sinistro è fotocopia dell'assist che una settimana fa provocò il gol-partita di Granoche, solo che il difensore argentino, dimenticato dai difensori di casa, non ha la la mira del Diablo e la sua zuccata a colpo sicuro, batte sul terreno ma esce incredibilmente fuori dallo specchio. Sulla sinistra però ci sono autostrade: su ritmi non eccelsi, Piccolo fa quello che vuole, figuriamoci Fabbrini che tocca mille palloni, abbozza serpentine, finendo spesso per terra. La resistenza del Brescia dura solo 4': è Daniele Sciaudone a bucare la porta di casa con un preciso mancino liftato dal limite su assist di Granoche che non lascia scampo a Minelli. Praterie in ogni dove, sembra d'essere ai Casoni e lo Spezia fabbrica la terza palla gol al 15': ci vuole il coraggio in uscita del bravo Minelli a fermare la stoccata sporca di Vignali, bravo a farsi trovare pronto sull'assist di un ispirato Piccolo. Al 20' è Fabbrini che come al solito danza sulla palla, scambia con Djokovic e riceve la palla di ritorno per un diagonale smorzato dal ritorno di Untersee.

Spezia padrone della situazione.
La reazione del Brescia in modalità "vorrei ma non posso" convince Terzi e compagni ad abbassare il ritmo, affidandosi ad un sicuro giro-palla che non fa soffrire le sporadiche incursioni di Caracciolo, lasciato troppo solo in mezzo all'area: al 33' la conclusione in corsa di Bonazzoli non trova la porta. Se, insomma, non ci sono gli spazi perché il Brescia si mette dietro con nove giocatori, inutile divaricarsi ed esporsi al contropiede: sulle fasce, spesso oggetto di critica in pomeriggi negativi, lo Spezia vola, e alla fase offensiva partecipano attivamente anche Migliore e Vignali. Il primo tempo, caratterizzato da un tifo apprezzabile da parte dei tifosi di casa che non risparmiano i rivali spezzini di qualche coro di... benvenuto, va a concludersi abbastanza naturalmente con una ripartenza in superiorità numerica, buttata via da Granoche che, indeciso fra tiro e scarico, perde l'attimo al limite dell'area non servendo Fabbrini, che aveva accompagnato, a rimorchio. Grande difficoltà da parte dei ragazzi di Cagni nell'orchestrare la manovra, i supporters si spazientiscono e si fanno sentire, per evitare la quarta sconfitta consecutiva.

SECONDO TEMPO.
L'ultima cosa da fare è farsi sorprendere da un possibile forcing del Brescia, in apertura di secondo tempo: Cagni deve avere urlato ai suoi quello che non aveva ancora fatto in settimana e, a cuori caldi, bisogna stare vigili. Caracciolo è sempre in agguato e dà l'esempio ai compagni, retrocedendo un paio di volte a recuperare palla. Al primo affondo però lo Spezia passa di nuovo, stavolta con Granoche che, su un avventato retropassaggio di Bisoli, evita il povero Minelli elegantemente e deposita in rete: l'uruguayano ha già le mani al cielo per festeggiare l'undicesimo centro in campionato che chiude virtualmente l'impegno odierno, ma per Martinelli la palla è stata tolta dal sacco da Untersee prima di varcare interamente la linea di porta. Intuizione sconfessata dagli occhi della maggior parte degli sportivi con conferma plateale delle telecamere: un errore pesantissimo quello della terna che lascia annichiliti e probabilmente genererà un movimento post-partita. Umori opposti, ora si rischia: al 13' Ferrante salta Migliore come un birillo e la mette al centro pericolosamente: i liguri si salvano sparando lontano, ma moralmente il gol annullato pesa nella psiche collettiva dello Spezia di rosso vestito.

Il pari di Mauri, lo Spezia non può che recriminare.
Il calibro di Piccolo sembra iniziare a somigliare a quello dei tempi migliori: ispirato e senza voglia di strafare, l'ex lancianese è il migliore e non solo per aver bagnato tutte le azioni più importanti. Meno pratico e più fumoso invece l'apporto di Fabbrini che al 26' lascia spazio a Baez, scelto per le sue abilità di palleggio e la sua velocità in contropiede. Da parte spezzina non c'è più la verve e le Rondinelle escono dal guscio, alla ricerca di un pari che Cagni prova a cercare con tre sostituzioni e nuovi accorgimenti tattici. Anche Torregrossa in campo, per un finale di marca bresciana, poi come un incubo il momento tanto temuto: scandito il minuto 29, Mauri arpiona una palla scaraventata dalle retrovie, vince il duello aereo di Migliore e col sinistro spara un tiro che incoccia il palo e s'insacca. Un gol che raggela lo Spezia: se finisse così, o peggio, impossibile non recriminare su quel gol annullato a Granoche che grida vendetta.

Finale in ginocchio, lo Spezia rischia di perderla.
E' tempo di Giannetti, una decina di minuti per l'esordio bis con la maglia dello Spezia ma il toscano non si porterà dietro un ricordo positivo. Cerca gloria l'ex trapanese Torregrossa al 41', abile a divincolarsi con le spalle alla porta, trovare il pertugio per calciare, a lato non di molto. Il Brescia ci crede davvero e l'eterno Caracciolo viaggia sulla fascia, in veste di suggeritore e serve al centro Camara che si gira sul posto, evitando un Vignali impietrito e scarica tutta la sua energia sui guantoni di Chichizola. Non si intristisce il guineiano e un minuto dopo è protagonista di una splendida personale sulla sinistra con passaggio finale per Ferrante che dall'altezza del dischetto calcia con forza: ancora Chichizola ma che brivido. Una volta preso il gol, lo Spezia non è praticamente più esistito e l'1-1 al Rigamonti non può che essere risultato deludente: anche se pesa quella rete annullata a Granoche, i valori avrebbero dovuto sopperire.

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