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Play off allargati in serie B? L'UEFA non direbbe no

Il maggiore organo continentale del calcio chiede di provare a finire la stagione, anche cambiando format. E se le decisioni devono arrivare a tavolino, di evitare "la percezione pubblica di un'ingiustizia".

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Play off allargati in serie B? L'UEFA non direbbe no

La Spezia - Chiede ad ogni federazione nazionale, ad ogni lega, di mettere il "merito sportivo" al centro di ogni decisione l'UEFA. Chiede di provare a terminare i campionati anche in estate inoltrata, anche svolgendoli in parallelo alle competizioni internazionali. Ma se proprio non ci fossero i presupposti per garantire la sicurezza sanitaria ai tesserati, ogni decisione deve essere presa in modo da evitare "la percezione pubblica di un'ingiustizia". E' la frase che conclude la nota emessa ieri dal maggiore organo europeo del calcio, quella che contempla il rischioso inserimento dell'arbitrarietà nelle scelte su come chiudere una stagione nel caso in cui fosse impossibile riprendere. Ovvero in primis di chi qualificare per le Coppe Europee. Ma anche, a cascata per le serie minori, di chi dichiarare eventualmente promosso o retrocesso.
E' lo scenario che tutti vogliono evitare, quello che rischierebbe di dare parecchio lavoro ai legali dei club e ai tribunali, sportivi e non. Che però ad oggi va preso in considerazione. Così nel riassunto di tappa fatta da uno dei due gruppi di lavoro instaurati a inizio mese a livello continentale, quello che si sta occupando di come salvare i calendari, se ne fa accenno. Un organismo ora affiancato un sottogruppo scientifico capitanato da Tim Meyer, medico della nazionale tedesca e luminare della medicina sportiva. Quello che pare chiaro, in Italia e non solo, è che il calcio ha tutta l'intenzione di lasciare alla politica e alle autorità sanitarie l'eventuale decisione di dichiarare impossibile la conclusione regolare dei campionati nazionali.

Cosa succederebbe allora se i governi dicessero "stop"? Ecco le linee guida dell'UEFA su chi ammettere a Champions ed Europa League per la stagione 2020/21. La decisione sulle classifiche dovranno essere basate su princìpi "trasparenti, oggettivi e non discriminatori", tenendo conto delle "circostanze specifiche di ogni competizione" e in accordo con le leghe di riferimento. Tra le ipotesi di controazione a quel punto, l'UEFA si riserva il diritto di respingere l'ammissione di un club per cui non fosse dimostrabile l'indubbio "merito sportivo". La lettura più ovvia: un Milan settimo non potrebbe andare in Champions a scapito di un'Atalanta con 12 punti in più in classifica e una partita in meno.
Come tutto questo possa ribaltarsi sulla serie B resterebbe da decidere, ma di certo ci sarebbe innanzitutto da attendere le mosse della serie A. Di certo queste linee guida possono fa sperare un Benevento di essere accolto nella massima serie (ma bisogna convincere qualcuno a scenderne...). La parte forse oggi più interessante è quella in cui si spinge federazioni e leghe "ad esplorare ogni possibile opzione per giocare" ed eventualmente a "ricominciare con un format diverso, in modo da facilitare la possibile per i club di qualificarsi per meriti sportivi". Una via per play off allargati in serie B? L'idea è già tra quelle discusse informalmente.

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