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Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Ottobre - ore 23.48

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Pierini da standing ovation, Mora ubiquo

Marino ha il coraggio di togliere Galabinov per far entrare Gyasi, man of the match. Ricci e Crivello i più in difficoltà.

Le pagelle di cds
Pierini da standing ovation, Mora ubiquo

La Spezia - Lamanna 6
Poco da fare sui gol, diversi ma con la stessa fatale efficacia. Nel secondo tempo para in due tempi, rischiando il più facile dei tap-in, un proiettile infido di Tremolada ma il Brescia molla ben presto la presa e rimane praticamente inoperoso.

Crivello 5,5
La condizione è deficitaria almeno quanto gli automatismi con i compagni di reparto: c’è anche un po’ della sua colpa nella pietrificazione collettiva sul primo gol ospite. Quando il Brescia abbassa la pressione e smette di comandare il giro-palla la sua esperienza basta.

Terzi 6,5
Sul gol-lampo è lui a scalare su Morosini ma i compagni non sono abbastanza veloci da spostarsi sulle nuove posizioni e Donnarumma, che ha ricevuto senza pressioni, da un altrettanto liberissimo Tremolada, si trova una palla troppo facile. Pur con qualche vuoto collettivo che il Brescia non sfrutta, la difesa cresce con lui nella ripresa. E come da quattro anni a questa parte ci mette le giuste toppe sulle ripartenze subite e di testa lascia le briciole.

Giani 6
Gli tocca il temibilissimo Donnarumma che lui cerca di anticipare ogni volta che può. I primi 20’ sono pazzeschi e quella dello Spezia non sembra nemmeno lontana parente della difesa che da due anni è al top della cadetteria.

De Col 7
Dopo un’estate da odiato eroe (perché nel calcio italiano l’onesta’ sembra fare schifo), ricomincia da dove aveva lasciato. Propositivo e cavalcante, regala a Pierini la palla del 2-1 e della linea arretrata è il più lucido di tutti. Un primo tempo di grande corsa che costringe Curcio ad una gara col freno a mano. La partita cambia humus dopo il 3-2 e a quel punto sono un paio di diagonali provvidenziali a strappare i consensi. E un voto meritatissimo.

Mora 7
Uomo ovunque, recupera decine di palloni pericolosamente danzanti sulla trequarti e si fa apprezzare per l’abilità negli inserimenti. C’è lui alla mezz’ora a mettere nel mezzo un cross che somiglia a un bacio Perugina con tanto di dedica che Gyasi recita come un poeta. Chiude con lucidità, andando a saltare dove c’è bisogno, saltellando fra i reparti. Eccolo qui il giocatore che aveva impressionato quando giocava nella Spal.

Ricci 5
Della nuova scuderia angelozziana e’ il giocatore finora più deludente: soffre maledettamente la tecnica degli avversari guidati dal diciottenne Tonali, uno che a Brescia ricorda un certo Andrea Pirlo. Compie diverse ingenuità di passaggio che Marino osserva dalla panchina con il sangue agli occhi e per una di queste spreca un giallo che sa di disagio. Finalmente a suo agio nel finale quando le Rondinelle non riescono a tenere i ritmi indiavolati del primo tempo ma, già ammonito, rischia gli spogliatoi anticipati su un fallo che Massimi non si sente di tradurre in un altro cartellino. Minestrone e cattiveria, ricette per altre storie.

Bartolomei 6,5
Dalla sua improvvisa verticalizzazione si origina il pari: ci abitueremo volentieri a questo tipo di giocate, il suo pedigree, che innescano la velocità delle ali. Come ci abitueremo alla personalità di un ragazzo sceso dalla Garfagnana per fare il calciatore, che ha forgiato gambe e carattere sugli improbabili campi delle categorie ma che per tutta la gara parla ai compagni, li incita, li invita a rispettare le posizioni. Ecco perché è stato uno dei primi arrivi dell’estate, ecco perché già la vive da leader.

Pierini 7,5
Gli bastano appena 300” e la mattonella perfetta per una stoccata col destro che dribbla le gambe altrui e si infila alla destra di un Alfonso forse coperto dai compagni. Sarebbe già abbastanza per un esordio da mal di testa ma quello che fa al 16’ lo ricorderà per anni: De Col scodella una biglia da manuale e lui si coordina con una mezza rovesciata da cinematografo. Emozione pura, collettiva e corsa verso la Ferrovia. Ha una frequenza di passo da serie A, lo diciamo fin d’ora, sbilanciandoci più che volentieri. Rimanga umile, vedrà altri stadi. (Dal 46’st Crimi, s.v.)

Galabinov 6
Poco servito per tutta la prima frazione, il gigante di Sofia è braccato dai centrali del Brescia. Sgomita e cerca almeno di giocare per i compagni, perché palle degne non gliene capitano mai e la tenuta fisica è quella che è. Per il gol c’è tempo, d’altronde anche Cristiano Ronaldo è ancora a secco. Anche per questo Marino lo toglie dopo appena 57’: non una bocciatura ma anche l’idea di costruire pericolosità in altro modo. (Dal 12’st, Gyasi 7, entra e si mette a disposizione di Okereke che imbecca subito. Poi si veste da Galabinov e incorna di giustezza il 3-2, mandando il Picco in visibilio. Finisce da punta pura).

Okereke 6
Ha il grande merito di valorizzare al meglio la palla che Bartolomei gli serve su un piatto d’argento: gli basta alzare la testa e servire a Pierini una palla precisa e della giusta potenza. Per il resto la sua partita è un mix di scatti e dribbling, stop inconsapevoli e decine di palloni difesi e restituiti. Quando esce Galabinov fa l’ultima mezz’ora da centravanti puro e sfiora il montante con un destro liftato che non chiude fino in fondo. (Dal 36’st Vignali, s.v., il tempo di entrare che si trova una palla da rovesciare ma... ci cade sopra. Per il resto non si astiene dalla battaglia finale a difesa della vittoria).

Marino 7
Con due cambi vince la partita, bellissima peraltro: dimostra il coraggio di un tecnico che ha fatto una vita di serie A quando toglie uno stanco Galabinov consegnando allo Spezia una nuova pelle. Vincere aiuta a vincere, farlo così, all’esordio al Picco, è la miglior captatio benevolentiae per riportare nel vecchio catino di Viale Fieschi il pubblico che oggi è mancato. E, visti i 90’, non doveva mancare.

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