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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 17.15

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Peracchini: "Adeguare il Picco costa 23 milioni, quanto uno stadio nuovo"

Il sindaco fa il punto sui ragionamenti dell'amministrazione per lo stadio. "La copertura della Curva Ferrovia ha prezzi proibitivi, rifare la tribuna pone problemi tecnici. Un nuovo impianto all'Enel? Una bella idea ma serve un investitore".

il futuro è altrove
Peracchini: "Adeguare il Picco costa 23 milioni, quanto uno stadio nuovo"

La Spezia - L'ipotesi di coprire la Curva Ferrovia si fa più remota. Questione di costi, che sarebbero esorbitanti e difficilmente affrontabili dal Comune della Spezia. E anche se si trovassero i fondi necessari, la spesa non giustificherebbe l'impresa per un impianto comunque non idoneo a ospitare quella categoria che tutti i tifosi dello Spezia sognano: la serie A. Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini fa il punto in una chiacchierata con Città della Spezia sulle azioni intraprese fino ad ora per delineare il futuro del calcio in città, che potrebbe non essere in Viale Fieschi.

“Abbiamo in mano una prima ipotesi sui costi per fornire la curva di casa di un tetto e la cifra che è venuta fuori è di circa 6 milioni di euro – spiega – In questo momento ho dato mandato di compilare una seconda stima, ma è chiaro che una cifra del genere scoraggia a proseguire su questa strada. Si fosse parlato di un paio di milioni poteva diventare un discorso fattibile, ma così si impone una riflessione più ampia. Che parte da un assunto: se andiamo in serie A serve uno stadio da 16mila posti”. Parla alla prima persona plurale Peracchini, che è tifoso della prima ora dello Spezia e presenzia in tribuna quasi sempre o quantomeno ogni volta che gli impegni glielo permettono.

Il ragionamento si sposta allora sulla tribuna, manufatto degli anni Venti che nel patchwork de vecchio “Alberto Picco” rappresenta l'emergenza più datata e più affascinante. Investire lì le risorse? “Anche in questo caso abbiamo commissionato uno studio che ci dice che andrebbe spostata innanzitutto di tre metri indietro rispetto alla posizione attuale – illustra il primo cittadino – Questo per andare incontro alle disposizioni delle Licenza nazionali aggiornate e allargare quindi il campo da gioco. Di conseguenza anche il parcheggio andrebbe traslato a monte e servirebbe una struttura di sostegno da costruire ex novo”. Insomma, anche in questo caso il gioco non pare valere la candela. “In pratica per adeguare il Picco alla serie A servono secondo i nostri studi 23 milioni di euro. E' il costo di uno stadio nuovo”.

Cento anni e non più cento per gli spalti che sopravvissero anche alle bombe. A questo punto la prospettiva di cambiare casa, se lo Spezia Calcio riuscirà a fare il grande salto come nei programmi del club, diventa più reale. L'idea che fu di Giorgio Bucchioni di pensare a un nuovo impianto nell'area Enel quando la centrale sarà dismessa torna di moda. “E' una bella idea – arriva l'apprezzamento di Peracchini – Lì ci sono più di settanta ettari, mettiamo che Enel voglia rimanere con una centrale a gas che ne occupa circa otto: ne rimangono più di sessanta. Ma serve un investitore che lo costruisca con fondi propri e che trovi il modo di avere un ritorno investendo su una parte di quello spazio. L'ipotesi è suggestiva ed è forse anche naturale pensare a una soluzione di questo tipo”.

L'area ex Ip rimane per adesso una parziale incompiuta invece. “Ma uno stadio costruito lì sarebbe più facile da vivere ogni giorno – ragiona il sindaco – Cosa concedere in cambio a un privato che lo costruisse? Di certo non un centro commerciale, che non avranno più spazio. Una cittadella dello sport invece è un discorso diverso visto che mancano palestre e altre strutture. Il ritorno? Se penso al rugby, penso anche a una club house. Oggi però trovare una soluzione non è facile perché c'è un'incertezza tremenda nello scenario economico. Se avessi avuto io a disposizione i soldi della vendita delle azioni Salt (con cui la scorsa amministrazione abbattè la casa del colonnello, fece i nuovi tornelli e l'ascensore per i disabili, ndr) avrei a quel punto fatto un ragionamento importante partendo dal Picco. Avere già il terreno è un grande vantaggio. A Frosinone hanno sfruttato un'area di quel tipo spendendo meno di 20 milioni per un club che vuole stabilmente fare la spola tra serie A e serie B”.

Fabio Lugarini

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