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Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Marzo - ore 13.40

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PUGNO NELLO STOMACO: L'UDINESE ALZA IL MURO E SFRUTTA L'ERRORE

Contro un avversario che ha nella forza fisica collettiva una delle sue peculiarità, lo Spezia non trova mai le misure e le giocate. Chabot provoca il rigore che decide tutto, Partita brutta, De Paul si fa espellere ma anche Saponara finisce prima.

un altro ko al picco
Spezia-Udinese

La Spezia - SPEZIA-UDINESE 0-1
Marcatore: 5'st rig. De Paul

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Vignali (25'st Estevez), Erlic, Chabot, Bastoni; Pobega (1'st Acampora), Agoumé (25'st Ricci), Maggiore; Gyasi, Galabinov (17'st Agudelo), Farias (17'st Saponara). A disp. Zoet, Krapikas, Ramos, Verde, Ismajli, Dell'Orco, Leo Sena. All. Italiano

UDINESE (3-5-1-1): Musso; Becao, Nuytinck, Bonifazi; (43'st De Maio), Stryger Larsen, De Paul, Arslan (15'st Mandragora), Wallace, Zeegelaar (43'st Molina); Pereyra; Deulofeu (15'st Llorente). A disp. Gasparini, Scuffet, Makengo, Molina, Micin, Nestorowski. All. Gotti

Arbitro: Antonio Di Martino di Teramo
Assistenti: Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore e Vittorio Di Gioia di Modena
Iv Uomo: Matteo Marchetti di Ostia Lido
Var: Eugenio Abbatista di Molfetta; AVar: Fabiano Preti di Mantova
Ammoniti: Bonifazi, Pobega, Vignali, Bastoni, Acampora, De Paul, Saponara
Espulso: 29'st De Paul per somma di ammonizioni, 40'st Saponara

PRE-PARTITA
12.17- Mentre l'attenzione della città sportiva da qualche ora si è spostata sulle questioni societarie e sulla notizia battuta ieri sera da Gianluca Di Marzio sul forte interessamento per il club di Via Melara da parte di un fondo d'investimento americano sul quale la società non ha ancora proferito verbo, quella di oggi è una chiamata alle armi da non sbagliare: l'Udinese rievoca ricordi dolci visto che rappresenta la prima vittoria in serie A dello Spezia che iniziò proprio al Friuli una piccola grande impresa che ha condotto ai 18 punti con cui si è chiuso il girone d'andata.

12.24 - Sotto un sole timido che rende la temperatura decisamente pregevole contro i bianconeri di Gotti è gara fondamentale: per assicurarsi la salvezza gli aquilotti dovranno infatti fare meglio di quanto raccolto nella fase ascendente e da oggi anche il fattore "Picco" dovrà contare qualcosa di più. Si gioca alle 12,30, lunch match della prima giornata di ritorno: lo Spezia non giocava a quest'ora dalla partita d'esordio giocata a Cesena, contro il Sassuolo di De Zerbi. In tribuna c'è anche Maurizio Felugo, presidente aquilotto. Udinese in iallo, Spezia nella consueta divisa bianca, calzoncini e calzettoni neri. Non c'è Marchizza, non c'è nemmeno Terzi e dunque il capitano di giornata è Giulietto Maggiore.

PRIMO TEMPO
Fare bene al "Picco" magari anche benissimo, se possibile perché a guardare il girone d'andata aquilotto ciò che è mancato di più sono i punti casalinghi, sia nell'esilio in terra di romagna sia quando a dicembre la squadra di Italiano ha potuto ritornare a casa. Così Spezia-Udinese apre il girone di ritorno e di principio l'Udinese impone un pressing sostanzioso che limita il gioco dal basso degli aquilotti, bravi a trovare campo per vie centrali: dopo 3' è telefonata la conclusione di Maggiore che Musso para a terra senza patemi, mentre all'8' Bastoni radiocomanda una verticalizzazione che costringe il portiere di casa ad uscire per anticipare Farias. Ritmi iniziali non eccelsi, le due contendenti pensano soprattutto a non disunirsi e la schiena di Chabot è sufficiente per fermare la conclusione di Walace dai venticinque metri. L'Udinese gioca senza una vera punta di ruolo, il 3-5-2 scelto dal tecnico permette ai centrocampisti di inserirsi a dare manforte al duo Pereyra-Deulofeu: è una squadra sorniona quella friulana, capace anche di lunghi minuti di pazienza, per poi colpire con una giocata sugli esterni.

Partita brutta, l'Udinese è l'osso duro che ci si aspettava.
Squadre bloccate, le rispettive regie faticano a prendere in mano la situazione: da una parte De Paul, dall'altra Agoumè partono molto più bassi del solito e solo un break dalle fasce può smuovere le acque. Ci pensa Bastoni a fare una grande giocata personale: lo spezzino porta palla per una quarantina di metri, vede il movimento sul secondo palo di Gyasi e lo serve con un taglio morbido fantastico che supera tutta l'area per arrivare al compagno: l'italo-ghanese ci arriva in modo sporco e colpisce male, trovando comunque Musso sulla sua strada. Un giallo a centrocampo in faccia ad un Pobega, apparso finora svagato: salterà la trasferta di Sassuolo per squalifica. L'Udinese si fa valere sui calci piazzati e al 26' la torsione di Becao in area è ottimale ma la mira è altissima. Si è visto poco Galabinov, francobollato da Bonifazi e tenuto lontano dall'area di rigore: gli manca il guizzo dei tempi migliori e la squadra ne risente. Il vero problema dello Spezia è che il filtro a centrocampo non è praticamente esistito e Agoumè, che bene aveva fatto nelle ultime uscite, non riesce quasi mai a far correre la palla.

Udinese chiusa ma pronta a ripartire. Erlic, double-face: prima salva poi rischia tutto.
Udinese con golf, giubbotto e sciarpa, chiuso a doppia mandata di fronte al timido possesso palla dello Spezia: il palleggio di Chabot rischia di fare danni enormi perché su un passaggio senza senso l'Udinese riparte velocissima con Deulofeu, pronto a sfidare Provedel, prima che Erlic lo raggiunga e gli tolga la sfera dai piedi con una scivolata tanto pulita quanto determinante. Si arriva al cross con difficoltà, è molto brava l'Udinese a non concedere palle facili ma lo Spezia al 38' qualcosa di buono lo combina: stavolta il cross di Vignali in area arriva e Pobega ci va con giusto tempismo ma non riesce ad imprimere forza al suo colpo di testa: Musso fa due passi indietro e la blocca prima che s'insacchi. Risposta friuliana immediata: sulla fascia destra le cose migliori degli ospiti con il cross basso di Deulofeu intuito da Provedel che non trattiene. Erlic però nel tentativo di rinviare la serve incredibilmente allo stesso Deulofeu che ci prova nonostante sia angolatissimo: legno pieno, palla fuori. Scampoli di primo tempo, numeri di Farias che si fa largo tra le maglie gialle per poi calciare a rete: davanti a sè un muro. Più o meno la stessa situazione che capita poco dopo a Galabinov, bravo ad arrivare al limite ma poco lucido nelle scelte: tira addosso a Bonifazi quando Gyasi sarebbe stato liberissimo di calciare. L'Udinese va in gol al 44' ma non serve nemmeno il Var per segnalare un fuorigioco indiscutibile: Arslan fredda Provedel ma Di Martino ferma tutto.

SECONDO TEMPO
Italiano nota quello che abbiamo visto anche noi: contro un avversario così compatto, si soffre in mediana e ad essere sacrificato non può che essere Pobega, ammonito, per dare spazio ad Acampora, il migliore giovedì a Napoli. In bocca a Musso il piattone di Maggiore che si prende gli applausi dei compagni quando va a incasinare il palleggio dal basso dell'Udinese: tatticamente preziosissimo. Al 5' grossi guai in area spezzina: l'Udinese vola in contropiede con Pereyra che si presenta davanti a Provedel, bravo ad immolarsi nonostante scivoli proprio quando deve prendere posizione. E' un miracolo quello del portiere di casa ma la difesa si addormenta e l'azione non finisce. L'Udinese rimane in area e Chabot la combina grossa, stendendo Deulofeu su una finta in piena area di rigore: Di Martino è a due passi ed indica il dischetto. De Paul non sbaglia, spiazzando Provedel.

I cambi di Italiano e l'espulsione di De Paul: ma anche Saponara va fuori.
Preso fra i centrali dell'Udinese, Galabinov non riesce a vincere un duello: la sua condizione è ancora lontana e Italiano lo toglie al 17'. Agudelo, provato anche a Napoli in posizione 'falso nueve', sarà così il nuovo punto di riferimento, mentre Saponara è il cambio di Farias: in archivio palle alte e traversoni, Italiano se la vuole giocare palla a terra. Gli ospiti sembrano assolutamente in grado di controllare la situazione, Italiano allora cambia di nuovo, perché vede che la musica non è cambiata: dentro Ricci ed Estevez per provare a cambiare l'inerzia con Maggiore che finirà la partita, adattato, come terzino destro. Il fraseggio è condizionato, l'Udinese non fa giocare una squadra che perde pure qualche certezza, almeno fino a quando Acampora non sradica una palla e si prende un fallo importantissimo: a buttarlo giù è De Paul, ammonito e cacciato dal campo dopo una lunga pantomima. E' il 29', tempo ce ne sarebbe, resta da capire quanta energia è rimasta ai ragazzi di Italiano falcidiati dai cartellini gialli, tutti falli tattici su cui c'è poco da contestare. La superiorità numerica dello Spezia durerà 11': il fallo da tergo di Saponara su Becao è l'occasione giusta per l'arbitro Di Martino che gli sventola addosso il secondo giallo. Sembrava non vedesse l'ora ma la partita dell'ex viola dura solo 23'. Cinque minuti di recupero sono nulla dopo dieci sostituzioni, sette ammoniti e due cartellini rossi ma che oggi fosse un pomeriggio difficile anche dal punto di vista arbitrale lo si era capito subito.

Finale generoso ma il guizzo non arriva. Senza Nzola è e sarà durissima.
L'Udinese respinge ogni pallone scaraventato nell'area calda, il tempo inesorabilmente trascorre e lo Spezia non riesce a trovare un gol che meriterebbe: quel rigore è il dettaglio che decide il match. L'ultima giocata è una personale di Agudelo che si fa 50 metri palla al piede per poi scaricare su Acampora che manca l'aggancio e perde quell'attimo che vale tutto. La premura di Di Martino si evince dal fischio finale che arriva addirittura prima della conclusione dei 5' di recupero: l'Udinese vince, lo Spezia si rammarica ma anche questa è la serie A e d'ora in poi lo sarà sempre di più. Questa squadra per salvarsi ha bisogno di una punta, di un terzino destro, magari pure di una mezzala di assoluta qualità: non basta ciò che c'è e sarebbe un peccato imperdonabile non fare oggi quelle scelte di mercato. Per non piangere a maggio lacrime amarissime.

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