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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 21.55

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PLAYOFF ANCORA MALEDETTI. E' LA NOTTE DELLE STREGHE

La storia del campionato si ferma al "Vigorito": i bianchi prendono due gol in tre minuti, rendendo il compito facile al Benevento. Ripresa d'orgoglio, il gol di Nenè, uno sconcertante rigore negato a Fabbrini prima dell'espulsione di Vignali.

PLAYOFF ANCORA MALEDETTI. E´ LA NOTTE DELLE STREGHE

La Spezia - BENEVENTO-SPEZIA 2-1
Marcatori: 21'pt Ceravolo, 24'pt Puscas; 24'st Nené

BENEVENTO (4-2-3-1)
Cragno; Gyamfi, Lucioni, Camporese, Lopez; Chibsah, Viola; Falco (29'st Ciciretti), Puscas, Eramo; Ceravolo (41'st Melara). A disp. Gori, Pezzi, Del Pinto, Melara, Pajac, Padella, De Falco, Venuti. All. Marco Baroni.

SPEZIA (4-3-1-2)
Chichizola; Ceccaroni, Terzi, Nahuel Valentini, De Col (28'st Sciaudone); Vignali, Maggiore, Djokovic (11'st Mastinu); Fabbrini; Granoche (18'st Nenè), Giannetti. A disp. Valentini A., Baez, Errasti, Migliore, Datkovic, Pulzetti. All. Domenico Di Carlo.

Arbitro: Manganiello di Pinerolo
Assistenti: Santoro - Gori
Iv Uomo: Intagliata
Addizionali: Nasca - Di Paolo
Ammoniti: Chibsah, Puscas, Vignali
Espulso: 32'st Vignali
Note: Al 20' Chichizola para un rigore a Ceravolo
Recupero: 1'(pt), 3'(st)

IL PRE-PARTITA
20.11 - "Dobbiamo affidarci al tempo, senza frenesie, cercando di gestire mentalmente e fisicamente tutte le fasi di gioco". Mimmo Di Carlo disegna le strategie di uno Spezia che nella partita secca deve semplicemente vincere: con la miglior difesa del campionato e il quarto peggior attacco del torneo, i bianchi saranno costretti a fare la partita perfetta e trovare, in qualsiasi modo, il gol che manderebbe avanti. Di Carlo fa pre-tattica per tutta la settimana e alla fine sorprende Baroni: non sarà il solito modulo difensivo a tre ma un 4-3-1-2 dove Fabbrini sarà il trequartista alle spalle di Granoche e Giannetti. Più gioventù che esperienza, lo Spezia vuole vincere con il furore dei propri ragazzi. Sarà comunque sia una partita a scacchi con i due tecnici fra i più capaci a cambiare volto e sostanza dell'undici durante il match. Sarà osservato un minuto di silenzio in memoria di Stefano Farina, designatore della Can B, scomparso improvvisamente nella giornata di oggi

20.21 - Evidente il proposito atletico di Di Carlo: vuole energia, corsa come se non ci fosse un domani, e sceglie un centrocampo molto muscolare che dovrà sudare le proverbiali sette camicie per tenere gli equilibri ed essere sempre pericolosi. Ci sarà da stare molto attenti al 4-2-3-1 del Benevento che ha Ceravolo come punto di riferimento più importante e tre temibili centrocampisti come Falco, Puscas, Eramo alle sue spalle. Capitano del Benevento è l'ex triplete Fabio Lucioni. Va riempiendosi il "Ciro Vigorito", previsti oltre dodicimila presenti, poco meno di 150 dei quali dal golfo dei poeti. Per lo Spezia è il quarto playoff consecutivo, col ricordo dolcissimo di un anno fa a Cesena, ma anche le delusioni del passato, da Modena all'Avellino fino al Trapani. In campionato ha vinto per due volte il Benevento ma oggi ai sanniti basta un pari dopo i supplementari per assicurarsi il passaggio del turno. Si gioca in una serata bella, con 22°, spalti essenzialmente esauriti e coreografia della curva di casa.

PRIMO TEMPO.
I poteri sovrannaturali delle streghe contro gli artigli esperti e sognanti delle Aquile. Benevento-Spezia richiama facilmente le proprie tradizionali iconografie in una gara da dentro-fuori in cui, per uscirne vivi, non esiste semplicemente margine di errore. Con la voglia matta di giocare lo scherzetto agli oltre dodicimila del "Vigorito", lo Spezia non deve cadere nell'inerzia classica di una gara che soltanto numericamente parte dallo 0-0. Di Carlo impone un pressing piuttosto convinto sui portatori di palla avversari: l'intenzione è quella di creare pressione psicologica sul neopromosso Benevento, che si gioca la serie A per la prima volta nella sua storia. E chissà che cosa sarebbe successo nella gioiosa curva di casa se dopo soli 3' Vignali bucasse la rete con un mancino d'istinto che finisce ad un metro dal palo su una palla spizzata da Djokovic e sporcata da Camporese. I campani scelgono l'attesa, non forzano mai la marcatura a uomo su Maggiore, ma sentono la "pesantezza" del match; tutto il contrario dei bianchi che iniziano volitivi, e con Fabbrini nel mezzo e Vignali sulla destra creano in tre diverse occasioni proprio quella profondità che voleva Di Carlo.

Chichi si porta la palla in porta, svista di Manganiello. Poi si riprende, parando un rigore a Ceravolo.
Il boato del "Vigorito" non racconta un gol ma qualcosa di molto simile: dalla trequarti sinistra Lopez calcia in area un tiro-cross che Chichizola fa suo apparentemente senza problemi, ma perdendo l'equilibrio sull'intervento, si trascina la palla probabilmente al di là della linea di porta schermando forse con la schiena la visione della palla all'addizionale. Un errore enorme, tale e quali a quelli patiti da Granoche in stagione. Un pericolo scampato che però puzza di fregatura prossima: la gara sembra essere girata un po' e Vignali al 16' non impatta come dovrebbe sul coraggioso destro in corsa. E' solo il preludio all'episodio che cambia il match: Djokovic evidentemente ha lasciato la lucidità negli spogliatoi visto che non si avvede dell'arrivo di Eramo che lo anticipa costringendolo al fallo. Un rigore comico per un giocatore della sua esperienza, fortunatamente però Chichizola ci mette la mano sinistra e tiene a galla lo Spezia.

Doppio Benevento e un campionato buttato in tre minuti.
Quando esci indenne da un momentaccio, non basta ringraziare: devi metterci la testa, prendere fiato e metri, avere pazienza e soprattutto spezzare il break. Ma tra il 21' e il 24' lo Spezia getta via nove mesi di lavoro in soli tre minuti, un piccolo record di cui non andare orgogliosi e che spiega quanto gli uomini rimangono sempre i fabbri del loro destino. Ceravolo, proprio lui che ha riportato lo Spezia ai playoff e lo ha graziato sbagliando il penalty, evidentemente non piange di fronte alle avversità e al 21' sale in cielo per incornare il perfetto cross di Viola dalla sinistra. Stavolta Chichizola non può nulla, esattamente come succederà al 24' sul missile di Puscas. Il quarto d'ora successivo è pura malinconia aquilotta, il peggiore dei copioni possibili che lo Spezia non fa nulla per scarabocchiare: perchè se è vero che c'è ancora una vita da giocare, il doppio svantaggio e il morale sotto i tacchi non suggeriscono chissà quale secondo tempo.

SECONDO TEMPO.
Venti minuti a fuoco, poi se non ci saranno feedback allora, e solo allora, si potrà iniziare a mollare. Lo Spezia riparte con un patto di spogliatoio, nella speranza di trovare subito quel golletto che darebbe, forse, nuova linfa all'iniziativa aquilotta. La percussione offensiva di Valentini, dopo appena 2', finisce con un miserundstanding con Giannetti dopo oltre 40 metri di campo: un epilogo emblematico che apre il cielo alla pioggia, subito fittissima sul terreno dell'ex Santa Colomba in un contesto calcistico senza grosse pretese. Al 4' il 2-1 è davvero questione di centimetri, con il tiro-cross di Giannetti dalla sinistra deviato da Lucioni che termina però sull'esterno della rete. In una serata infausta alla fine Fabbrini, uomo discusso proprio perché unico in grado di saltare l'uomo in maglia bianca, sembra uno degli ultimi a voler sventolare bandiera bianca ma vedendo i compagni in tono minore, finisce quasi sempre per chiudere l'azione in solitaria, sfiancandosi, senza trovare la porta. Mastinu per Djokovic è il primo cambio di Di Carlo, Spezia col 3-4-1-2 per trovare nuove chiavi.

La riapre Nenè. Benevento alle corde ma Manganiello nega un rigore assurdo. Poi Vignali finisce negli spogliatoi.
Prima dell'ingresso di Nenè per Granoche, la palla del 2-1 ce l'avrebbe anche Giannetti al 16' su taglio perfetto di Mastinu ma incredibilmente l'attaccante di Siena cicca clamorosamente la zuccata a colpo sicuro. Non è chiusa, non è ancora chiusa questa gara maledetta, perché al 24' Nenè prende campo per vie centrali e da poco meno di trenta metri scarica una conclusione interessante ma non impossibile: Cragno non ci arriva e la rete si gonfia anche per lo Spezia. E' un monologo ligure, il "Vigorito" si gela sulle folate avversarie, Baroni urla ai suoi giocatori di metterci la testa, ma non è semplice. Fabbrini si mette a disposizione della squadra e sul limite dell'area scarica su Mastinu che ci prova di sinistro da posizione impossibile: solo l'esterno per lui ma non si tira in porta in quelle situazioni, si calcia forte nel mezzo cercando la spizzata. L'episodio madre, quello che c'è puntualmente in tutti i playoff dello Spezia, giunge al minuto 33: Fabbrini sfida sul posto Ciciretti che lo aggancia sul piede d'appoggio provocando un rigore che vedono tutti, o quasi tutti: fra quelli con gli occhi impolverati purtroppo c'è anche Manganiello che recupera le diotrie 30'' dopo per sventolare sulla faccia di Vignali un cartellino rosso sacrosanto anche se l'azione non esisterebbe se l'arbitro fischiasse il rigore prima. Così si uccide anche l'orgoglio di una gara che i bianchi avevano platonicamente raddrizzato.

Un finale encomiabile ma il fortino sannita regge botta.

Mai domi gli aquilotti, Mastinu non dà forza al sinistro, lo Spezia mette ai paletti il Benevento nel silenzio di uno stadio che non si capacita della sofferenza di una squadra che ha praticamente smesso di giocare dal rientro in campo. Stanchezza e preoccupazione, le Streghe sono più sulle gambe degli aquilotti ma quel gol in più decide i destini del match e della qualificazione alle semifinali. Finisce qui, in casa della sola squadra capace di battere lo Spezia per tre volte in stagione: non è sinceramente una sconfitta meritata quella dei bianchi che pur negli errori di un primo tempo a tratti tragi-comico ha saputo riprendersi la scena e nel secondo tempo costruire con orgoglio l'idea di una rimonta che i bianchi avrebbero meritato di concretizzare, giocandosi tutto ai supplementari. Finisce con quella che non è una sensazione ma una certezza: oggi si chiude un ciclo sportivo, per tanti, forse per quasi tutti. E così mentre scorrono i titoli di coda già sono pronti quelli che apriranno la prossima stagione.

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