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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 10.45

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PETAGNA-GOL: QUEL LAMPO CHE MANCA ALLO SPEZIA

Contro un avversario di serie A, i bianchi giocano un ottimo primo tempo. Il gol del bomber ad inizio ripresa taglia un po' le gambe ad una squadra che gioca e prova a produrre qualcosa sino al termine. Ma mancano gli attaccanti, ennesima conferma.

ARRIVEDERCI COPPA ITALIA, CON ONORE
PETAGNA-GOL: QUEL LAMPO CHE MANCA ALLO SPEZIA

La Spezia - SPEZIA-SPAL 0-1
Marcatori: 1'st Petagna

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; De Col, Giani, Terzi, Augello; Ricci (35'st Crimi), Bartolomei, Mora (10'st De Francesco); Gyasi, Okereke, Pierini (27'st Vignali). A disp. Manfredini, Barone, Crivello, Morachioli, Crimi, Gudjohnsen, Bastoni, Maggiore, Figoli, Erlic. All. Pasquale Marino

SPAL (3-5-2)
Gomis; Cionek, Vicari (1'st Vaisanen), Felipe; Lazzari, Everton Luiz, Schiattarella, Vitale (38'st Costa), Lazzari, Fares; Antenucci (25'st Paloschi). A disp. Poluzzi, Thiam, Esposito, Moncini, Cremonesi, Dickmann, Paloschi, Viviani, Salvi, Coulange. All. Leonardo Semplici

Arbitro: Davide Ghersini di Genova
Collaboratori: Matteo Passeri di Gubbio e Stefano Liberti di Pisa
Iv Ufficiale: Daniele Minelli di Varese
Ammoniti: Lazzari, Vicari, Everton Luiz, De Francesco, Vignali
Spettatori: 3049 paganti (100 ospiti)
Incasso: 24.681 euro
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRIMO TEMPO.
Un'afa da bloccare lo stomaco non toglie la voglia ai duemila tifosi aquilotti che hanno rinunciato a mare, montagna e a tutte quante le alternative possibili per non perdersi la sfida alla Spal, una classica della "C" che si rinnova in Coppa dopo la salita in massima serie degli estensi. Lo Spezia di Mora e Giani, la Spal di Antenucci e Schiattarella, perché è gara fra ex davanti a due curve che si beccano da subito, rendendo subito frizzante l'atmosfera: la voglia di urlare c'è tutta insomma, nel giorno del decennale di Gabriele Volpi alla presidenza del club di Via Melara, salutato con un lungo applauso di tutto lo stadio. Premesse a parte, il primo squillo è tutto aquilotto: il 4-3-3 impostato da Marino esalta la velocità degli interpreti, effettivamente i bianchi risultano subito velocissimi a far ripartire in verticale. All'11' Bartolomei sfrutta la superiorità numerica per servire Okereke, di fronte ad una Spal un po' troppo bloccata: l'attaccante, rientrato da Cosenza, non si avvede che dietro di lui Ricci aveva seguito l'azione e trova il rimpallo sul corpo di Vicari, poi sullo spiovente Bartolomei si coordina per una bella e potente mezza rovesciata, alta mezzo metro sopra la trasversale di Gomis.

Un buon Spezia davanti a Lucio Spaletti. Due occasioni vere.
Davanti agli occhi del tecnico dell'Inter Luciano Spalletti che siede in tribuna centrale a fianco dell'amico Siviero, al 17' il fraseggio dello Spezia è ancora una volta efficace: all'altezza dei venti metri, Okereke si trasforma in assistman e serve a Bartolomei una palla gaudente che l'ex Cittadella alza troppo: piace dell'atteggiamento la capacità dei reparti di rimanere molto corti, pratica che rende proibitivo il compito della Spal di uscire dal guscio e trovare profondità. La reazione della Spal, se così si può chiamare, arriva al 22', al termine di un'azione convulsa in area di rigore nella quale prima Lamanna esce male, poi Cionek tenta il piazzato a porta sguarnita, trovando però gli stinchi di un compagno, capitan Antenucci che funge da barriera suo malgrado. Tre minuti dopo la seconda occasione della gara per lo Spezia, guidato dalla panchina da un Marino che sembra già in forma campionato: la stoccata di prima intenzione di Okereke su assist di Pierini gira bene e si abbassa abbastanza ma non sufficientemente per inquadrare lo specchio. Ma ci sono gli applausi per entrambi, suggeritore e finalizzatore.

Cala il ritmo, lo show perde appeal.
Mezzora a ritmi accettabili poi le squadre si siedono e lo spettacolo sbiadisce, anche se il sole non fa più male come all'inizio: c'è tanta preparazione nelle gambe di tutti e non potrebbe essere altrimenti. Prima che Ghersini di Genova fischi l'intervallo c'è il tempo per una conclusione di Okereke rimpallata dal muro difensivo ospite: è uno Spezia più convincente della Spal, almeno fino all'ultimo passaggio. Si sente la mancanza di un attaccante di peso, insomma, e chissà se a fine primo tempo Spalletti non abbia parlato proprio di questo con Guido Angeglozzi con cui si è lungo soffermato prima di dribblare la ressa e trovare riparo in sala ospitalità.

SECONDO TEMPO.
Nemmeno il tempo di ritornare alle proprie sedute che la gara si sblocca: la Spal ha buon gioco sulla sinistra dove Ricci perde un po' il tempo ed Antenucci confeziona un assist al bacio che Petagna non sbaglia. Vantaggio immediato quello degli estensi, capaci di capitalizzare la prima conclusione verso la porta, lo Spezia è sembrato troppo fermo nel leggere la situazione. Marino vuole qualità e costrutto, toglie dal campo Mora ed inserisce De Francesco, col chiaro intento di alzare il tasso tecnico, un po' depauperato: al numero 18 il compito di rivitalizzare uno Spezia, andato sotto a freddo. La forza di Pierini fa partire un contropiede che Gyasi e Okereke sprecano ingenuamente, mentre le conclusioni di Pierini e Bartolomei servono giusto a fare statistica.

Spezia spento, Gyasi pareggia ma in offside.
Si dispera sonoramente la Ferrovia quando Gyasi svirgola un diagonale da buona posizione ma sono segnali chiari che lo Spezia è vivo e la Spal ha un po' mollato la presa. Al 24' i ferraresi potrebbero in verità raddoppiare se Everton Luiz schiacciasse in porta il cross perfetto di Fares: gol a parte, è il primo tentativo della Spal verso la porta di Lamanna. Ma lo Spezia, che nel frattempo ha sostituito Pierini con Vignali, ha perso molta di quella verve e lucidità d'insieme che si era intravista nella prima frazione. Ed è ovvio che, mancando quella carica, contro una squadra di categoria superiore diventa tutto più improbabile. Non è un caso che in porta i bianchi ci arriveranno al 31' nell'unica accelerazione del secondo tempo, orchestrata da Vignali che serve un pallone d'oro su cui Gyasi è lesto e finalmente efficace, ma in fuorigioco.

A questa squadra servono due attaccanti.
Dieci minuti abbondanti anche per il neo arrivato Crimi che sostituisce un Ricci ancora tatticamente un po' fuori dagli automatismi di Marino. La fatica è un'iconografia, nelle smorfie dei giocatori in campo, il finale è necessariamente al piccolo trotto per una Spal che vorrebbe addormentarla ma non ci riuscirà sino al fischio finale, merito di uno Spezia in ginocchio che contiene il disagio fisico e tiene la palla viva. Il lampo di Okereke al 42' è il penultimo guizzo del match: un diagonale angolatissimo che trova però il polpaccio di un difensore: a guardare la traiettoria probabilmente senza quell'intervento, Gomis non avrebbe potuto fare nulla. L'ultimo avviene in pieno recupero su un tiro da centrocampo di Bartolomei che Gyasi vorrebbe correggere in rete ma trova l'anticipo di un difensore, bravo ma anche molto fortunato per la dinamica di quella strana palla vagante.

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