Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 19.10

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

PERSA UN'OCCASIONE, TROVATO L'ATTACCANTE

Per sfondare il fortino dei lagunari, lo Spezia deve andare immeritatamente sotto, dopo una gara di dominio assoluto. La sblocca Domizzi, ma a Da Cruz bastano i primi 4' di maglia bianca per gioire. La traversa di Bidaoui e la sfortuna fissano l'1-1.

UN PUNTO AMARISSIMO
PERSA UN'OCCASIONE, TROVATO L'ATTACCANTE

La Spezia - SPEZIA-VENEZIA 1-1
Marcatore: 15'st Domizi; 19'st Da Cruz

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali, Terzi, Capradossi, Augello; Bartolomei (49'st Crimi), Ricci, Mora; Gyasi (16'st Da Cruz), Okereke, Bidaoui (33'st Pierini). A disp. Desjardins, Manfredini, Crivello, Giani, Pierini, Mastinu, Gudjohnsen, De Francesco, Bastoni, De Col. All. Pasquale Marino

VENEZIA (4-3-3)
Vicario; Bruscagin (1'st Zampano), Domizzi, Modolo, Garofalo (23'st Cernuto); Suciu, Bentivoglio, Zennaro; Rossi (5'st Lombardi), Vrioni, Di Mariano. A disp. Facchin, Lezzerini, Coppolaro, St. Clair, Pinato, Segre, Geijo, Schiavone, Lombardi, Cernuto, Zampano, Citro. All. Walter Zenga

Arbitro: Volpi di Arezzo
Collaboratori: Macaddino di Pesaro, Bresmes di Bergamo
IV Uomo: Fontani di Siena
Ammoniti: Garofalo, Ricci, Vrioni
Spettatori: 5000 circa (1150 paganti di cui 98 ospiti + 3719 abbonati)
Incasso: 9.852
Recupero: 0'(pt), 6'(st)

PRIMO TEMPO
La sosta non fa bene allo Spezia. Anche per questo ma soprattutto per ragioni di classifica, gli aquilotti sognano una notte da leoni, che, in caso di caccia grossa, ricatapulterebbe la squadra allenata da Pasquale Marino in zona playoff, a soli due punti dal quarto posto. Il Venezia è un osso duro ma il fattore Picco, ancorché decisamente troppo vuoto per la qualità di questa squadra, si spera faccia la sua parte. L'inizio aquilotto è siderale, a sinistra come a destra c'è campo per fare male: Bidaoui, Gyasi ed Okereke dialogano nello stretto, pronti a schizzare via, si vede lontanamente che la strategia dell'aggressività è stata pensata a tavolino. Occasioni? Qualcosa. Innanzitutto Bidaoui scaricherà subito un bel diagonale, domato da Vicario che si ripeterà poco più tardi sulla girata in bello stile di Mora che colpisce di mezzo collo, in pancia al portiere. Il Venezia ha un sussulto al 7' e ci vogliono i riflessi di Lamanna per togliere dall'angolo il tiro a pelo d'erba di Suciu, abile a trovare il varco su una palla combattutissima, respinta e rimessa in mezzo due volte, prima del tentativo del fantasista romeno. C'è tanto Spezia fin dal principio: la produzione calcistica è copiosa e al 10' Augello si getta nel corridoio mancino e una volta arrivato sul fondo dosa bene mira e forza, pescando al centro dell'area un Gyasi troppo avanzato per colpirla bene. Al 12' applausi a scena aperto per una giocata individuale che è vero e proprio saggio di bravura di Bidaoui che con la palla incollata al piede si traveste da ultimo Muriel, evitando chiunque gli capiti, prima di servire all'indietro un compagno che non c'è. Usa il polpastrelli di entrambe le mani Vicario, quando deve liberarsi della punizione di un Augello che riesce a dare forza ed imprevedibilità, pur calciando da posizione defilatissima.

Dominio Spezia, fabbrica dl gioco. E Zenga si mette dietro.
Gli arancioneroverdi si adeguano alla gara, Zenga, proprio come Marino, segue la partita in piedi e chiede un altro approccio: effettivamente i lagunari sono usciti raramente dalla loro trequarti, surclassati da un centrocampo molto muscolare, come quello formato da Mora e Bartolomei, che vincono duelli anche quando c'è da saltare. Uno Spezia che vede la porta ma non c'è la mira per schiodare lo 0-0 e anche una ripartenza ben orchestrata proprio da Bartolomei, finisce con la conclusione altissima di Gyasi. Sugli stinchi di Domizzi il piatto a colpo (quasi) sicuro del solito Bartolomei, poi Bruscagin entra nella traiettoria del piazzato susseguente di Ricci che si meriterà un giallo per un placcaggio provvidenziale, salva-contropiede. Venezia che dovrà dire grazie a Vicario sul fendente di Bidaoui, ad un compagno sul successivo tentativo di Okereke. E' un monologo bianco, è il gol l'unico assente non giustificato.

Arrembanti sì, ma la palla non entra. E la Ferrovia alza la voce.
Serpentine, finte sul posto e una conclusione che non è mai all'altezza della superba preparazione di cui è sempre meravigliosamente capace: d'altro canto se Soufian Bidaoui avesse facilità anche a buttarla dentro probabilmente non sfuggirebbe alla serie A. Quella che invece sembra piuttosto scritta per la carriera futura Elio Capradossi che al 33' si prende applausi da tutti per un ripiegamento tanto efficace quanto elegante. Augello da lontano sfiora il palo ma la porta sembra stregata stasera e la paura di aver visto una squadra talmente volitiva da consumare troppa batteria inizia a serpeggiare sugli scaloni del Picco. Figuriamoci quando il belga-marocchino al 39', come faceva un certo Omar Sivori, si incista a puntare il povero Bruscagin mandandolo in ginocchio sull'ennesima finta sul posto, per allungare la zampa e sparare una palla ormai velenosa sul legno del primo palo. Sfortunato Spezia, cosa chiedere di più in un tempo di gioco così denso e propositivo?

SECONDO TEMPO
I cambi di Zenga, che sostituisce Rossi con l'altro laziale Lombardi, suggeriscono a Ricci e compagnia che potrebbe non essere la stessa partita dei primi 45' anche se Bidaoui riparte da dove aveva lasciato: solite immancabili finte partendo da sinistra per il solito tiro velleitario che Vicario gestisce senza patemi. Vignali e Augello viaggiano come treni, crossando e ricrossando: il canovaccio insomma non pare affatto mutato, il Venezia fa davvero poco per meritare così tanto ma se la cava come può. E al 15' il calcio e le sue non regole fanno capolino sul Picco, attendendo il momento giusto: su una punizione indiretta Nodolo va a saltare sul secondo palo consegnando a Domizzi una palla calante che il capitano del Venezia spara a fil di palo, imparabilmente. Da Cruz per Gyasi era un cambio già pronto e l'olandese appena entrato si mette subito in mostra, impegnando Vicario in una parata a terra, comunque non irresistibile.

Da Cruz, tre minuti, due palle toccate e un eurogol. Poi Bidaoui scuote la traversa.
Il calcio toglie, il calcio restituisce e lo fa nel modo più bello, premiando l'ultimo arrivato al quale bastano tre minuti per gonfiare la rete: stupendo il contropiede orchestrato da Okereke che si fa inseguire da tre giocatori e scarica sulla destra a quel Frecciabianca in corsa che risponde al nome di Alessio Da Cruz che ha un angolo di tiro inesistente ma scarica un diagonale pauroso che bacia il sette alla destra di un Vicario incredulo. Come un'onda sferzata dal libeccio, lo Spezia non è pago: Marino vuole assolutamente vincere questa partita perché sa di meritarlo, perché quel gol preso è solo un incidente di percorso, perchè lo Spezia ne ha di più dell'avversario. Ma al 24' ci si mette pure la traversa a dire "no" al solito imprendibile Bidaoui che stavolta aveva trovato, sempre partendo dalla sua zolla, anche il piazzato gentile, ma ancora sfortunato.

Stupendo finale, lo Spezia vuole rigore. Ma è solo punizione dal limite.
La stanchezza si fa sentire, il cervello farebbe tante cose, le gambe iniziano a rispondere meno: il rischio di perdere pericolosità è figlio di partite condotte nel gioco ma riprese nel risultato. Così Marino prova a tenere alta l'asticella anche nel quarto d'ora finale quando Pierini prenderà il posto di Bidauoi e ci proverà al 36' con un tiro dai trenta metri, troppo pretenzioso. Finale da brividi veri, il Venezia rischia di tornare in vantaggio, stavolta con molto meno tempo per recuperare, ma è sull'uscita palla al piede di Capradossi che gli aquilotti costruiscono la palla della vita, con Da Cruz che dopo trenta metri palla al piede, scarica su Okereke che viene steso al limite dell'area dal placcaggio di Modolo: tutti guardano il dischetto, Volpi la vede fuori e forse, di un niente, ha ragione, nella bolgia infuocata del Picco. Una punizione a centimetri dalla linea che Augello calcia con forza sotto la barriera, esaltando la parata a terra di Vicario, la decima della sua gara. Sei minuti di recupero, la speranza è nell'extratime ma sbatte sulla testa di Mora, per l'undicesimo tiro in porta dello Spezia in questa infinita partita di football. Peccato, ma che gran gol quello di Da Cruz.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News