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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 13.49

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PERCHE' A NOI SOGNARE COSTA SEMPRE

Contro la capolista Pescara, subito sotto. Gli aquilotti reagiscono, costruiscono calcio e sprecano occasioni prima che Monachello raddoppi. Ci pensa Galabinov a ricaricare il "Picco", il tris in apertura di ripresa. E' un ko a testa alta.

LO SPEZIA GIOCA, GLI ALTRI SEGNANO
PERCHE' A NOI SOGNARE COSTA SEMPRE

La Spezia - SPEZIA-PESCARA 1-3
Maratori: 8'pt Mancuso, 35'pt Monachello, 36'pt Galabinov, 11'st Monachello

SPEZIA (4-3-3): Lamanna; De Col, Terzi, Giani, Augello; Bartolomei, Ricci (23'st Maggiore), Crimi; Gyasi (20'st Pierini), Galabinov, Bidaoui (38'st Gudjohnsen). A disposizione: Manfredini, Barone, Crivello, Capradossi, Vignali, Bachini, Mora, De Francesco, Bastoni, Acampora. Allenatore: Pasquale Marino.

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Balzano, Gravillon, Campagnaro, Del Grosso; Memushaj, Brugman, Machin (23'st Kanoutè); Marras (40'st Perrotta), Monachello, Mancuso (35'st Crecco). A disposizione: Kastrati, Farelli, Ciofani, Elizalde, Fornasier, Melegoni, Palazzi, Cocco, Del Sole, Faggioli. Allenatore: Giuseppe Pillon

Arbitro: Daniele Minelli di Varese
Assistenti: Vito Mastrodonato (Molfetta), Pasquale Capaldo (Napoli)
Quarto Uomo: Nicolò Cipriani (Empoli)
Ammoniti: Campagnaro, Giani, Marras
Spettatori: oltre 6500 (2800 paganti + 3708 abbonati)
Incasso partita: 28.123 Euro
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
20.33 - La capolista cala all'Alberto Picco, a quota zero partite perse. Insieme alla Cremonese, la truppa di Pillon è l'unica squadra della B che non ha ancora patito un ko in questo inizio di campionato. Lo Spezia dal canto suo cerca la quarta affermazione consecutiva: se dovesse riuscire ad avere ragione degli ospiti, lo Spezia raggiungerebbe il record che regge dalla stagione 1990-91.

20.50 - C'è Galabinov al centro dell'attacco. Gyasi da una parte e Bidaoui dall'altra tenteranno di servigli i migliori assist per le sue doti aeree. Il Pescara si affida al tridente con l'ex aquilotto Marras insieme a Monachello e Mancuso. A centrocampo c'è Memushaj, cresciuto in provincia ed ex calciatore della Sarzanese ad inizio carriera. Serata di fine estate in Viale Fieschi, curva Ferrovia non lontana dall'esaurimento, anche i distinti fanno la loro figura.

PRIMO TEMPO
Non svegliateli, stanno sognando. E' successo tante, troppe volte ma almeno stanotte lasciate volare con la mente una Ferrovia di nuovo piena come ai bei tempi. Un pubblico che, affiliato od occasionale che sia, merita di rimanere torpidamente sornione: bisogna fare col Pescara, quel che si è fatto contro Cittadella e Carpi, avversari tabù, finalmente domati e battuti. Non svegliateli, stanno sognando e vogliono un altro epilogo: c'è una notte da prendersi sulle spalle, da vivere al massimo delle energie, guardando quella curva che alza subito il volume. E l'inizio aquilotto è gagliardo e furente: l'uomo del momento, Marco Crimi, dopo che il primo giro di orologio non arriva a completarsi, non raggiunge per un nulla una bella palla proposta da De Col. Il Pescara si mette dietro e attende le sfuriate dei bianchi e alla prima occasione in cui mette il muso dalle parti di Lamanna, passa: calcio d'angolo battuto in area, Giani dimentica lo sgusciante Mancuso che trova l'imbucata e trafigge Lamanna, propprio sotto il settore ospiti, con 150 tifosi pescaresi che si trovano attaccati alla rete praticamente appena arrivati allo stadio. Una lunga premessa disciolta nell'acido e un "Picco" che accusa il colpo anche se dopo 5' di smarrimento si rimette a cantare: lo Spezia è vivo e se la gioca, i dribbling di Bidaoui ubriacano la difesa del Pescara che se la cava rischiando il penalty (ma l'intervento è pulito ed insindacabile). La gente di Viale Fieschi si rianima: è tutta da giocare, non perdiamoci d'animo.

Lo Spezia inserisce la quarta, Galabinov si mangia l'impossibile.
C'è tanto Spezia in campo e un Pescara che si adegua alla situazione: d'altro canto il risultato impone una visione tattica intelligente e Pillon sa come gestire i momenti topici negli stadi bollenti. Al 19' però gli uomini in arancione sono costretti a guardare uno Spezia che in contropiede arriva in porta in quattro passaggi, alla Marino-maniera: Galabinov riceve al limite dell'area e calibra un destro che incredibilmente non inquadra lo specchio con Fiorillo imbalsamato e Bidaoui dietro di lui che reclamava un pallone col quale avrebbe potuto andare in porta più facilmente. Il Pescara però non sta a guardare, guidato dall'estro di Machin che al 21' impegna Lamanna dopo l'ennesima proiezione solitaria con palla incollata ai piedi: Delfino tutt'altro che fuori partita e assolutamente pronto a colpire sull'onda emozionale che spesso frega chi insegue. La testa di capitan Terzi salito per colpire da calcio d'angolo impegna Fiorillo in una parata a terra mentre Gyasi dovrebbe essere servito un po' di più in velocità perché coi piedi le cose non vanno mai troppo bene: e Del Grosso, vecchia volpe del calcio, sa come fare. Galabinov retrocede spesso per dare una mano ai compagni ma finisce per non essere poi al suo posto quando è il momento del cross: anche questo è un problema.

A visoo aperto, sull'altrui errore. Raddoppio Pescara, Galabinov fa 2-1.
C'è un Ricci in serata di grazia che sporca la sua prima mezz'ora regalando un pallone agli avversari che poi si riguadagna con caparbietà. La cifra della partita si spiega così: atteggiamenti tattici identici, pressing collettivo sull'altrui portatore di palla e sull'errore si costruisce la giocata. Per ora il saldo è di un Pescara che dimostra quel coraggio in più che forse spiega la prima posizione e soprattutto l'imbattibilità. Sulla mancina c'è un Augello in difficoltà evidente, da quella parte passano i palloni più invitanti e al 34' è letale la sortita degli ospiti, generata da una simulazione lapalissiana di un giocatore del Pescara che Minelli non sanziona: difesa aquilotta squarciata in due, il Pescara ci entra come un treno in corsa e un rimpallo favorisce Monachello che riceve da una posizione defilata ma trova un diagonale chirurgico che s'infila sul primo palo con responsabilità nette di Lamanna che lascia tra sè e il legno 30 centimetri di follia. Il 2-0 annichilisce più gli spalti che i giocatori, per una volta anche la fortuna si volta dalla parte giusta: un minuto dopo infatti Galabinov risolve una mischia generata davanti a Fiorillo: la spizzata di Marras involontariamente serve il bulgaro che colpisce d'istinto ma è sufficientemente efficace per ristabilire le distanze.

SECONDO TEMPO
Una capolista non irraggiungibile ma che ha saputo segnare due gol e produrre un altro paio di pericoli veri: è il Pescara di Pillon che ha in Machin il creativo della batteria. Lo Spezia spera che i muscoli di Crimi e Bartolomei alla lunga facciano la differenza, soprattutto quando il fiato inizierà a mancare. Due minuti dopo Galabinov ha sulla testa una palla deliziosa ma, senza poter sfruttare l'elevazione, non riesce a dare la frustata e la parabola non può far piangere nessuno, tanto meno un attento Fiorillo. Lo Spezia intensifica la pressione, gli ospiti si difendono con tutti quanti gli effettivi e l'impressione è che il pari oltrechè meritato possa arrivare da un momento all'altro. Un autentico urlo di dolore quello dei 7mila del Picco quando Fiorillo allunga il piede e toglie dall'angolino il diagonale di Galabinov, servito nello stretto da Gyasi dopo una splendida azione di prima degli aquilotti che doveva finire diversamente. E invece... c'è chi gioca e si dispera e chi segna e gode: è il Pescara che imbraccia lo spadino e affonda il colpo, concretizzando in contropiede con tiro sporco di Monachello sul quale Lamanna non può nulla.

La voglia dello Spezia non basta.
Al cielo finirà il destro di Ricci a metà ripresa: il centrocampista cresciuto nella Roma indietreggia il corpo e sbaglia tutto su sponda di Galabinov. Ma sarà la sesta, settima occasione da gol per lo Spezia in questa dannata serata mentre il Pescara ha raccolto tutto quello che poteva raccogliere: sta qui la differenza. E se Augello non togliesse a Marras il punto del poker al termine di una ripartenza, il Pescara si ritroverebbe a festeggiare un poker kafkiano. Non che gli ospiti abbiano rubato qualcosa, ma sia nel gioco che per le occasioni lo Spezia può rammaricarsi ed eventualmente pensare a come affrontare partite di questo tipo: di sicuro non è mancato l'approccio nè le idee ma è sui singoli episodi che il Pescara è stato più bravo e più fortunato. Altrimenti il missile di Bartolomei al 30' non incoccerebbe e il corpo di un fresco Pierini colpevole di essere proprio sulla traiettoria. Spezia anche giustamente stanco, i neoentrati (c'è anche Maggiore) provano a dare la scossa ma recuperare due gol è un'impresa.

La Ferrovia non smette di cantare, è una sconfitta a testa altissima.
Una cronaca sempre più rearefatta, anche la lucidità è lontana e si gioca in 80 metri di campo. Marino dà una chance per Gudjohnsen che andrà a saltare insieme a Galabinov ma il finale di partita è talmente spezzettato che di fatto al calcio non si gioca più. Bidaoui chiede il cambio, proprio quando Mora stava per entrare ma senza velocità di azione e movimento, si va poco lontano. Il Pescara si cautela infoltendo il centrocampo e si mette dietro ad aspettare che il tempo passi, magari cercando di spostare il pallone in avanti e addormentare gli spiccioli rimasti. La resa è cosa fatta ma non è un naufragio e lo sparo di Bartolomei da 40 metri mette paura ad un Fiorillo che probabilmente non ci sarebbe arrivato. Ci metterà i pugni l'ex portiere aquilotto per smorzare un altro missile dell'ex Cittadella, questa volta da calcio di punizione. Finale in cui gli spalti si sfidano con tutta la voce rimasta in corpo ma il risultato non cambierà più.

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