Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 21.57

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

PARI ED AUGURI: LO SPEZIA NON SCIABOLA LA MAGNUM

L'ultima del girone e del 2018 contro i nepromossi salentini, outsider del campionato finisce 1-1: avanti su rigore con Ricci, non è il solito Spezia spumeggiante. Marino vorrebbe vincere per brindare al 2019 ma deve accontentarsi: si riparte da 26.

SETTIMO POSTO AL GIRO DI BOA
PARI ED AUGURI: LO SPEZIA NON SCIABOLA LA MAGNUM

La Spezia - SPEZIA-LECCE 1-1
Marcatore: 13'pt rig. Ricci, 23'st Scavone

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; De Col, Terzi, Capradossi, Augello; Bartolomei (16'st De Francesco), Ricci, Mora; Vignali, Gyasi (21'st Okereke), Pierini (31'st Bidaoui). A disp. Manfredini, Barone, Crivello, Giani, Crimi, Gudjohnsen, Bastoni, Acampora, Bachini. All. Pasquale Marino

LECCE (4-3-1-2)
Vigorito; Venuti (34'st Meccariello), Lucioni, Bovo, Calderoni; Scavone, Petriccione (13'st Falco), Armellino; Mancosu; Palombi, La Mantia (9'st Pettinari). A disp. Bleve, Cosenza, Arrigoni, Lepore, Torromino, Haye, Marino, Tabanelli, Fiamozzi. All. Fabio Liverani

Arbitro: Ghersini di Genova
Assistenti: Dei Giudici di Latina, Bercigli di Valdarno
IV Uomo: Maggioni di Lecco
Ammoniti: Bovo, Vignali, Petriccione, Capradossi, Palombi, Venuti
Recupero: 1'(pt), 4'(st)
Spettatori: 6mila circa (2258 paganti di cui 358 ospiti + 3719 abbonati)

PRE-PARTITA
20.22 - Per chiudere girone e anno in bellezza al termine di un mese di dicembre particolarmente denso d'insidie in cui non si è mai patito troppo le emergenze infortuni, inanellando al contrario un buon ruolino di marcia, in relazione alla severità dei confronti diretti, ultimo in ordine di tempo al Picco l'ottimo 1-1 contro il Palermo. Poi il poker di Crotone, una settimana di aerei per arrivare in gran velocità ad ospitare un avversario in forma come il Lecce che domenica si è seduto alla tv, godendosi un comodo turno di riposo post-natalizio.

20.36 - Alla caccia del settimo posto con cui chiudere il 2018 a 25 punti, pienamente in zona playoff e a 4 dalla serie A diretta. Scongiuri collettivi per la gente del "Picco" che vorrebbe un ultimo sforzo per regalarsi un brindisi di fine anno pienamente sereno, magari sognante. Vincere contro il Lecce, sostenuto da 150 tifosi, anche perché la B è bestia strana e la zona playout, non si sa mai, sarebbe lontanissima, a 11 di lunghezza. Al fischio finale di Ghersini, la squadra si saluterà per festeggiare il Capodanno e approcciarsi alla sosta invernale: si torna in campo il 21 gennaio sempre al "Picco" contro il Venezia.

PRIMO TEMPO
Entusiasmo ad occhi chiusi e una notte per sognare veramente. Non sono i titoli di coda di un film di Natale che non sappia di cinepanettone ma, semmai, le premesse tecniche di una nuova serie, quando si tornerà dalla sosta invernale e si attaccherà il girone discendente. L'auspicio con cui chiudere l'anno è quello di non ritenersi sazi del tris di domenica, ma, semmai, concretizzare l'ultimo sforzo che darebbe una bella classifica e aiuterebbe tutto l'albiente ad uscire definitivamente da un intorpidimento motivazionale che è fisiologico quando giochi da anni nella stessa categoria. Cinque minuti di giropalla aquilotto che prelude alla rasoiata di Ricci dai venticinque metri che Vigorito doma ma su quel tiro sembra liberarsi tutta la tensione e già al 9' gli aquilotti affondano sul cross basso di Bartolomei che Vignali indirizza col sinistro a meno di un metro dal legno. Non mancano le giocate degli esterni, latita semmai un panzer in area di rigore ma al 12' su una palla velenosa a mezz'aria Petriccione la incoccia fortuitamente con il braccio troppo staccato dal corpo: il tutto succede davanti ad un Ghersini che non ha dubbi. Sul dischetto va Matteo Ricci, il rigorista titolare, che spiazza Vigorito e marca l'1-0, con terzo sigillo personale in stagione. Avanti Spezia sotto una Ferrovia quasi sorpresa dal vantaggio-lampo, più o meno allo stesso rintocco del gol di De Francesco a Crotone.

Reazione Lecce, Lamanna chiude il forte.
Il Lecce non si scompone di un centimetro e, anzi, inizia a giocare meglio avvicinandosi subito al pari: sul corner calciato al limite dell'area la capocciata di Bovo finirebbe nel sacco se Lamanna non volasse sulla sua sinistra. Il Lecce ci prova di più a destra dove Venuti svaria tantissimo, rendendo il compito offensivo di Augello una complicazione. Capradossi invece non sbaglia un colpo: quando non sale a saltare sui corner, il forte difensore scuola Roma cerca l'anticipo sistematico su La Mantia che trova spazio solo al 18' quando calcerà a lato, destreggiandosi in un fazzoletto. Il gomito di Bovo sarà poi troppo alto su un gioco di prestigio di Mora che prova a liberarsi con un colpo di tacco a seguire figlio della serenità con cui il centrocampista sta giocando ultimamente. Ad ogni modo il giallo nei confronti dell'ex romanista è piuttosto matematico. La gara perde di spettacolarità ma lo Spezia fra il 30' e il 32' crea ancora: prima Gyasi non arriva su una palla contesa, figlia di un duello aereo fra Mora e il portiere Vigorito, poi Vignali si fa trenta metri palla al piede, per scaricare su Pierini che, nella stessa posizione delle gioie crotonesi, trova gli stinchi del suo diretto avversario.

Spezia più pratico che bello, Mora rischia il gol di Capodanno.
Non è il solito Spezia spumeggiante, forse per scelta, forse perché fisicamente c'è da gestirsi, visto che il Lecce arriva certamente più riposato: il gol d'altro canto incasella la sfida in una dimensione mentale ma anche tattica in cui sono i salentini a dover rischiare qualcosa in più. Liverani però sa che c'è tempo per esporsi al contropiede e chiede ai suoi equilibrio e pressing forte sui portatori di palla dello Spezia: contro gente come Gyasi e Pierini sbilanciarsi male può essere atto fatale. Un minuto di recupero e bianchi che vanno vicino due volte al raddoppio: prima Vignali si gira da attaccante puro ma calcia da difensore puro, dopo uno splendido velo di Gyasi su cross di Augello, poi nell'ultima manciata di secondi, direttamente dalla trequarti e con le spalle alla porta, Mora alza un pallonetto da Politecnico che Vigorito toglie letteralmente dal sacco. Sarebbe stato il gol che vale un intero anno calcistico ormai in chiusura, ma anche un altro pronto a nascere.

SECONDO TEMPO
Appena 40'' dal ritorno in campo per raddoppiare, quasi non sembra vero: ma è tutto in potenza, a parte lo sguardo torvo che Gyasi rivolge a Pierini, colpevole di aver sbagliato un cross non impossibile che avrebbe mandato in porta l'italo-ghanese. Attenzione ai naviganti, il Lecce c'è e Lamanna dovrà usare il tempismo e i pugni per allontanare le minacce giallorosse, che arrivano soprattutto dall'alto. Allo Spezia serve un altro apporto qualitativo dalle corsie esterne, anche perché Gyasi dà e prende botte dall'inizio e fra gli attaccanti è quello che ha giocato di più. Pettinari per La Mantia è il primo cambio che Liverani si spende dopo 10', il Lecce prende il sopravvento soprattutto sulle palle inattive e non è un caso che passeranno soltanto altri tre minuti per archiaviare il secondo cambio: entra l'attaccante di fascia Falco per l'ammonito Petriccione. Ricci si prende i meritatissimi applausi del "Picco" sull'ennesima giocata conservativa che dà fiato ai suoi in un momento di tribolazioni.

Il Lecce spinge e pareggia: Scavone rapace.
Il Lecce "sente" il tempo propizio, conferma il modulo d'origine ma un po' più spinto perché Falco è uomo d'attacco vero. Il 18' sembra essere segnato come il momento temuto per i tifosi della Ferrovia che soffrono anche loro il ritorno del Lecce ma Pettinari manderà incredibilmente a lato un cross scodellato alla perfezione. Tutto rimandato di cinque minuti, sull'ennesimo traversone dei pugliesi che Scavone appostato sul secondo palo corregge in gol a pochi passi da Lamanna: da troppo tempo i bianchi non riuscivano ad emergere dalla loro area, schiacciati dalle folate degli ospiti. Protesta lo Spezia, che al 16' aveva sostituito Bartolomei con De Francesco, per l'azione da cui è partito tutto, un fallo a centrocampo non concesso che ha fatto arrabbiare la panchina di casa ma non commuove il genovese Ghersini. Che cosa è successo alla squadra? Che smettendo di essere pericolosi prestissimo si rincula sistematicamente, si regala fiducia agli altri e prima o poi la palla finisce in porta. Soprattutto se Falco ha piede caldo e coraggio e calcia con naturalezza dai venticinque metri: per stavolta però non c'è precisione.

Alla fine vince la stanchezza.
Un quarto d'ora finale in cui può davvero accadere di tutto, non che la zampata di Okereke (nel frattempo dentro al posto di Gyasi) finisca in porta. Ma è comunque bello tutto quello che fa per prepararla, su una verticale di capitan Terzi che aveva premiato il movimento. Anche Bidaoui e le sue serpentine per cercare il colpo gobbo ma Okereke non riesce a girarla bene su rasoterra di Augello, in una delle rare scorribande della serata. Il Lecce non ha più nessuna intenzione di sfidare l'avversario, si mette dietro e fa possesso, abbassando i battiti nella speranza forse che lo Spezia si accodi. In mediana è sempre più dura, i muscoli si fanno di granito e forse a 24 ore da San Silvestro, il pari non è disdegnabile per nessuno e l'ultima speranza si ferma sul contropiede di Augello: palla sulla caviglia dell'onnipresente Lucioni e gara nella scatola dei ricordi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News