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Ultimo aggiornamento: Martedì 10 Dicembre - ore 16.33

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PARADISO ALL'IMPROVVISO

Terzi e Vignali in panchina, Italiano "colpito" dal finale di Pisa e risultati del pomeriggio che consegnano una classifica tremenda. Ma lo Spezia gioca una gran partita, guidata da un eccezionale Giulio Maggiore e dalle magie di Mastinu.

GUDJ E BIDAOUI IN GOL
PARADISO ALL'IMPROVVISO

La Spezia - SPEZIA-FROSINONE 2-0
Marcatore: 26'pt Gudjohnsen, 45'st Bidaoui

SPEZIA: (4-3-3)
Scuffet, Ramos, Ferrer (41'st Vignali), Erlic (32'st Terzi), Capradossi, Bartolomei, Maggiore, Mastinu (24'st Acampora), Bidaoui, Gudjohnsen, F. Ricci. A disp. Krapikas, Barone, Marchizza, Delano, Gyasi, Terzi, Reinhart, Benedetti, Buffonge, Ragusa. All. Vincenzo Italiano

FROSINONE: (3-5-2)
Bardi, Brighenti, Capuano, Kranjc, Zampano (35'st Citro), Gori, Maiello, Haas (16'st Matarese), Beghetto, Ciano (1'st Novakovic), Dionisi. A disp. Iacobucci, Bastianello, Salvi, Tribuzzi, Vitale, Szyminksi, Eguelfi. All. Alessandro Nesta.

Arbitro: Antonio Rapuano di Rimini
Collaboratori: Mattia Scarpa di Reggio Emilia e Andrea Zingarelli di Siena
Iv Uomo: Lorenzo Maggioni di Lecco
Ammoniti: Bartolomei, Dionisi, Brighenti, Gudjohnsen, Matarese, Gori
Recupero: 1'(pt), 6'(st)
Spettatori: 4700 (930 paganti + 3751 abbonati)
Incasso: 7.320

PRE-PARTITA
20.41 - Battere il Frosinone, tornare sopra alla Juve Stabia e rimanere in scia del centroclassifica: imperativi categorici della serata perché anche se sono solo tredici le giornate trascorse, il piatto frigna come da anni non succedeva. Una graduatoria comunque molto ravvicinata ma se sei costretto ad inseguire la percezione non è la stessa di chi ti precede e può gestire quel limitato vantaggio.

20.46 - Al "Picco" gli intimi, la pioggia che non ha mollato la Liguria per tutta la settimana e l'andamento della squadra bastano e avanzano a spiegarlo, mentre da Frosinone sono solo una cinquantina: anche per loro sono lontani i tempi delle trasferte oceaniche. Nell'undici di partenza non ci sono nè Vignali nè capitan Terzi: due bocciature dopo il finale dell'Arena Garibaldi. Torna Gudj al centro dell'attacco, mentre Bidaoui e Federico Ricci agiranno da esterni alti. Bartolomei, con fascia di capitano al braccio, sarà il regista, Maggiore e Mastinu le mezze ali. E' uno Spezia molto diverso, nella speranza che basti a sconfiggere un Frosinone in netta risalita.

PRIMO TEMPO
Se è vero che il tempo lenisce i dolori e cura le ferite, lo Spezia ha l'obbligo di dimostrare davanti ai suoi tifosi che la sconfitta di Pisa è digerita e superata. Ma visto cosa è successo nel pomeriggio, con risultati tutti positivi per le squadre del fondo classifica, oltre alla reazione morale c'è l'obbligo di provare a vincerla questa gara difficilissima. Bastano però 70'' al Frosinone per suonare al campanello di casa Scuffet: è Dionisi a sgusciare via abbastanza agevolmente dalla prima marcature della serata, giocata personale che lo porta a finalizzare un diagonale mancino radiocomandato, che sbatte contro il legno ed evita un gol a freddo che avrebbe stroncato anche un puledro, figuriamoci lo Spezia reduce dal 3-2 di Pisa. Uno scampato pericolo che scuote prima ancora della squadra, la curva Ferrovia: i duecento che cantano a squarciagola e sostengono le prime sortite offensive di Mastinu e compagni, hanno sufficiente esperienza per capire che non è questa la serata dei mugugni: c'è una serie B da conservare, fino a prova contraria. Bella la sponda di Gudjohnsen sull'incursione di Bartolomei ma il Frosinone chiude bene prima che l'ex Cittadella impatti sulla sfera. Meravigliosa quanto improvvisa la conclusione di Mastinu al 9': il suo mancino dai trenta metri fa volare Bardi a mani aperte sulla sua destra.

Gudjohnsen c'è, la sorte stavolta è con lui. Ma c'è tanto Bidaoui nell'1-0.
La Ferrovia pizzica la società (esposto lo striscione "Il La Spezia non è un gioco") mentre sul campo la pioggia molla la presa e gli uomini di Nesta iniziano a schiacciare sull'acceleratore schiacciando i bianchi nella loro trequarti: sul pressing dei ciociari, lo Spezia non perde la calma e tenta correttamente di attaccare il 3-5-2 giocando sugli esterni. Il modulo tattico degli ospiti consentirebbe infatti Bidaoui e Federico Ricci di avere i giusti spazi per andare a concludere ma per entrambi mancano concretezza e tempi. Non è casuale ciò che avverrà al minuto 26: stupendo e decisivo il break di Maggiore che conquista una palla medica in mezzo alla giungla, serve Bidaoui che punta Zampano, non rientra come spesso fa sull'interno ma sceglie di portarla avanti col sinistro per servire al centro Gudjohnsen che calcia di prima, trovando Bardi sulla traiettoria ma è fortunato perché lo stesso portiere ospite se la porterà dietro dopo averla soltanto smorzata con un fianco. UmoralSpezia, il gol ringalluzzisce tutti e tutti sono lo Spezia differentemente da prima...

Vantaggio capovolgente, Maggiore e Mastinu da spettacolo. Raddoppio sfiorato.
Un gol liberatorio, ben sapendo che c'è un mare di tempo da solcare ma il risultato accende il "Picco" e lo Spezia si mette a giocare. Alla mezz'ora Ramos sventaglia quaranta metri di parabola pescando alla perfezione Federico Ricci che non ci pensa su, si incurva e colpisce al volo, costringendo Bardi ad un grande intervento d'istinto salva-Frosinone. Ispiratissimo Mastinu, ha un piede gourmet il sardo e stasera è uno spettacolo rivederlo nei suoi saggi di bravura: al 34' il suo fendente lungolinea scavalca magicamente tutto il Frosinone mandando in porta Bidaoui che corre verso la porta cercando di seminare gli avversari ma con la palla si va più lenti e alla fine troverà davanti a sè un piccolo ma decisivo muro che gli smorza il diagonale. Gli applausi del 38' sono ancora una volta tutti rivolti a Beppe Mastinu: assolutamente geniale il fantasista sassarese quando smorza col petto nel cuore dell'area una coraggiosa sforbiciata di Ricci apparecchiando per Gudj la palla del 2-0 ma l'islandese alza la mira praticamente sul dischetto. Maggiore e Mastinu: quanta roba ragazzi.

SECONDO TEMPO
Quella di Erlic su Dionisi è una museruola ben stretta: concentrato sia sulle palle aeree sia su un paio di diagonali difensive, il gigante croato guida la difesa con personalità insieme a Capradossi che aveva platealmente annullato il pezzo pregiato della formazione ciociara, quel Ciano che Nesta ha infatti sostituto all'intevallo con Novakovic. La gara non ha la verve ritmata della prima frazione e in questi frangenti sono i consigli e gli eventuali avvicendamenti degli allenatori a decidere i destini della gara. In contropiede però si possono fare grandi cose e il colpo d'esterno di Gudj è un pezzo di bravura, peccato che Bidaoui inizia a sentire la stanchezza che ti ottenebra la testa nell'attimo fuggente. Sarebbe importante chiuderla, Pisa docet. Nemmeno il tempo di scriverlo che il Frosinone costruisce una palla gol colossale: al 12' Zampano sale sulla sua corsia e calibra un cross al bacio che taglia tutta l'area di rigore, giungendo dalle parti di Haas che si stira per arrivarci e ci riesce: biglia sul palo, Scuffet la fa sua dopo una sorta di combattimento col compagno Capradossi che rischia di costare come un coperto a San Silvestro. Braccia al cielo al 15', Bidaoui gonfia la rete con un destro potentissimo su una palla sporca: tutti ad esultare ma dopo diversi secondi Rapuano chiama il fuorigioco e non ha torto perché Bidaoui sul passaggio di ritorno è al di là dei difensori. Il problema semmai è averci messo una vita a deciderlo.

Squadre stanche, lo Spezia rimpiange il gol annullato. E Bardi dice no a Bidaoui.
Sbavature difensive, la paura di vincere dopo quel gol annullato e una squadra in cronica convalescenza: ci vuole attenzione a gestire anche i momenti in cui le gambe non girano a mille e invece Capradossi gestisce male due palle al limite, mentre Scuffet esce alla bersagliera mancando una palla criminosa. Ma più in generale è tutto lo Spezia ad avvertire fatica: ne va della lucidità delle giocate, soprattutto quando iniziano a piovere palloni in area e la Ferrovia sembra un fazzoletto, stretta in un tutt'uno di paura e umidità. Al 25' il primo cambio di Italiano: out l'applauditissimo Mastinu che non può avere 90' della gambe e probabilmente nemmeno un'ora, dentro Acampora, che riassaggia il sintetico di Viale Fieschi dopo un anno. Anche il Frosinone non ha scatti di velocità ma ha abbastanza caratura per tenerla viva fino al 90': peccato che sull'ennesima spettacolare giocata di Maggiore, Bardi usi la mano di richiamo per neutralizzare la conclusione dal limite di Bidaoui.

Capolavoro Maggiore, Acampora entra come se ci fosse sempre stato. Bidaoui sigilla.
Scuffet sale in cattedra, fa sue due pallacce in mischia, che potevano fare malissimo ma il problema è un altro: lo Spezia non riesce più a gestire con fluidità il possesso. Dentro capitan Terzi perché Erlic non ce la fa, il Frosinone alza il baricentro e getta sul terreno di gioco tutte le forze residue. Italiano ha ancora un cambio ma preferisce attendere cosa che non fa Nesta, togliendo Zampano e regalando ai suoi un attaccante in più, Citro. Nuovo lampo aquilotto al 39': Bidaoui si appoggia su Gudj, riceve la sfera di ritorno e conclude verso la porta, ma c'è la zampa di un difensore ciociaro a metterla in corner. I minuti passano ma sembrano decenni, Gudj va a sportellare con Capuano e il "Picco" apprezza: climaticamente è un finale molto bello da vedere ma le mani sono tutte ai piani bassi perché questa è una partita da portare in fondo e le pacche sulle spalle questa volta non servirebbero proprio a nulla. La parola fine al film della partita non ha bisogno dell'overtime: Maggiore arpiona una palla in mezzo al campo, dando il là ad un contropiede portato avanti da Acampora che serve a Bidaoui la palla del raddoppio: stavolta il belga-marocchino non ha premure, aspetta l'uscita di Bardi per aggirarlo e metterla nel sacco con il sinistro. Sei minuti di recupero ma la storia è già finita: paradiso all'improvviso. Senza voce. Viva.

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