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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Giugno - ore 22.15

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OTTOTANTASEI MINUTI IN DIECI SENZA UN PERCHE'

Il rosso in faccia a Mora dopo 12' è il break event della serata: perché se Lamanna fa miracoli e para pure il rigore, il Cosenza trova un golletto in mischia e in superiorità numerica è tutto più facile.Perina neutralizza una gran punizione di Gala.

AMARO SAN VITO
OTTOTANTASEI MINUTI IN DIECI SENZA UN PERCHE'

La Spezia - COSENZA-SPEZIA 1-0
Marcatore: 10'pt Dermaku

COSENZA (4-3-3)
Perina; Bittante (42'st Garritano), Capela, Dermaku, Legittimo; Bruccini, Palmiero (34'st Sciaudone), D'Orazio; Tutino, Embalo (34'st Litteri), Baez. A disp. Quintiero, Saracco, Idda, Mungo, Schetino, Trovato, Hristov. All. Piero Braglia

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali (34' De Col), Terzi, Capradossi, Augello; Bartolomei (20'st Maggiore), Ricci, Mora; Okereke, Galabinov, Da Cruz (26'st Gyasi). A disp. Manfredini, Barone, Brero, Pierini, Crimi, De Francesco, Ligi. All. Pasquale Marino.

Arbitro: Piscopo di Imperia
Assistenti: Vito Mastrodonato di Molfetta e Mattia Scarpa di Reggio Emilia.
Iv Uomo: Mario Cascone di Nocera Inferiore
Ammonito: Terzi, Baez, D'Orazio
Espulso: 12'pt Mora
Note: al 13' Lamanna para un rigore a Tutino
Recupero: 1'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
20.14 - Una mezza parola buona con la salvezza il Cosenza ce l'ha già messa e per stessa ammissione del suo condottiero Piero Braglia un pareggio contro lo Spezia avvicinerebbe ulteriormente al traguardo. Ma proprio perché i calabresi vivono una serata senza ansie gli aquilotti non vogliono farsi sorprendere dagli effetti emozionali: di sicuro, a guardarla prima del match, delle due squadre in campo al vecchio San Vito, dedicato alcuni anni fa all'indimenticato bomber Gigi Marulla, ha molto più da perdere la squadra di Marino che non chi ospita. Nel Cosenza fuori Maniero, Izco, nello Spezia gli assenti sono Bidaoui, Acampora, Erlic e Mastinu e anche Crivello per un affaticamento muscolare.

20.43 - Spezzini reduci da tre successi nelle ultime quattro e determinati a migliorare il proprio piazzamento in classifica visto cosa è successo oggi a Verona dove il Benevento è passato con tre gol di Massimo Coda. E' una serata piuttosto fresca e umida a Cosenza con pioggia leggera e una temperatura di 17 gradi: i giocatori aquilotti hanno trovato in Calabria un clima molto simile a quello vissuto qui in questo lunedì di Pasquetta. Terreno del Marulla in ottime condizioni, presenti allo stadio oltre 9mila spettatori, una cinquantina sono arrivati dal Golfo dei Poeti. In campo Bruccini e Baez, in panchina Sciaudone: sono loro i tre ex aquilotti in maglia Cosenza, mentre Okereke era esploso proprio nei sei mesi in Calabria prima di ritornare in bianco e consacrarsi.

PRIMO TEMPO
Ai piedi della Sila la classica partita insidiosa, non foss'altro perché si gioca al Sud dove l'ambiente è sempre piuttosto caldo e anche perchè a questo punto della stagione oltrechè le motivazioni, contano tanto le gambe: chi insomma è arrivato alla fine di aprile col fiato corto potrebbe, in serate come queste, marcare visita. Un inizio da subito equilibrato e su ritmi tutt'altro che eccelsi: con un campo che regge bene la pioggia ma con la palla che viaggia veloce. E sul primo traversone di Augello, al minuto 4, Legittimo è ben appostato davanti all'area piccola dove libera però addosso al rapace Okereke che tenta di sdraiarsi per colpire di prima intenzione, ma trova soltanto l'esterno della rete. Leggerezza di Ricci al 7' quando alleggerisce sciaguratamente all'indietro favorendo l'inserimento di Tutino che colpisce male. Lo Spezia davanti mostra qualità soprattutto quando il tridente dialoga: Da Cruz all'8' ci va davvero vicino al vantaggio con un diagonale che ha forza e taglio promettente. Sfiorato il secondo palo, ma i bianchi quando hanno ampiezza fanno belle cose. Scontro proibito Baez-Mora con tacchetti inaccettabili del sudamericano e promesse di continuare l'alterco in altra sede. Al 12', come d'improvviso, succede l'incredibile: da un calcio d'angolo, anch'esso per la verità tutto da rivedere perchè Augello sembra non toccare, Lamanna non esce subito e sulla parabola discendente, Mora esce dalla trattenuta subita e sullo sbracciare involontario, tocca la palla con la mano. Cartellino rosso assurdo perché non il giocatore usciva appunto da un mezzo placcaggio partito qualche secondo prima. Morale della favola, penalty che fa rabbia ma che Piscopo assegna senza dubbi. Sarebbe una seconda mazzata dopo l'espulsione ma Tutino si fa parare da un ipnotico Lamanna che inchioda la sfera e quanto meno salva il risultato. Per l'ex portiere del Siena è il nono rigore parato in carriera, il secondo in maglia Spezia.

In dieci è uno Spezia meno sereno. Ma Bartolomei impegna Purina.
L'uomo in più si sente subito: Braglia chiede ai suoi di far girare la sfera e attaccare lo Spezia sull'ampiezza e infatti serve un po' di tempo a Ricci per trovare le misure ed imbastire qualcosa. Impossibile non accusare il colpo con così tanti minuti da giocare ad handicap. Palmiero prova a sorprendere Lamanna con una conclusione a giro che sale troppo ma sugli spazi è decisamente un bel Cosenza, sbarazzino e tecnico. Al 24' capitan Dermaku, ammonito più tardi per aver steso un Galabinov partito per vie centrali, ci prova da lontano ma anche in questo caso Lamanna non ha tentennamenti. Spezia che si mostra a folate, su qualche arrembaggio portato da Okereke e Bartolomei ma in dieci è un bordello. Al 27' la punizione di Bartolomei sembra baciata dal cielo, ben calciata e decadente ma forse troppo centrale per spaventare Perina. Solo la sensazione del gol invece dà la conclusione di D'Orazio ma è un Cosenza che prova a non andare sottoritmo. Di contro gli aquilotti provano a darsi un ordine anche quando devono ripartire, abbassando la velocità del gioco per arrivare magari così all'intervallo. Marino inverte Da Cruz con Okereke per muovere qualcosa in una fase in cui effettivamente i bianchi rinculano troppo.

Lo Spezia resiste agli assalti, all'intervallo sullo 0-0.
Ti prepari ad un finale durissimo perché gli uomini di Braglia hanno la frizzantezza giusta e perché in dieci si è persa quella sicurezza nel palleggio che è propria della squadra ligure. E tutto accade, come da copione nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo. Al 37' il Cosenza fa paura più di quanto non avesse fatto fino ad ora: Lamanna stavolta è fuoricausa ma a due passi dalla linea di porta c'è un Capradossi portentoso che libera l'area di rigore con sicurezza. E' un allarme che si ripeterà sulla botta di Embalo in corsa, lontano dalla porta, e poco dopo di Bruccini, con le stesse sorti. Tante chance più o meno interessanti ma davanti il Cosenza non ha bocche di fuoco, lo Spezia balla un po' ma sempre fuori dall'area di rigore e alla fine Terzi e compagni riusciranno a portare lo 0-0 negli spogliatoi. Con un Ricci a tutto campo che soprattutto con l'uscita di Mora canta e porta la croce nella mediana di Marino.

SECONDO TEMPO
Marino conferma i dieci che si sono sobbarcati il dopo-Mora e spera nella brillantezza dei suoi attaccanti. Si cerca il palleggio e la gestione della palla, si cerca soprattutto di calmierare le volontà del Cosenza: è uno Spezia moderato che gioca col pensiero di non farsi infilare malamente ma che non riesce a fare il palleggio che vorrebbe. Quella palla scotta fra i piedi e sulla trequarti il rischio di farsi schiacchiare è reale. Per nono soccombere basta che Lamanna al 5' si pieghi nel modo giusto per bloccare la botta da lontano del prode Bittante, per la verità non irresistibile. Fanno paura le finte di Embalo che saltella sicuro fra le maglie bianche, fermato da un Terzi lapidario. Il gol arriva però proprio sul corner seguente: la zampata sotto porta è Dermaku arriva dopo un palo di Embalo sulla prima palla e un altro legno dello stesso capitano che, insistendo, riesce a spingere la palla in porta. Quello che si temeva è accaduto: ora è ancora più dura, forse quasi impossibile.

Spezia piccolissimo, un gol che piega le gambe.
E adesso? Ora bisogna vedere quanta energia è rimasta, mentale soprattutto. Perché la situazione anche in prospettiva si aggrava: Ricci prende un giallo che gli farà saltare il Perugia e dopo il sicuro forfait di Mora, espulso inopinatamente ad inizio partita, è la terza delle brutte notizie della serata. Eppure lo Spezia non è andato poi così male, pur senza mordere mai veramente e preferendo uno stile più compassato. Lamanna si protende sulla sua sinistra per negare il gol ad un Palmiero velenoso e Bruccini grazierà casa sua incornando senza troppa convinzione in solitaria licenza offensiva. I conti sono in passivo, dopo un'ora è ormai storia chiara e lo Spezia si è spento nella sua malinconia. Un guizzo nel deserto è tutto nella forza di Galabinov che si fa trenta metri con la palla al piede, prendendo a sportellate due avversari per scaricare poi su un Da Cruz che sbaglia a non tirare di prima intenzione, cincischiando quando proprio non dovrebbe. Maggiore per Bartolomei prima, Gyasi per Da Cruz dopo, sono due cambi che ci stanno, per muovere qualcosa in quel poco che si può e si deve ancora fare.

Gyasi e Maggiore qualcosa combinano ma non abbastanza. Gala vicino alla prodezza.
I guantoni di Perina sono provvidenziali sulla punizione meraviglia di Galabinov: è il rimpianto più grande di tutto il secondo tempo ma almeno con Gyasi e Maggiore c'è più arrembanza. Con ancora negli occhi il paratone del portiere di casa, Galabinov è un ottimo ponte per Okereke che viene steso mentre sulla ripartenza fulminea dei silani è Lamanna a salvare tutto, uscendo con tutto il corpo per fermare il tentativo di Tutino. Le squadre si allungano e su una distanza sbagliata della difesa del Cosenza, Maggiore trova la profondità per concludere la sua giocata con una stoccata mancina che Perina piega in corner. La girandola dei cambi e ancora un po' di voglia quello di gettare il cuore oltre l'ostacolo ma prima Baez e poi Bittante vanno vicini al raddoppio che sarebbe game over già al minuto 37. Il Cosenza non molla, c'è anche Sciaudone nel finale in cui i calabresi sprecano qualche contropiede (clamorose la chance gettata al vento da Garritano in due occasioni) e per lo Spezia è difficile finanche passare la metà campo. Un ko evitabilissimo, figlio di un errore mastodontico sull'esulsione di Mora che lascia alquanto perplessi e come a Foggia i bianchi perdono immeritatamente con una direzione arbitrale, quella di Piscopo, penalizzante.

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