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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Febbraio - ore 22.40

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OGGI E' QUEL GIORNO, FINALMENTE

Prima vittoria esterna dello Spezia in quel di Vercelli, dopo sette lunghi mesi di attesa. Sbloccata da un'incornata imperiosa di Granoche e chiusa da un colpo da biliardo di Forte, arriva un successo meritato e di personalità. Playout più lontani.

PAZIENTI, CINICI, QUADRATI
OGGI E' QUEL GIORNO, FINALMENTE

La Spezia - PRO VERCELLI-SPEZIA 0-2
Marcatore: 33'pt Granoche, 28'st Forte

PRO VERCELLI (4-3-3)
Marcone; Ghiglione, Legati, Bergamelli (41'st Polidori), Mammarella; Altobelli (11'st Morra), Vives, Castiglia; Firenze, Raicevic, Bifulco (1'st Vajushi). A disposizione: Nobile, Gilardi, Barlocco, Berra, Bruno, Konate, Germano, Pugliese, Rocca, Polidori, Morra. Allenatore: G. Grassadonia.

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Giani, Terzi, Lopez; Maggiore (36'st Vignali), Bolzoni, Pessina; Mastinu (24'st Capelli); Gilardino (17'st Forte), Granoche. A disposizione: Manfredini, Bassi, Ceccaroni, Capelli, Augello, Giorgi, Acampora, Ammari, Marilungo, Soleri. Allenatore: F. Gallo.

Arbitro: Minelli (Varese)
Collaboratori: Margani (Latina) - Rossi (Rovigo)
IV Uomo: Meleleo (Casarano)
Ammoniti: Ghiglione, Granoche, Maggiore
Recupero: 0'(pt), 5'(st)
Angoli: 5-2 Pro Vercelli

PRE PARTITA.
14.33 - Se la regalerebbe volentieri una vittoria, la prima lontano dal Golfo da sette mesi a questa parte, il capitano dello Spezia Claudio Terzi che sul campo del "Silvio Piola" festeggia la sua centesima partita in maglia bianca. Sarà lui, come sempre, a guidare il pacchetto difensivo, orfano di Masi, colpito da una distorsione alla caviglia nell'allenamento di rifinitura. Non ci sarà l'ex ternano, a differenza del recuperato Capelli che va in panchina. Sul campo dei piemontesi, come detto, si cerca la prima vittoria esterna della stagione ma la Pro Vercelli ha assoluto bisogno di punti, visto che da un mese non vince. Occhi puntati sul gioiellino di Grassadonia, Firenze, autore di 5 gol.

14.45 - Fischietto della gara sarà il signor Daniele Minelli, arbitro che è affiliato alla sezione Aia di Varese. Il 35enne è fischietto esperto per la categoria e nelle sette gare dirette in questa stagione, curiosamente sono arrivati 2 pareggi e ben 5 successi esterni. Per Minelli ci sono 29 ammonizioni, con 1 espulsione per cartellino rosso e 2 per doppia ammonizione. Un solo rigore assegnato, nell’ultima gara diretta, quella tra Foggia e Cittadella, termina con la vittoria dei veneti per 1-3. Si gioca sotto un timido sole con temperatura di 8°. Davanti a 150 tifosi liguri, Spezia in maglia bordeaux con calzoncini e calzettoni bianchi, mentre per i padroni di casa la casacca è bianca, con pantaloncini e calzettoni neri: attenzione dunque a non sbagliarsi perché la Pro sembra lo Spezia!

PRIMO TEMPO.
Se c'è una giornata per iniziare, finalmente, a vincere fuori, è proprio questa. Basta osservare l'avversario, la classifica e le circostanze per capire che un successo non solo farebbe fare un bel salto in avanti rispetto ad una delle concorrenti dirette, ma sbloccherebbe la testa di una squadra che in esterna ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Secondo gli esperti, se una squadra ha due così diversi andamenti, è una questione di personalità, di paura e abbattere un tabù sarebbe il primo decisivo passo per acquisirla. Quando la posta in palio ha un certo peso specifico, si vivono spesso pomeriggi equilibrati, tattici, forieri di grande complessità: non esce dal copione nemmeno questo Pro Vercelli-Spezia che ci mette un po' a decollare, con tanto traffico in mediana e due squadre neppure così diverse per caratteristiche. Così, a conti fatti, la prima occasione della partita arriva su calcio di punizione: all'11' la parabola calciata dall'esperto Mammarella plana molto bene ma non abbastanza per scendere sotto la trasversale, anche se Di Gennaro aveva comunque seguito la traiettoria e lo avrebbe probabilmente intercettato. Da quel momento, la Pro Vercelli prende coraggio e gestisce più e meglio dell'avversario il giropalla; sul non possesso i liguri però ben si comportano e il pressing imposto da Gilardino e Granoche un segnale a tutti, avversari compresi.

Lo Spezia esce dal guscio, protagonista Gilardino.
Un Mastinu più incisivo, danza fra le linee e crea qualche problema ai bianchi di casa ma allo Spezia manca ancora il guizzo che desta le menti: la scossa, se così vogliamo chiamarla, arriva al 20' quando proprio il fantasista sardo nasconde e valorizza una palla sulla destra e prova a servire Gilardino al centro, ma la conclusione del numero 10 viene rimpallata da un difensore della Pro. Sempre nel vivo del gioco il bomber di Biella che partecipa a tutte le situazioni offensive che si sviluppano soprattutto sulla fascia destra, quella solcata da Lopez. La visione di gioco del Gila è d'altri lidi e i compagni lo sanno bene: due minuti dopo ecco la grande occasione per gli ospiti, neutralizzata da Vives a poche leve di distanza dalla linea di porta dove si trovava provvidenzialmente sul rasoterra dal limite di Maggiore, rimorchio perfetto sula sponda di Gilardino. A ben guardare, dopo i primi 20' di studio e di lieve predominio piemontese, Bolzoni prende in mano la squadra e la fa uscire dal forcing dei padroni di casa, Mastinu garantisce quell'imprevedibilità che aveva smarrito nelle ultime uscite.

Il Diablo sale in cielo e si piglia la scena: 1-0.
Gira decisamente bene lo Spezia, coi suoi "giovani vecchi" Maggiore e Pessina che menano e ripartono come dei soldati e una squadra che partecipa collettivamente al ripartire dall'azione. Gilardino conquista punizioni, Bergamelli non vive un pomeriggio facile e il gol ospite arriva di lì a poco. E non si tratta di una casualità fortunata, ma dell'epilogo di un periodo di luna buona, iniziato intorno alla metà della prima frazione e legittimato meritatamente al minuto 33: su un cross zuccherato di Lopez (secondo assist consecutivo dopo quello a Gilardino contro il Foggia) Granoche dimostra di non aver perso il manuale dell'attaccante d'area di rigore: dapprima nel corpo a corpo aereo depenna Mammarella, poi sale in cielo e di testa schiaccia la sfera sul terreno con rimbalzo perfetto che si spegne proprio sotto all'incrocio dei pali. Un tocca sana per lo Spezia che giostrerà il quarto d'ora finale con sagacia, preoccupandosi soprattutto di non lasciare mai sguarnita la fascia destra, quella dove opera il giocatore più temibile della Pro, quel Firenze sul quale Gallo ha impostato una marcatura speciale di De Col.

SECONDO TEMPO.
Intelligenza e compattezza, per portare a riva... il risultato e ripartire carichissimi verso la Liguria. Ci vorranno 45' perfetti per riuscire nell'intento, ci vogliono calma e sangue freddo. E magari un golletto che odori di tranquillità. Ti aspetti una Pro Vercelli arrabbiata e spavalda, concentrata alla ricerca del pari, e ti ritrovi invece uno Spezia di grazia, con gli attaccanti più vicini e collaborativi ed un Mastinu tornato ai suoi livelli: c'è grande serenità nel gestire il possesso, emblema della salute di tutto il gruppo di Gallo, tutto il contrario di Mammarella e compagni, imprecisi nel palleggio e surclassati fisicamente dalla forza degli ospiti. Spezia che va anche vicino al raddoppio al minuto 8 quando sul cross di Pessina, prima Bergamelli anticipa di un soffio Gilardino, poi Marcone ci mette la sua effige per fermare la conclusione finale a colpo sicuro di Maggiore. Mani nei capelli per i tifosi ma subito dopo applausi a tutta la squadra. Grassadonia comprende che così lo Spezia avrà sempre gioco facile e dopo aver inserito Vajushi ad inizio ripresa, tenta la carta Morra: è una Pro Vercelli decisamente a trazione anteriore che a questo punto si gioca il tutto per tutto.

I cambi rigenerano la Pro, due chance vere per il pari. Gallo passa al 3-5-2.
Gallo pensa anche all'Avellino e risparmia l'ultima mezz'ora ad un picchiatissimo Gilardino per inserire un fresco Forte, mentre la Pro Vercelli si fa di nuovo sotto con Raicevic che per un nulla non riesce ad agganciare la sfera su un perfetto cross di volo da sinistra. Ma la vera chance se la divora in un sol boccone il neo-entrato Morra che vola sul filo del fuorigioco su tocco maldestro di Terzi ma sull'uscita di Di Gennaro la piazza incredibilmente fuori dallo specchio. Con i cambi del secondo tempo è un'altra squadra quella di Grassadonia che arriva con più facilità in porta, prediligendo la verticalità e sciorinando una miglior tenuta fisica: in mezzo Pessina e Maggiore sembrano aver esaurito le pile e dai venticinque metri Mammarella fa paura a Di Gennaro che forse la sfiora con i polpastrelli e la manda sopra la traversa. Il muro prima o poi cade se si concede sempre il possesso ma Gallo preferisce togliere un Mastinu sparito dal ritorno in campo per inserire Capelli e trasformare il dispositivo tattico: con il 3-5-2 per difendere il risultato a tutti i costi.

Un gol che uccide la Pro, una parata che non la resuscita.
Il break dei vercellesi non supera il quarto d'ora perché lo Spezia apre il cassetto e trova un cinico raddoppio, al momento giusto: con la difesa a tre, De Col ha più campo a disposizione e in una corsa solitaria sulla destra vede e premia il movimento di Forte che una volta raggiunto dalla palla, fa le cose semplici: stop perfetto e diagonale scritto con la penna stilografica che incoccia il secondo palo e s'insacca imparabilmente. Al 28' dunque arriva la terza pesantissima segnatura stagionale per l'ex perugino che, entrato da 10', sbroglia perentoriamente una matassa che stava facendosi un po' troppo intricata. Tre minuti più tardi la Pro avrebbe la palla che riapre giochi, speranze e timori ma Di Gennaro dice no a Morra, buttandosi sulla destra e chiudendo la saracinesca. Azioni su azioni, corner su corner, cross su cross, non manca la voglia di onorarla fino alla fine, ma per la Pro a ben guardare c'è solo colpo di testa alto di un soffio di Legati, arrivato sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla destra: non c'è un finale shock per le Aquile che si divorano il gol del 3-0 con De Col (tradito dal corpo troppo all'indietro), finiscono stanche e sfilacciate, ma che non subiranno più il gol della paura, nemmeno all'ultimo secondo, quando Capelli toglie dal sacco il gol della bandiera di Raicevic. Oggi è il giorno, oggi è quel giorno.

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