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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 21.30

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OGGI COME A BRESCIA. STORIA DI UN RISULTATO FALSATO

Inaccettabile errore di Pinzani che come successe al collega Martinelli non concede un gol a Granoche, entrato in porta di un metro. I ciociari segnano con Dionisi dopo un'ora di nulla e chiudono i conti allo scadere. Playoff nelle mani del Perugia.

OGGI COME A BRESCIA. STORIA DI UN RISULTATO FALSATO

La Spezia - FROSINONE - SPEZIA 2-0
Marcatori: 16'st Dionisi, 44'st Ciofani

FROSINONE (3-5-2)
Bardi; Terranova, Ariaudo, Krajnc; Fiamozzi, Gori, Maiello, Sammarco (26'st Frara), Mazzotta (37'st Crivello); Dionisi (33'st Mokulu), Ciofani. A disp. Zappino, Russo, Besea, Soddimo, Volpe, Pryyma. All. Pasquale Marino

SPEZIA (3-4-1-2)
Chichizola; N.Valentini, Terzi, Ceccaroni (24'st Fabbrini); Vignali, Pulzetti (27'st Maggiore), Djokovic, Migliore; Piccolo; Granoche, Giannetti (30'st Nenè). A disp. A.Valentini, Datkovic, Signorelli, Sciaudone, Nenè, Baez, Okereke. All. Domenico Di Carlo

Arbitro: Riccardo Pinzani (Empoli)
Assistenti: Emanuele Prenna (Molfetta) e Oreste Muto (Torre Annunziata)
Quarto ufficiale: Ilario Guida (Salerno)
Recupero: 3'(pt)
Ammoniti: Mazzotta, Valentini N., Ariaudo, Vignali

PRE-PARTITA.
14.35 - Eccolo il giorno in cui Granoche e Giannetti si ritroveranno a giocare spalla a spalla dal primo minuto. Arriva alla quintultima partita di campionato l'occasione di vedere lo Spezia in campo con una coppia di attaccanti "puri", dopo le buone prove offerte dal trio anomalo formato da Piccolo, Maggiore e l'uruguaiano. Mimmo Di Carlo fa un calcolo preciso: giocarsi il tutto per tutto perché solo vincendo in casa i play-off non sono assicurati. E ancora, dare modo a Giannetti di mettere minuti nelle gambe per averlo nella forma migliore negli eventuali spareggi per la serie A.

14.45 - Di fronte c'è un Frosinone che vede materializzarsi una beffa colossale. Lo 0-2 a Ferrara aveva fatto vedere la serie A agli uomini di Pasquale Marino. Poi il balck out. Tre punti in un mese, sette in meno di quanti fatti dal Verona e nove di distanza dalla Spal. Il succo è che i ciociari sono scivolati in coda al terzetto di testa proprio nel momento in cui era l'Hellas quella che sembrava aver mollato. Oggi per i laziali i tre punti sono un obbligo, anche per non subire la seconda contestazione in pochi giorni; lo Spezia dal canto suo deve fare bottino pieno, non solo per dare una mezza certezza che i playoff si faranno ma anche e soprattutto perchè il calendario proibitivo impone un'impresa.

PRIMO TEMPO.
Carlo Tavecchio, bontà sua, lo ha già dichiarato: "Dal prossimo anno alla domenica pomeriggio soltanto tre partite. Tutto è in funzione dei diritti tv e dei fusi orari. Bisogna cercare di compendiare le due cose con un risultato accettabile". Per gli amanti del calcio, quelli un po' retrò che sentono addirittura la mancanza delle mastodontiche radioline e del vecchio Bar Crastan con i risultati scritti a penna aspettando i finali, spesso sbagliati, del Televideo, l'ennesima brutta notizia di un mondo sempre meno rispettoso del proprio popolo, sempre più attento agli zeri dei contratti, alle esclusive, ad un prodotto che perde appeal ma si vende sempre di più. La deriva commerciale è servita e, viste le iniezioni di denari esteri, non sembra esserci all'orizzonte un cambiamento ma anzi si rilancia su un taglio "grandi-piccole" che sa di ultimo karakiri. Scelte come quella di giocare questo Spezia-Frosinone il giorno del 25 aprile alle 15 dopo che per tutto l'inverno si è giocato anticipi e posticipi al gelo e con la sola luce dei riflettori. Ancora impegnati a concludere la riflessione che Frosinone e Spezia si presentano in campo davanti ad un Matusa discretamente pieno e con 150 tifosi giunti dal Golfo che non si sono sentiti di lasciare sola la propria squadra nel momento cruciale del torneo. L'inizio è d'equilibrio, il pallino è in mano ai ciociari, lo Spezia pensa a presidiare tutte le zone del campo, senza forzature e ci vogliono 12' prima di vedere qualcosa: ci prova Gori dalla distanza, ma Chichizola è attento e devia la sua interessante conclusione in calcio d'angolo.

Ci risiamo: Granoche segna e la terna non s'accorge che la palla è entrata. Come falsare un campionato.
Si accende Dionisi e quando accade, per lo Spezia, che a difesa schierata non ha grossi problemi, sono dolori. Al 16' la seconda chance costruita dai ragazzi di Marino che mette letteralmente i brividi ai bianchi: in un'azione che coinvolge anche l'ex Sammarco, Mazzotta cerca l'angolo al termine di una ripartenza ben orchestrata, ma la palla esce di nulla. Due minuti dopo però è lo Spezia a fare gol e che gran gol: su una palla messa al centro, il Frosinone respinge corto e la sfera giunge a Pablo Granoche che dal limite dell'area si coordina alla perfezione per una fiocinata al volo di collo pieno che sbatte contro la traversa, finisce sul terreno di gioco e poi esce. Gol, non gol, perchè ci sono dei dubbi? Non scherziamo, per cortesia, che è una giornata seria: perché anche stavolta, come a Brescia, la palla entra abbondantemente senza nemmeno sfiorare la riga di porta. Un gol non accordato che manda in bestia Di Carlo e tutta la panchina dello Spezia e non fa che confermare quanto questo calcio sia alla frutta, ridicolizzato da errori facilmente evitabili con una tecnologia che proprio non si vuole abbracciare, davvero. Per l'arbitro Pinzani e i suoi collaboratori un errore gravissimo, che può addirittura condizionare un intero campionato.

Più Spezia che Frosinone, nonostante la cantonata di Pinzani. Palo di Dionisi.
Il gol non concesso non distrugge il morale dello Spezia. Pulzetti e Migliore caricano i compagni, ordinano il pressing sulla metà campo avversaria, proprio in un momento mentalmente sfavorevole. Tattica giusta perchè il Frosinone non ha nemmeno il tempo di assaporare lo scampato pericolo. Mentirebbe il vantaggio lo Spezia e non solo perché un gol, stupendo, lo ha anche segnato. Di sicuro l'undici ligure gira meglio di quanto non faccia un Frosinone imballato, evidentemente condizionato dal momento no e dalla contestazione, che si rivede al 36' con una velleitaria girata di Sammarco, in bocca a Chichizola. Decisamente più pericolosi i ciociari al minuto 41 quando una punizione-bomba di Dionisi bacia il palo alla sinistra del portiere di San Justo: il primo pericolo vero e proprio portato dalla terza della classe, arriva in verità da calcio piazzato. Un primo tempo che si chiuderà con un Frosinone nuovamente pericolo al 44' con un diagonale di Ciofani fuori misura e un contropiede avviato da Granoche ma mal proseguito da Piccolo che invece di servire Giannetti a centro area, sceglie la conclusione, debole. Il fischio finale poco dopo l'ultimo colpo di testa di Ciofani da calcio d'angolo che non sorprende il ben piazzato Chichizola.

SECONDO TEMPO.
Sarebbe fatale pensare al dopo. Ragionare cioè sulle conseguenze di una sconfitta, ancora peraltro da subire, che getterebbe le solite gigantesche ombre sulle direzioni arbitrali, simili a quelle che hanno sbattuto fuori il Bayern Monaco dalla Champions e che hanno fatto perdere l'aplomb persino a Rummenigge, uno che quando certe situazioni plateali le ha avuto a favore, liquidò con superbia le altrui lamentele. Non avrebbe senso tirare i remi in barca a partita aperta e contro un Frosinone uscito dal guscio soltanto negli ultimi 5' del primo tempo. Di Carlo deve essersi sgolato per inculcarlo ai suoi e si può considerare fortunato visto il buon approccio aquilotto al rientro in campo: Piccolo e Pulzetti a tutto campo, sono loro i migliori di giornata, portano pericoli dalle parti di Bardi e Marino inizia a pensare a qualcosa d'altro. Ma il Frosinone, praticamente inesistente in questo inizio di ripresa, va in vantaggio al 16' coi suoi gemelli del gol che sfondano per vie centrali con conclusione finale potentissima di Dionisi, al sedicesimo sigillo cadetto dopo aver saltato con fortuna e mille rimpalli favorevoli anche Ceccaroni: una rete beffa che insieme al gol "fantasma" del Diablo, manda il campionato, l'intero torneo e le sue iscritte, su binari pericolosissimi.

Con Fabbrini e Nenè, sbilanciarsi è dire poco.
Fabbrini per Ceccaroni, primo cambio ordinato da Di Carlo al 25' con difesa a quattro e tridente. Il Frosinone si difende con tutti gli effettivi, lo Spezia attacca ancora con costrutto, evitando inutili frenesie e cercando la partecipazione di tutti gli uomini di attacco. E' una squadra altamente offensiva, che nel finale conterà anche sul ritrovato Nenè, alla disperata ricerca di un punto dentro ad una gara a lungo condotta, condizionata dall'incredibile svista di Pinzani e che dopo lo svantaggio è diventata la peggior salita di montagna possibile. I ciociari, forti del vantaggio, fanno passare il tempo in tutti i modi possibili, lo Spezia non ha più il furore che servirebbe per raddrizzare il match. Vignali rischia il rosso diretto per un intervento da paura su Ciofani ma Pinzani finisce la partita con un altro errore assurdo visto che il difensore spezzino probabilmente andava espulso. A chiudere anzitempo la storia del Matusa il gol di testa di Ciofani che approfitta di un'uscita incerta di Chichizola con la difesa aquilotta fin troppo ferma: è il simbolo della resa e i 5' di recupero sono solo l'ultima beffa di un 25 aprile, per tutti, da dimenticare.

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