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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 00.20

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NON E' GIORNO DI IMPRESE, PERUGIA ULTIMA CHIAMATA

Davanti agli 8500 del Picco, lo Spezia non trova il guizzo che varrebbe la vittoria: la capolista si difende con ordine e porta a casa il pari che voleva. Un pari che costringe a vincere a Perugia, col rischio però che i playoff passino in cavalleria

NON E´ GIORNO DI IMPRESE, PERUGIA ULTIMA CHIAMATA

La Spezia - SPEZIA-SPAL 0-0

SPEZIA 3-4-3
Chichizola; Valentini N., Terzi, Ceccaroni; Vignali, Maggiore, Djokovic, Migliore (29'st Sciaudone); Piccolo (39'st Mastinu), Granoche, Fabbrini (23'st Nenè). A disp. Valentini A., Signorelli, Baez, Errasti, Okereke, Datkovic. All. Domenico Di Carlo

SPAL (3-5-2)
Meret; Vicari, Bonfiazi, Cremonesi; Lazzari, Mora, Arini, Schiavon, Costa; Antenucci, Zigoni (13'st Floccari). A disp. Poluzzi, Gasparetto, Silvestri, Giani, Finotto, Castagnetti, Del Grosso, Ghiglione. All. Leonardo Semplici.

Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna
Collaboratori: Marco Citro di Battipaglia e Giovanni Baccini di Conegliano
Iv ufficiale: Daniele Chiffi
Ammoniti: Costa, Sciaudone
Spettatori: 8800 spettatori (2960 paganti + 5730 abbonati)
Incasso: 34050 + 29.818
Recupero: 0'(pt), 6'(st)

PRE-PARTITA
14.24 - Sanguina ancora la ferita di Frosinone e come potrebbe essere diversamente, visto che a conti fatti, la sconfitta del "Matusa" obbliga gli aquilotti ad un finale di campionato senza errori e sbavature? Tradotto in parole povere, c'è da battere anche la Spal per non dover giocare le ultime tre della stagione regolare con la sola necessità di vincere. E' uno Spezia che si affida al suo "Picco": aquilotti che fra le mura di Viale Fieschi hanno vinto quattro delle ultime cinque gare, lasciando tre punti al Benevento.

14.44 - La Spal è la squadra dei record. Dopo 38 turni gli emiliani scendono in Liguria con 21 vittorie e un attacco atomico, capace di 63 gol. Sette le sconfitte, come la Spal solo il Perugia di Bucchi. Attenzione alle partenze estensi: nei primi 15' la Spal è la formazione più prolifica, analogalmente a quantto avviene fra il 31' e il 45'. A proposito di numeri, la Spal è reduce da cinque successi consecutivi e cerca la sestina al "Picco" davanti ai suoi oltre 1500 tifosi presenti.

14.50 - La curva Ferrovia e una coreografia annunciata sotto un bel sole primaverile e l'aria ancora piuttosto fresca per essere ad un passo dall'inizio del mese di maggio. Saluti speciali all'ex Antenucci, già protagonista al Picco con la maglia della Ternana di un gran gol in rovesciata. Lo Spezia col tridente ma pure con la difesa a tre. C'è anche Fabbrini dal principio, l'ex attaccante dell'Udinese dividerà il reparto d'attacco con Granoche e Piccolo mentre sono tutti in campo i fanti del posto, Maggiore, Vignali, Ceccaroni.

PRIMO TEMPO.
"Vederli festeggiare una promozione a casa nostra no". Un'esperienza che i tifosi dello Spezia si risparmierebbero volentieri anche perchè, oltre a "subire" le gioie della neopromossa Spal praticamente già con un piede e mezzo in serie A, significherebbe uscire definitivamente dalla corsa playoff. Destino crudele per lo Spezia, ancora furibondo per Frosinone e forse pure un po' sfiduciato vista l'aria che tira e un finale di stagione fra i più complicati. La Spal arriva al "Picco" con quasi 1500 tifosi: curioso rivedere la curva Piscina piena di tifosi dopo anni di larghi vuoti, ennesimo segnale di crisi nera che attraversa la serie B, sia economicamente che tecnicamente. L'inizio è d'equilibrio, le squadre preferiscono studiarsi e non prendere chissà quali iniziative con gli estensi che possono contare sulla superiorità numerica della mediana.

Spettacolo sugli spalti, molto meno sul campo.
Un passaggio no look che sembra un bacio sulla bocca: usa il mancino Maggiore per deliziare il suo stadio e mandare in crisi l'amico e concittadino Vignali che quella genialata proprio non se l'aspettava. Sulla sinistra Migliore ha spinta ed iniziativa e il cross del 17' sarebbe interessante se non fosse che Granoche è braccato da una rassicurante doppia marcatura che non gli permette di incornare. Fabbrini sceglie quasi sempre la soluzione personale e si libera del pallone solo quando non ne può più fare a meno. Nelle corde degli ospiti c'è una grande energia nel ripartire, nello sfruttare la velocità degli esterni e naturalmente l'invidiabile serenità mentale che ti fa arrivare nell'area altrui senza fatica. Lo Spezia non cambia mai il passo e contro una Spal così solida diventa difficile: al 25' Piccolo brucia Vicari nello stretto e calcia con forza al centro un rasoterra delizioso sul quale la difesa di Semplici fa buona guardia.

Lo Spezia chiede un rigore, Aureliano non si scompone.
I giri a vuoto di Fabbrini e Piccolo note stonate di uno Spezia che gira piano, d'altra parte s'apprezza il grande lavoro di Migliore e Djokovic ma al 34' è proprio Piccolo ad infiammare il pubblico di casa. Il '10' napoletano è bravo a credere su una palla morta, inseguendola sull'altrui riga di fondo campo e riportandola in vita fino a quando Cremonesi lo tocca da dietro facendolo cadere a terra, platealmente. Uno stadio che torna per un secondo al "Matusa" e chiede un rigore che Aureliano non accorda per niente, valutando l'accentuazione volontaria della caduta da parte del Diablo. Su ritmi blandi e convinzioni relative ci sarebbe spazio e tempo per andare in porta: al 39' Piccolo recupera una palla sulla trequarti, porta la palla fino al limite, poi non trovando il movimento dei compagni, prova a piazzarla col piatto: Meret in due tempi, senza tachicardie. Primo tempo dormiveglia, eppure serve una vittoria.

SECONDO TEMPO.
Sale altissimo l'apporto di un'encomiabile Ferrovia che non vuole rassegnarsi ad un finale senza un obiettivo. Troppo soporifero lo Spezia del primo tempo, preoccupato di evitare infilate che, allora sì, archivierebbero una sconfitta a quel punto fatale. Di Carlo conferma gli undici della prima frazione ma chiede più partecipazione, più assistenza verso gli attaccanti e fra il 7' e l' 8' c'è materiale di cronaca vera da raccontare: prima Piccolo sguscia via alle marcature e giunte sul vertice destro dell'area calcia con forza sul primo palo, impegnando Meret in una smanacciata; sul corner seguente è capitan Terzi, solo soletto sul secondo palo, a buttare via il colpo di testa a colpo sicuro che varrebbe il punto del vantaggio. Gli aquilotti rimangono in zona d'attacco e al 10' Djokovic, fra i migliori in campo, scappa via sulla destra per servire su un piatto d'argento un'incornata dal dischetto che Migliore spreca.

Vignali ad un niente dal palo. Show estense in contropiede.
Il tempo passa e la Spal non sembra più voler forzare alcunché, esattamente il contrario dello Spezia che al 16' sfiora il gol al termine di un'azione elaborata sull'asse Migliore-Fabbrini con cross arcuatissimo che aziona il terzo tempo di Vignali e una testata che non gira abbastanza sul secondo palo, perdendosi di un nulla alla destra del montante. A folate e con la tensione del risultato, lo Spezia si affida ai lanci lunghi e al 24', su un'incertezza del pacchetto arretrato, Granoche è bravo ad arpionare un pallone dal cielo, difenderla dagli avvoltoi e cercare una sforbiciata che trova però davanti a sè il muro estense. La Spal è economia del calcio, coralità ed interplay: sul forcing dello Spezia, identità da capolista che si può permettere un incedere sornione. Al 27' vanno perfino vicino al vantaggio dopo una ripartenza da cineteca: Antenucci lavora una palla per vie centrali, scarica per l'accorrente Lazzari che calcia con forza in diagonale, sfiorando il palo. I polpastrelli di Meret salvano la Spal e fanno disperare Antonio Piccolo, l'ultimo dello Spezia a smettere di credere nella vittoria.

Furia Nenè, due volte vicino al gol. Dentro anche Mastinu.
C'è anche Nenè nel convulso finale (entrerà anche Sciaudone che si becca un giallo e salterà Perugia) e per un soffio il brasiliano non trova, ancora di testa, il golletto in mischia: il portiere estense non ci arriverebbe, ma la sfera non inquadra lo specchio. Venti minuti a fuoco quelli dell'ex cagliaritano che al 38' soffia una sfera magica alla Spal e fa partire un contropiede che non si concretizza per l'imprecisione del passaggio verso Granoche, poi rischia il gol del campionato, coordinandosi per una rovesciata stupenda che non finisce lontano dal palo. Ai punti, senza esagerare, meriterebbe lo Spezia ma il calcio è fatto essenzialmente di gol e oggi più che alla squadra di Di Carlo è mancata la cattiveria sotto porta, la rabbia agonistica di chi insegue un risultato, che ha una missione.

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