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Ultimo aggiornamento: Sabato 28 Novembre - ore 12.20

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NON C'E' PIU' NIENTE DA SOGNARE: SERIE A! | Foto

E' un Frosinone arrembante, con Beghetto spina nel fianco e Rohden che segna il gol della speranza ciociara. E' un finale da Spezia e da Picco, coi tifosi fuori a soffrire e una squadra che riesce a portarla in porto. Dedicato a chi non c'è più.

lacrime di gioia
NON C'E' PIU' NIENTE DA SOGNARE: SERIE A!

La Spezia - SPEZIA-FROSINONE 0-1
Marcatore: 16'st Rohden

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Ferrer (43'st Vignali), Erlic, Terzi, Vitale; Bartolomei, Matteo Ricci, Maggiore (33'st Mora); Nzola (43'st Di Gaudio), Galabinov, Gyasi (28'st Mastinu). A disp. Krapikas, Desjardins, Ramos, Federico Ricci, Gudjohnsen, Bastoni, Ragusa. All. Vincenzo Italiano.

FROSINONE (3-5-2)
Bardi; Krajnc, Ariaudo, Brighenti (40'st Paganini); Beghetto, Haas, Rohden, Maiello (40'st Citro), Salvi (32'st Tribuzzi); Ciano, Novakovich (22'st Ardemagni). A disp. Icaobucci, Bastianello, Zampano, Capuano, Gori, Paganini, Citro, Vitale, Szyminski, D'Elia, Ardemagni. All. Alessandro Nesta

Arbitro: Jean Luca Sacchi di Macerata
Assistenti: Niccolò Pagliardini di Arezzo e Oreste Muto di Torre Annunziata
Iv Uomo: Marco Serra di Torino
Var: Gianluca Aureliano di Bologna
Avar: Davide Ghersini di Genova
Recupero: 3'(pt), 6'(st)
Ammoniti: Maggiore, Nzola, Maiello, Terzi

PRE-PARTITA
20.54 - L'ultimo atto di una stagione a dir poco incredibile per regalarsi quello che non si è mai osato nemmeno sognare contro un avversario tosto e abituato alle imprese. Le squadre sono in campo per il riscaldamento, lo stadio è vuoto ma in Via dei Pioppi c'è una Ferrovia mobile che canta senza sosta e colora la calda serata de "Picco" con fumogeni degni dei ruggenti anni '80. E' l'inizio della cronaca di una serata che forse non avevamo mai osato di immaginarsi e che va presa come una finale mondiale. Ma per questa gente finisce perfino per essere qualcosa di più.

21.11 - Il cerimoniale della serie B succede all'inno di Borghetti che accompagna le squadre in campo. Poi l'inno di Mameli e subito dopo sarà solo ed esclusivamente calcio. Nesta sceglie un 3-5-2 con Ciano dall'inizio in luogo dello squalificato Dionisi. Il Frosinone giocherà con una divisa interamente gialla e inserti blu, lo Spezia con l'elegante giacchetta bianca, calzoncini e calzettoni neri. Italiano sceglie gli stessi dello Stirpe per gli ultimi 90', a dir poco decisivi. Arbitra il maceratese Juan Luca Sacchi.

PRIMO TEMPO
Vallo a dire ai tifosi dello Spezia che è solo una stupidissima partita di calcio: a gente che ha consumato culi e voci sulle scalee degli stadi di tutta Italia, da Ciriè a San Siro, passando per Giaveno sino all'Olimpico. Ma ci sono serate differenti per traguardi impensabili e se uno Scudetto arrivò in piena guerra mondiale, figuriamoci se ci si gioca la prima vera serie A nell'anno del Covid. Rohden a uomo su Matteo Ricci, la consegna di Nesta è la stessa di quattro giorni fa: così il Frosinone si impegna dapprima a non far giocare lo Spezia come preferisce e poi semmai sfruttare gli spazi. Aggressivo su ogni pallone l'undici ospite, tanto che Brighenti è costretto al placcaggio sulla ripartenza di Gyasi: sarebbe da giallo già al 6', per Sacchi è semplice calcio di punizione. Al 13' il primo squillo della gara lo porta il Frosinone che in mezzo all'area ha buon gioco con l'americano Novakovich che con una spizzata serve un solitario Beghetto per un sinistro di prima intenzione che fa vibrare il legno. Brividi sulla schiena dei giocatori in maglia bianca, i laziali hanno piglio in un contesto di arbitraggio all'inglese di cui è bene da subito tenere conto. Via la paura, ragazzi.

Frosinone vivo e arrembante, lo Spezia si spaventa. E' dura.
Evidente il problema sulla corsia destra dove Beghetto ha un altro passo rispetto a Ferrer e combina le cose migliori quando si allarga: diventa importante cambiare il modo di marcare l'avversario e aumentare il possesso. Per spegnere la verticalità degli ospiti serve anche quella ferocia che ti fa arrivare per primo sulle seconde palle. Il secondo squillo al match il Frosinone lo fa al 24' sull'ennesima giocata personale di Beghetto che si sbarazza di Ferrer con uno stop a seguire e converge verso il centro, calciando con il destro: Scuffet si piega appena ma preferisce rifugiarsi in corner. Matteo non riesce a dare ordine e far respirare i suoi compagni e il Frosinone ha sempre più coraggio: il cooling break diventa utile per spezzare il ritmo dei frusinati e dare consigli a Ferrer per intuire le svolazzate di Beghetto. Che cos'hanno in più fino ad ora gli ospiti? La furia di chi, in svantaggio, ha decisamente meno da perdere dell'avversario e in gare come queste la testa è tutto. E' uno Spezia più impreciso del solito, ma gli errori sono anche figli dell'atteggiamento: al 32' i bianchi escono finalmente dalla morsa e sull'asse Galabinov-Gyasi l'innesco per Nzola può essere interessante ma la conclusione del francese si ferma sulla caviglia di un attentissimo Krajnc. Un errore in appoggio di Terzi diagnostica una volta di più che la serata è complicata ma non sarebbe una finale, altrimenti.

Scuffet si distende, ciociari ancora pericolosi. Ma il finale è un crescendo aquilotto.
Lo Spezia sente di giocarsi un'intera stagione in 90', perfino i rimpalli sono a tema e l'unico che sembra in palla è Galabinov che prova a trascinare i suoi anche e soprattutto nella fase difensiva. Su un fallo evidente in mezzo al campo, il Frosinone vola in contropiede e Rohden finalizza con un piattone a girare che non ha però la necessaria forza: per Scuffet è sufficiente allungarsi sulla sua sinistra e respingere coi pugni. Al 41' si vede lo Spezia direttamente da calcio piazzato: Matteo Ricci scodella verso Galabinov che la spizza sapientemente per il movimento di Bartolomei che non ci pensa due volte e calcia con un destro di rara forza che sorvola di poco la trasversale. Sacchi continua nella sua direzione britannica e nella stesa azione scontenta entrambe: prima non fischia un fallo di Ricci apparso evidente, poi sanziona Nzola per un corpo a corpo con l'ultimo uomo. Il primo tempo si conclude sul tiro quasi piazzato di Galabinov che aveva ricevuto da un Ferrer in crescendo: con il piatto il bulgaro, autore di un buon primo tempo, poteva davvero fare meglio.

SECONDO TEMPO
Quarantacinque minuti di sofferenza e una prima frazione conclusa in attacco: si riparta dai minuti immediatamente antecedenti la pausa cercando di giocare di più al calcio e farsi schiacciare di meno. Fare calcoli temporali sarebbe un'assurdità perché il Frosinone ha i colpi per fare male, anche quando meno te lo aspetti. Gli aquilotti ci provano soprattutto sulla mancina con la collaborazione fra Gyasi e Maggiore che al 4' produce una bella giocata, stoppata dalla zampa di Brighenti. C'è un Nzola in forma smagliante, meriterebbe di essere servito sulla profondità perché Krajnc non sembra in grado di stargli dietro. La prima ammonizione del match al 5' ed è un fallo tattico ben speso da Giulio Maggiore, utile a fermare la veloce ripartenza ospite. Velleitaria la conclusione di Ciano al 9' in un momento di caos generale, figlio dell'animosità che sembra finalmente essere anche prerogativa dei bianchi. Un'azione da Spezia al minuto 12 con lo sfondamento di Salva Ferrer che chiede ed ottiene l'uno-due da Bartolomei e calibra al centro un cross basso su cui si avventa Gyasi: disturbato dalla marcatura l'italo-ghanese non riesce ad indirizzarla nello specchio.

Rohden porta avanti i suoi, sempre più difficile. Ma bisogna reggere.
Un'ora di gioco trascorre, Nzola si prende un giallo per proteste ampiamente evitabile e sulla giocata seguente gli ospiti passano: il gol porta la firma di Rohden che scatta sul filo del fuorigioco, ricevendo la sfera da un geniale colpo di tacco. Lo svedese rimane freddo e piazza la biglia alla sinistra di Scuffet. L'1-0 galvanizza i già volitivi uomini di Nesta ed è in verità un gol di ottima fattura: d'altro canto non ci può essere sorpresa visto che gli ospiti sono sempre stati in palla dal fischio d'inizio del signor Sacchi. I minuti passano ma il Frosinone ha sempre in mano il pallino del gioco e a difesa schierata lo Spezia cerca sempre il lancio a scavalcare: così, di fatto, si rinuncia a giocare e l'avversario prende ancor più coraggio. E' arrivato il momento di Beppe Mastinu che Italiano getta nella mischia al 28' per dare fiato ad un Gyasi ormai senza pile: se entra con il piglio giusto la sua qualità può dare quel qualcosa in più. Secondi più tardi stessa sorte per l'ammonito Maggiore ed ingresso di Mora.

Spezia ai paletti, ogni traversone è un infarto. Ma il muro regge: lo Spezia è in serie A
Ennesima palla perduta da Matteo Ricci che dà nuove chance agli ospiti: si soffre come non si è mai sofferto in vita. Lo Spezia è ai paletti. Con gli ingressi di Ardemagni, Citro e Paganini, Nesta si gioca tutto: cinque attaccanti in campo per dare l'assalto alla diligenza. Italiano risponde inserendo Vignali e Di Gaudio per gli ultimi due minuti di tempo regolamentare e l'immancabile recupero. Cinque di extratime, da vivere ad occhi chiusi e Citro che si invola verso la porta cadendo sulla sportellata di Erlic: Sacchi si avvicina minaccioso ma punisce un fallo iniziale. Metà del recupero se ne va quasi indolore poi però è una sofferenza lancinante: sei traversoni da tutte le parti ma ora Terzi ora Erlic infine Vignali ricacciano la palla lontana. La respinta dello spezzino vale quanto un gol e forse un po' di più. E' finita ed è incredibile dirlo dopo vent'anni di cronache, dopo una prima B di passaggio, dopo l'era Volpi iniziata con la serie D e che oggi chiude un cerchio inimmaginabile: dedicato a chi non c'è più, lo Spezia è stato promosso in serie A.

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