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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Febbraio - ore 23.40

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NATALE AI PLAYOFF. E NON E' UN CINEPANETTONE

Prima del derby della Cisa lo Spezia si regala la terza vittoria consecutiva: 29 punti significa entrare negli spareggi, per la prima volta in stagione. E Gallo ha già fatto più di Di Carlo, un anno fa.

MARILUNGO FIRMA L'ULTIMO PACCHETTO
NATALE AI PLAYOFF. E NON E' UN CINEPANETTONE

La Spezia - SPEZIA-AVELLINO 1-0
Marcatore: 12'pt Marilungo

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro, De Col, Terzi, Giani, Lopez; Vignali (37'st Capelli), Bolzoni, Pessina; Mastinu (23'st Ammari); Granoche, Marilungo (26'st Forte). A disp. Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Soleri, Augello, Giorgi, Calabresi, Okereke, Acampora. All. Fabio Gallo

AVELLINO (4-4-1-1)
Radu; Pecorini, Kresic, Migliorini, Marchizza; Molina, D'Angelo (29'st Moretti), Di Tacchio; Bidaoui; Paghera (8'st Ardemagni); Castaldo. A disp. Iuliano, Lezzerini, Camara, Gliha, Evangelista, Rizzato. All. Walter Alfredo Novellino.

Arbitro: Ivano Pezzuto di Lecce
Collaboratori: Bresmes di Bergamo e Imperiale di Genova
Quarto ufficiale: Pinzani di Empoli
Recupero: 0'(pt)
Note: 5200 circa (1000 paganti+4200 abbonati)
Incasso: 6.968 + 25.143
Ammoniti: Di Tacchio, Terzi
Angoli:

PRE-PARTITA
20.05 - Una serata di gelo, totalmente da surriscaldare sul campo perchè gli spalti difficilmente faranno registrare il grande pubblico: davvero troppo freddo in Viale Fieschi e in tanti hanno preferito la coperta, visti anche i mali di stagione. Sconcertante la scelta di fare giocare di sera nella terza settimana di dicembre. Lo Spezia cerca il terzo successo di fila, quarto in cinque partite: lo farà contro il solido Avellino, con Vignali al posto dello squalificato Maggiore, con Marilungo in luogo di Gilardino, rimasto a casa, così come Juande e Masi. Il difensore Ceccaroni festeggia oggi il suo 22esimo compleanno.

20.10 - L'Avellino non vince da otto gare e stasera muta pelle: Novellino decide di rinunciare ad Ardemagni e affidarsi ad una linea di attacco più varia e meno legata al gioco prettamente aereo. Squalificato Suagher, la lista degli infortunati è piuttosto lunga: out per diversi motivi i vari Asencio, Gavazzi, Lasik, Laverone, Migliorini, Morosini, Ngawa. Novellino cercherà di evitare la centesima sconfitta in serie B della sua carriera da allenatore. "...e quando un grido s'alzera. Sarà la voce degli Ultras", recita lo striscione esposto in Ferrovia con accompagnamento di torce in un incipit decisamente natalizio.

PRIMO TEMPO.
Non è stata disegnata fin dal principio come "stagione per sognare". Questioni di aspettative, di filosofie di mercato da proporre e far accettare, di pressioni da parte di una piazza ormai abituata a giocarsi qualcosa, o almeno di crederlo. E conoscendo Fabio Gallo non cascherà nell'errore di aver svoltato proprio quando la sua squadra iniziare a girare, a segnare, a fare punti. L'Avellino è proprio quel classico banco di prova che ti fa capire se sei all'altezza del compito assegnato a luglio e di una categoria che ti obbliga a ripartire da zero ogni tre giorni. Inizio in verità con un buon numero di bollicine, si vede che entrambe stanno bene con gli irpini corroborati dalle notizie confortanti provenienti dai tribunali. Al 5' i primi applausi vanno alla giocata che porta Pessina sull'out sinistro calibrare un cross interessante, forse sporcato dal corpo di un difensore, sul quale Granoche si prodiga in tuffo: palla a lato. Lo Spezia fa partire molto bene l'azione fin dal giropalla imposto daTerzi, autore di un paio di cambi-campo che strappano consensi. Al terzo lancio col contagiri arriva al minuto 12 il gol aquilotto: è Granoche, surclassando Migliorini, a spizzare di testa il servizio del capitano, con palla che arriva a Pessina, bravo ad alzare la testa e trovare Marilungo che infila Radu con un efficace esterno destro "a sfinare". Sterile la reazione ospite, tutta nel tiro sul primo pallo di Bidaoui domato a terra da Di Gennaro.

L'Avellino ci prova, ma lo Spezia non perde la quadratura.
Tratti di partita, qualche affanno di troppo in area di rigore, ma anche un pressing collettivo che esalta i fedelissimi di Viale Fieschi. In un contesto positivo, Mastinu rimane un po' troppo in mezzo alle linee, spesso scavalcato da un gioco che lo coinvolge poco, Bolzoni dopo la grande prova di Vercelli agisce più compassato, protetto da due corridori come Vignali e Pessina, entrambi molto lucidi contro la mediana dell'Avellino che conta un uomo in più. Un paio di ingenuità di palleggio a centrocampo (dannati passaggi orizzontali), l'Avellino protesta per un mani in area di Bolzoni (la palla tocca la coscia poi schizza sull'arto dell'ex Novara) e Molina alla mezz'ora esatta conquista una palla sulla trequarti, fa partire un destro interessante che sfiora il sette: primi veri brividi per la difesa di casa. Gallo vuole più profondità e la ottiene subito, frenando sul nasce la verve dei lupi: fondamentale non concedere tiri facili ad una manciata di minuti dall'intervallo.

Controllo senza ripartenze, i lupi non tirano mai.
Granoche si prende cento punizioni, Vignali qualche licenza poetica di troppo, ma dietro Terzi e Giani hanno sempre prontissimi i loro sacchi di granito, dosati il giusto sul vecchio ma mai domo Luigi Castaldo. E' una squadra in fiducia lo Spezia, che tuttavia non accelera se lo spartito della gara non lo richiede: l'Avellino gioca e soprattutto dalla parte di Bodaoui crea sempre qualcosa di non indifferente con un De Col che ha leve ben diverse e infatti preferisce l'anticipo anziché la sfida vis a vis; ma gli ospiti fanno anche amabilmente giocare uno Spezia rinfrancato dal periodo di gol e risultati. In campo con il vento in poppa, la Ferrovia apprezza e all'intervallo applaude.

SECONDO TEMPO.
La sfida al freddo, alla comprensibile stanchezza che verrà minuto dopo minuto, a soli quattro giorni dalla vittoria di Vercelli e con gli stessi 9/11: ci vuole testa quando il fisico inizierà a cedere e al 3' Di Gennaro si tuffa sulla sua destra per bloccare la capocciata di capitan D'Angelo, sfuggito ai centrali spezzini. Tre minuti dopo l'Avellino trova il pari con una zampata di Castaldo, sfuggito alla difesa e su una mezza uscita abbozzata (sbagliata) dell'estremo ligure: a salvare lo Spezia è la bandierina del guardalinee che coglie l'eterno centravanti in posizione di offside. Ardemagni, fischiatissimo, prende il posto di Paghera all'8' e l'accoglienza riservatagli non è delle più tenere: fischi sonori fin da quando mette piede sul terreno di gioco e accompagna Castaldo al centro dell'attacco. Lo scarto minimo non può far dormire sonni tranquilli e allora ci pensano Vignali e Pessina a catechizzare i compagni: una corsa in più per il compagno, ti fa consumare la metà. Da parte ospite non c'è comunque un cambio di passo nè chissà quale variazione: Novellino preferisce che i suoi facciano cose normali, rimanendo attaccati alla partita, senza prenderne altri.

L'Avellino rinviene piano piano: c'è da combattere sempre.
E' squadra grintosa, brava a riprendere le partite, sagace come il suo allenatore: mai un passo indietro contro l'Avellino di Ardemagni che nel frattempo fa entrare anche l'altro ex Moretti. Il "bomber di Milano" ci prova, malamente, dal limite dopo un buon lavoro di difesa del pallone e con un colpo di testa che si impenna da una punizione tagliata da Di Tacchio. Gallo è tarantolato, danza nell'area tecnica, accompagnando i movimenti della sua squadra, applaudendo sugli errori. E quando si rende conto che si può finire per rischiare troppo, riaccende la luce, cambiando: prima avvicenda Mastinu con Ammari, poi sarà Marilungo a lasciare per l'ingresso di Forte. Tutto senza perdere modulo, impostazioni e marcature. Guai a sprecare quelle rare ripartenze costruite sulle seconde palle e Forte su una di queste non ha la giusta lucidità per scaricare ad un compagno prima di essere ripreso.

Un difensore in più per gli ultimi assalti.
Gallo non si fida affatto dell'Avellino: ha giocatori troppo furbi per non sfruttare al meglio quella mezza palla vagante. E soprattutto sui cross degli ultimi minuti può capitare ciò che l'Avellino ha già saputo fare in passato: per alzare centimetri ed esperienza, il tecnico dello Spezia a spiccioli dal termine passa alla difesa a tre con Capelli per Vignali. Proprio da uno di questi corner, a pochi secondi dal 90' Castaldo si apposta sul secondo palo, ottima la sua torre che serve Moretti: colpo di testa a lato, ma che spreco da quella posizione. Quattro i minuti di extratime, lo Spezia cerca di nascondere la palla, l'Avellino lotta con gli occhi semichiusi, la gente smette di scendere le scale per assistere agli ultimi secondi di una battaglia alla fine vinta. E che porta lo Spezia nei playoff per la prima volta dall'inizio della stagione. Un grande risultato per una squadra che a Parma può girare ancor meglio dei 29 punti di stasera, uno in pi di quanto fece un anno fa prima di San Silvestro la squadra di Mimmo Di Carlo.

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