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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 21.57

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Mora l’anticonformista: “Due gol irregolari del Brescia, un vero peccato”

Il centrocampista analizza il 4-4 del Rigamonti. “Il mio tocco di mano? Ha colpito prima coscia e pancia. Torniamo lo stesso con più certezze. Augello è forte, l’anno scorso mi chiedevo perché non giocasse”.

Il laureando
Mora l’anticonformista: “Due gol irregolari del Brescia, un vero peccato”

La Spezia - Rasatura, tatuaggi, profilo social frequentato almeno quanto il campo di calcio, bistecca con cascata di sale lungo il gomito. No, Luca Mora non rischia decisamente di annegare nei flutti dei luoghi comuni del calciatore di oggi. Neanche quando apre la bocca, e con lo spirito analitico che si confà a un laureando in filosofia sviscera gli episodi di Brescia che hanno lasciato l’amaro in bocca. “Sul primo gol loro c’era un fallo netto su di me. L’arbitro mi ha spiegato che non mi ha spinto con la mano, ma l’ha fatto con il gomito. Peccato perché due dei loro quattro gol sono irregolari. Il rigore fischiato nel finale è inconcepibile, l’ho detto anche all’arbitro: ha fatto un errore clamoroso. Era quasi a fine partita, le squadre erano stanche perché avevamo speso tutti molto. Credo che avrebbero avuto difficoltà a segnare senza quell’episodio. Il rigore va contro lo spirito al gioco del calcio, su un pallone lanciato da sessanta metri con l’attaccante spalle alla porta... L’arbitro poi era molto distante dell’azione. Un vero peccato”.

Il Brescia stesso però ha chiesto a sua volta un rigore per un presunto tocco di mano in area proprio di Mora. “Grazie per avermelo chiesto. Ero a trenta centimetri da BIsoli, la palla ha toccato prima la coscia, poi la pancia e infine la mano. Ne ho parlato anche con lui a fine partita e ci siamo chiariti. Non avrei problemi ad ammetterlo. Ho visto le immagini e l’inquadratura da dietro lascia un’idea diversa. Ma non era assolutamente rigore”.
Le sensazioni del giorno dopo comunque sono positive. “Sì, ne usciamo rafforzati peché potevamo subire il contraccolpo psicologico di non aver vinto contro il Venezia nonostante il dominio. Sono state due partite in cui meritavamo di più, porteremo in campo la rabbia che ci è rimasta dentro sabato prossimo contro la Cremonese. In questa settimana dobbiamo concentrarci sulle tante cose positive che abbiamo fatto senza tralasciare gli errori che abbiamo compiuto. Il Brescia ha avuto tante occasioni per segnare, credo che la fase difensiva sia stata meno precisa da parte di tutta la squadra. Bisogna concentrarci al massimo per non prendere alcun gol contro la Cremonese sapendo che davanti abbiamo tanti ragazzi che possono segnare in qualsiasi momento”.

Il parmigiano è diventato uno dei punti di forza della squadra di Pasquale Marino, con un rendimento altissimo. “E’ sotto gli occhi di tutti che in questi ultimi due mesi sto facendo meglio. Devo cercare di continuare così, ho pagato qualcosa all’inizio dell’anno ma ora le cose vanno meglio. Cerco di cavalcare l’onda. Si sente un’energia diversa attorno alla squadra rispetto a un anno fa. Si sente la fiducia dell’ambiente e quando sei in fiducia sei forte. Difficile fare la differenza in un ambiente non positivo. A cosa è dovuto? Sicuramente la società è stata brava a creare un gruppo di giovani, perché lo siamo per la maggior parte, con qualche ragazzo di esperienza. I trentenni sono quattro o cinque dopotutto. Poi facciamo un gioco più propositivo e c’è un modo di parlare con i giornali e con la piazza che ha fatto capire che serviva unità d’intenti. Mettendo a posto questi tasselli fondamentali credo che poi le cose vadano nella giusta direzione. I risultati ci hanno dato ragione: noi ci divertiamo, il pubblico anche”.

Cosa manca per il salto di qualità che permetta di giocare con le prime della classe? “Un po’ di rammarico per non avere qualche punto in più c’è. Questa serie B è ancora più strana della scorsa. Il Crotone ha avuto difficoltà, il Benevento è quarto, il Verona stesso ha qualche problema. Ci sono qualità che si affinano con l’età, come il cinismo in area. Cerchiamo di fare un girone di ritorno migliore di quello d’andata. Vediamo ad aprile dove saremo”.
La catena di sinistra con Augello e Bidaoui dà spettacolo. “A sinistra ha funzionato bene anche quando hanno giocato Crimi e Pierini. A destra non siamo da meno peraltro. Certe squadre trovano un equilibrio in cui da un lato si crea di più e dall’altro si conclude magari. Di Augello sono felice perché l’anno scorso mi chiedevo come facesse a non giocare un elemento così forte. Credo che sia un dei migliori terzini della B. Bidaoui ha bisogno solo di credere di più in sé stesso: se concretizzasse tutto quello che crea sarebbe in serie A. Qua può lavorare tranquillo, è libero da compiti tattici e sta facendo la differenza”.

Marino è già entrato nell’immaginario della piazza, in molti non vedono l’ora di sapere che sarà il tecnico aquilotto anche la prossima stagione. “Il merito dell’allenatore è creare un sistema di gioco in modo che chiunque entra sappia cosa fare. Quando entri in campo nello Spezia sai sempre quali sono i tuoi compiti e questo credo sia il grande merito del nostro tecnico”. Tre punti contro la Cremonese riporterebbero in zona play-off. “Hanno fatto acquisti importanti, hanno cambiato modulo di gioco e li studieremo in settimana per far valere il fattore campo. Noi veniamo da tre pareggi al Picco pur avendo fatto grandi partite contro Lecce, Palermo e Venezia. Essendo giovani dobbiamo trovare le nostre certezze in casa”.

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