Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30 Settembre - ore 10.54

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Mora: "Quel palo al Bentegodi, un segnale"

Il centrocampista aquilotto: "Bello sentire scooter, clacson e cori dall'albergo".

"GRAZIE TIFOSI"
Mora: "Quel palo al Bentegodi, un segnale"

La Spezia - “Prima dei playoff ci siamo detti: comunque vada l'andata, ricordiamoci che giochiamo sui 180 minuti”. Una sottolineatura, quella di Luca Mora nel postpartita, che dice tanto sullo spirito e la qualità messi in campo stasera dallo Spezia nella vittoria per 3 a 1 sul Chievo, che apre le porte della finale playoff. “Puntualmente siamo stati dati per finiti dopo i primi 90 minuti – ha continuato – ma noi ci abbiamo sempre creduto, abbiamo riflettuto sugli errori, ci siamo riposati, ben decisi a mettere in campo la miglior prestazione. Del resto già mille volte abbiamo dimostrato di saper reagire. Ora siamo a metà dell'opera. Sia Frosinone che Pordenone sono grandi squadre. Ma noi non siamo mai morti, siamo forti e dobbiamo recuperare e credere in noi stessi. Più attenzione già dalla gara d'andata e cattivi come oggi. Giocheremo quest'ultimo atto sperando di regalare un sogno alla città”.

“Tre giorni fa tutti morti e stasera alla grande? Non è possibile sia così – ha continuato -. Nel calcio conta la dimensione psicofisica nella sua complessità. A Verona abbiamo preso gol dopo un minuto, cosa che un po' ci ha demoralizzato galvanizzando loro. Stasera è accaduto il contrario. E siamo mentalmente partiti dal palo che, all'andata, ha negato la terza rete al Chievo, che avrebbe reso le cose ancora più difficili. Ci siamo detti: ripartiamo da lì, un bel segnale, i segnali per le rimonte servono”.

Il centrocampista, stasera entrato nel finale, ha parlato anche dell'eccezionale cornice che ha accompagnato i ragazzi di Italiano al Picco: “Giocare senza pubblico è strano, a volte non ci si rende quasi conto dei traguardi per cui giochi. Oggi in albergo cominciare a sentire clacson, scooter e cori ha sottolineato l'importanza della partita. Bello avvertire i tifosi vicini. Il calcio è fatto da tutti: sostenitori, calciatori, società”. E anche se gli spalti erano vuoti... stasera sembravano pieni: “Ci siamo divisi tra panchina e tribuna per sostenere chi giocava. In queste condizioni si sente tutto, è possibile dare una mano ai compagni, dire a uno di tornare. Siamo un gruppo con poca invidia e tanta partecipazione, è la nostra forza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News