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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 21.22

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Monte ingaggi, lo Spezia dietro le "paracadutate"

Torna a correre la spesa per gli stipendi dei calciatori di Via Melara, in un contesto in cui la serie B tende a risparmiare. I conti tornano alle retrocesse e alle neopromosse, per le veterane della categoria è sempre più difficile.

Monte ingaggi, lo Spezia dietro le `paracadutate`

La Spezia - Calano i monte ingaggi in serie B, ma non in casa Spezia. Nella stagione 2016/17 le spese per gli stipendi del parco calciatori sono tornate a crescere nel club aquilotto, che rispetto a un anno fa (vedi Il settimo posto figlio del settimo monte ingaggi) ha garantito circa 600mila euro in più di emolumenti. Un dato che porta Via Melara al quarto posto tra le società più munifiche, dietro solo alle tre retrocesse Verona, Carpi e Frosinone. Grazie al paracadute garantito dalla serie A, queste hanno potuto lavorare al rialzo per trovare subito la promozione. Una, il Verona, c'è già riuscita. Le altre invece si sfidano in questi giorni per l'accesso alla fine dei play-off.
E' ovviamente la Spal la vera sorpresa della stagione, anche in virtù di un monte ingaggi ancora parametrato alla Lega Pro (sopra i 3 miioni). Una soglia che può garantire gloria o sofferenza: il miglior esempio viene dal Trapani che ha speso 3,5 milioni di euro circa sia nel 2016 che nel 2017, ma in un caso ha sfiorato la serie A e nell'altro è retrocesso. Hanno centrato gli obiettivi nonostante un occhio severo ai conti anche la Pro Vercelli e il Perugia.

Il peso dei prestiti. Gli umbri sono funzionali a una considerazione non secondaria, ovvero il peso dei prestiti. Il Grifone ha in rosa una decina di ragazzi arrivati da altri club, spesso di serie A, mentre lo Spezia ha oscillate tra tre e quattro. E' normale dunque spendere di più in questo caso, ma per giocatori che sono patrimonio del club e quindi, in teoria, possono generare una futura plusvalenza. Discorso che vale solo sulla carta: c'è da dire che nella fattispecie i vari Signorelli, Datkovic e Granoche non rientrano in questa casistica.
Spezia in controtendenza. In generale la media dei monte ingaggi si è abbassata, passando da un cumulo stipendi medio di 5,3 milioni a club a 4,9 milioni di euro. Gli aquilotti sono un'eccezione visto che come detto hanno ripreso a far correre la spesa. La stagione intera costa al socio unico Social Sport più di 16 milioni di euro. Non sono più i tempi dei 22 milioni del 2014, ma lo Spezia rimane un peso massimo nella categoria. C'era d'altra parte da parare il colpo dell'addio dei croati in prestito dal Rijeka, che nella stagione 2015/16 formavano l'ossatura della rosa. Sluga, Milos, Canadjija, Misic, Kvrzic e Brezovec erano presenti in campo quanto leggeri sui conti, visto che venivano in buona parte saldati dai "cugini" fiumani del presidente Damir Miskovic.

Le "paracadutate" dominano. Come da facile previsione, il primo anno di applicazione del paracadute ha dato una marcia in più alle neoretrocesse. Basti pensare ai 25 milioni incassati dal Verona, che hanno in pratica reso del tutto indolore la categoria persa, e ai 10 finiti nelle tasche di Frosinone e Carpi. E non deve stupire neanche il buon campionato delle neopromosse Spal, Benevento e Cittadella. A livello gestionale a un rosa collaudata con costi da categoria inferiore come base di partenza, chi riesce ad aggiungere qualche elemento di categoria superiore può davvero riuscire a ottenere grandi risultati con spese relativamente contenute.
Soffrono le veterane. Ecco che, per paradosso, la storia diventa difficile per le veterane della categoria come lo Spezia. Con un dividendo dei diritti Tv cronicamente insufficiente per le spese che la cadetteria impone, e in mancanza di una puntata in serie A, è sempre più difficile far quadrare i conti senza rischiare di mettere in piedi un progetto tecnico non competitivo. Via Melara però è uno dei pochi club con un'arma in più, ovvero il settore giovanile da cui ha attinto a piene mani in stagione e a cui è destinato ad appoggiarsi sempre più in futuro. I vari Maggiore, Ceccaroni, Okereke e Vignali - in maniera diversa - hanno garantito prestazioni a basso costo. Per sognare davvero però bisogna non sbagliare gli acquisti di categoria, pochi o tanti che siano.

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