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Ultimo aggiornamento: Lunedì 17 Giugno - ore 17.40

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Marino scrive alla città: “E’ la partita dell’anno”

Il tecnico aquilotto non si nasconde: “Partita fondamentale, tre punti che potrebbero bastare per fare i play-off. Chi gioca con la mente libera, gioca meglio. Maggiore? Senza infortuni avrebbe segnato anche di più”.

L'appello ai tifosi
Marino scrive alla città: “E’ la partita dell’anno”

La Spezia - La partita che vale una stagione è arrivata. I tre punti di domani sono quelli che possono proiettare lo Spezia ai play-off, obiettivo di inizio stagione. Un percorso che poteva procedere senza intoppi se Foggia e a Cosenza non avessero fatto valere il fattore campo, anche in fatto di pressione sui direttori di gara che ha portato a qualche errore decisivo. Il fattore campo potrebbe invece non essere dalla parte degli aquilotti domani, almeno nei numeri. La prevendita a stamattina non fa registrare un picco di richieste come in altri tempi ci sarebbe stato da attendersi. Gli ultras da parte loro hanno chiamato ad alzare il livello del volume per non lasciare nulla di intentato. “Domani è fondamentale, perché potrebbe significare al 90 per cento essere ai play-off contando tutti gli incroci. Mi auguro che la gente ci dia una mano, domani è la partita dell’anno”, dice Pasquale Marino.

Come sta la squadra?
“Quando ci sono partite ravvicinate, tra cui facciamo solo allenamenti di scarico, non si riesce a valutare bene. Quello che sta meglio è Maggiore, ma ho il dubbio se farlo iniziare per la terza partita di seguito dal primo minuto. Devo parlare con loro, compresi Mora e Ricci che però mi preoccupano di meno”.

Difficile tenere fuori un Maggiore in questo stato di forma
“Se non avesse avuto tanti problemi fisici in stagione poteva fare anche più gol dei quattro che ha segnato. Ha la capacità di seguire l’azione e inserirsi con i tempi giusti. Ha personalità e ha fatto una crescita importante”.

La doppia parata di Brignoli vi ha negato un possibile vantaggio. Chissà cosa poteva succedere a quel punto.
“C’era più rammarico nelle scorse settimane, a Foggia e a Cosenza passando per il Perugia. Il Palermo ha avuto qualche occasione in più, noi ci siamo sciolti solo nel secondo tempo. Il risultato non ci lascia particolare rammarico questa volta”.

Si fanno calcoli su calcoli, partendo dal presupposto che chi non ha più obiettivi giochi con il freno a mano tirato.
“Il Padova ha dimostrato che chi gioca con la mente libera, gioca meglio. Uno può pensare che chi non ha più stimoli entri in campo scarico, ma non è così. Ci sono situazioni imprevedibili”.

Contro le prime quattro lo Spezia non ha mai perso...
“Ancora dobbiamo giocare contro il Lecce. Sappiamo che probabilmente abbiamo perso qualche punto di troppo con le squadre che ci stanno sotto. Però in effetti tra Padova, Carpi... potevamo fare qualcosa di più”.

Okereke è recuperato?
“E’ un po’ affaticato ai flessori. Vediamo se è il caso di gestirlo. Stamattina aveva ancora qualche problemino, vediamo domani”.

Cosa ne pensa di questo Crotone in serie positiva?
“Il Crotone ha fatto un girone di ritorno da squadra forte. Chiaramente all’andata hanno fatto fatica a tuffarsi nella categoria. Hanno un organico da prime posizioni, solo Brescia Lecce e Benevento hanno fatto meglio di loro. Giocano bene a calcio, sanno palleggiare... conosciamo le difficoltà. Hanno sempre giocato con il 3-5-2 ma si muovono molto bene, non stanno fermi nelle stesse posizioni. Simy? Un ottimo giocatore, anche l’anno scorso ha fatto molto bene”.

E lo Spezia come sta?
“Superato il periodo di flessione, anche dal punto fisico abbiamo dimostrato di andare in crescendo. Stiamo lavorando bene, importante domani fare bene per proseguire nel nostro percorso”

Era arrabbiato per come sono arrivati due gol al passivo al “Barbera”?
“Eravamo troppo timorosi. La difficoltà che ci ha creato il Palermo sono state frutto di errori nostri. Ci siamo espressi solo nel secondo tempo, sprecando molto meno sul piano del palleggio, con pochi errori tecnici. A quel punto sono usciti i movimenti che avevamo preparato. I primi a non essere contenti erano loro perché si rendono conto che quando fanno quello che sanno fare, possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

A.BO.

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