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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Gennaio - ore 20.41

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MBALA RISOLVE UNA PRATICA CHE SEMBRAVA PERDUTA!

Dopo un primo tempo condotto e culminato nel vantaggio di Gyasi, propizionato da Bastoni, il Cagliari torna in campo e in sei minuti rimonta: Joao Pedro prima e Pavoletti dopo riportano avanti i sardi. Mo lo Spezia non muore mai e pareggia su rigore.

DECISIVO PICCOLI
MBALA RISOLVE UNA PRATICA CHE SEMBRAVA PERDUTA!

La Spezia - CAGLIARI-SPEZIA 2-2
Marcatore: 36'pt Gyasi; 7'st Joao Pedro, 14'st Pavoletti; 49'st rig. Nzola

CAGLIARI (4-2-3-1)
Cragno; Zappa, Walukiewicz, Klavan, Carboni; Marin, Rog; Ounas (32'st Faragò), Joao Pedro, Sottil (43'st Caligara); Pavoletti (32'st Cerri). A disp. Aresti, Vicario, Tripaldelli, Pinna, Tramoni, Pisacane, Oliva, Contini, Cusumano. All. Eusebio Di Francesco

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Ferrer (1'st Sala), Terzi (17'st Chabot), Erlic, S. Bastoni; Estevez (17'st Deiola), Ricci (38'st Piccoli), Maggiore; Farias, Nzola, Gyasi (34'st Agudelo). A disp. Krapikas, Rafael, Acampora, Marchizza, Agoume, Ismajili, Vignali, Agudelo, Piccoli. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Valerio Marini della sezione di Roma1.
Assistenti: Pagliardini di Arezzo e Sono di Soverato.
Quarto ufficiale: Maggioni di Lecco.
Var: Giacomelli di Trieste
Avar: Costanzo di Orvieto
Ammoniti: Ferrer, Terzi, Estevez, Chabot
Recupero: 1'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
17.25 - L'alluvione di Nuoro scuote la Sardegna nella domenica-ricordo per Diego Armando Maradona. Luci accese alla Sardegna Arena con due squadre in buona condizione mentale: sia i rossoblù che gli aquilotti sono reduci da una vittoria in Coppa Italia, che potrebbe dare una marcia in più ad entrambe le compagini. Anche perchè in coda si corre e dopo il pari imposto dal Benevento alla Juve, anche l'Udinese vince, a sorpresa in casa della Lazio. I sardi fin qui hanno collezionato 10 punti in classifica, frutto di tre vittorie e un pareggio: due dei tre successi cagliaritani sono arrivati proprio tra le mura amiche. D'altro canto la truppa di Vincenzino Italiano dista appena un punto e il rendimento esterno dice due successi (Udinese e Benevento) e un pareggio, quello del Tardini di Parma.

17.37 - Scelte forzate per Di Francesco, tecnido del Cagliari: le assenze di Godin, Lykogiannis, Nandez e Simeone sono pesanti nell'economia dell'undici partenza, schierato secondo un 4-2-3-1: in difesa Klavan sostituirà il Faraone, sull’out di sinistra Tripaldelli dovrebbe partire dall’inizio; in avanti rossoblù a trazione offensiva con Ounas e Sottil larghi e Pavoletti, che oggi compie gli anni. Italiano non potrà contare su Mattiello, Mora e soprattutto Pobega, ma la lista degli indisponibili sarebbe anche più lunga considerando i lungodegenti: undici giocatori diversi da quelli che hanno vinto a Bologna con l'ex Farias pronto a farsi rimpiangere dalla sua ex squadra.

PRIMO TEMPO
Adios Diego. La serie A e anche la Sardegna Arena omaggiano Diego Armando Maradona, morto mercoledì pomeriggio e ricordato in tutti gli stadi del mondo. E così sotto la maglia azzurra indossata dallo Spezia come fu a Udine, l'argentino Nahuel Estévez porta una maglia dedicata al Pibe de Oro: al netto di ogni giudizio possibile, ognuno ricorda il campione di Lanus a modo suo e così sarà al 10' di gioco come su ogni campo di calcio. La cronaca e la tattica, cose da dire subito osservando il primo quarto d'ora di partita: lo Spezia importa il giro-palla, Di Francesco vuole un Cagliari corto e pronto a partire in contropiede, innescando magari quel Pavoletti che trova da subito la francobollatura del suo marcatore, Martin Erlic. L'impressione è che più di altre volte Terzi e compagni ricorrono alla profondità, innescando le sponde di Nzola sia per gli esterni d'attacco che si propongono, sia per i centrocampisti che appoggiano l'offensiva. Rossoblu ben messi in campo, non c'è che dire. Al 12' prima giocata della gara del Cagliari e gran tempismo di Provedel, provvidenziale con il corpo a fermare le voglie di Ounas, sfuggito prima a Bastoni (che inciampa nel tentativo di chiudere una diagonale) poi a capitan Terzi, dribblato sul posto con un gioco di bacino di grande livello. La risposta dello Spezia arriva subito, grazie alla caparbietà di Nzola che si avventa su una palla apparentemente persa ma non ha la solita collaborazione dei compagni, rimasti attardati. Al 16' la prima occasione della gara la propizia Farias che doma con la suola una palla orizzontale e dal limite dell'area cerca il tiro ad effetto che già aveva fatto piangere Fiorentina e Bologna: fuori sì ma di poco.

Lo Spezia esce alla distanza, Cragno toglie a Farias lo gioia del gol dell'ex.
Equilibrio sì ma tutto quanto nella dinamica calistica perchè Cagliari e Spezia giocano a calcio volentieri: sull'asse Gyasi-Ferrer lo Spezia può creare grattacapi e su una loro giocata si inizia a vedere quello stile di gioco che porta diversi giocatori in area di rigore avversaria. Altro aspetto tattico interessante: nella fase difensiva il regista aquilotto Matteo Ricci gioca praticamente a uomo su Joao Pedro, il capitano e fantasista del Cagliari ma lo Spezia alla lunga sembra poter salire in cattedra. Repetita iuvant è il mantra di Italiano che ripete ai suoi di continuare a giocare come sanno e al 23' i suoi ragazzi confezionano una grandissima palla gol propiziata dal lavoro di Nzola che difende e gestisce un pallone per servire Farias: l'attaccante di Sorocaba non perde la chiamata, alza lo sguardo e conclude con forza verso la porta trovando Cragno pronto alla deviazione a mano aperta. Possesso palla in mano agli ospiti, il Cagliari si prende uno stop intorno al 27' ma niente di particolare: l'esperienza e la dedizione tattica richiesta da Di Francesco tengono a galla i sardi.

Che lavoro Bastoni: come costruire un assist perfetto che Gyasi devo solo spingere in porta.
Il corpo di Estevez vale un'assicurazione sulla vita: se al 32' l'argentino non fosse stato sulla traiettoria sarebbero stati dolori perché forse per la prima volta il Cagliari arriva fino in fondo con tutte le armi giuste per passare. La gara sale di tono e lo Spezia passa in vantaggio al 35': che cosa ti combina Simone Bastoni da Piana Battolla, insiste su una palla mezza morta, la riconquista e la mette dentro, forte, tagliata e soprattutto proprio dove spunta Emmanuel Gyasi che arriva puntuale in scivolata e insacca imparabilmente con il destro. E' la prima volta per l'italo-ghanese che festeggia con la solita danza gioiosa. Bisogna stare molto attenti ai cartellini, a lungo andare fanno la differenza e in soli 45' lo Spezia ne mette insieme tre e bisognerà metterci la testa per evitare guai peggiori. Pavoletti usa l'esperienza per guadagnarsi un fallo a tempo scaduto e ci vogliono i riflessi di Provedel per togliere dal sacco l'incornata di Walukiewicz a fil di sirena. Intervallo, avanti Spezia.

SECONDO TEMPO
Una staffetta annunciata quella fra Salva Ferrer e Sala, corroborata dall'ammonizione patita dal difensore catalano: tocca all'ex doriano nei secondi 45' che il Cagliari intraprende da subito con un pressing forte sui portatori di palla fin della trequarti avversaria. I terzini di casa possono aumentare il numero di giocatori che appoggiano le idee di Marin e Rog, i due playmaker di Di Francesco: immediato il contro-pressing ordinato da Italiano, a dimostrazione che fra Cagliari e Spezia è anche e soprattutto una partita a scacchi, fatta di corsa e tanta, tantissima tattica. E così nell'equilibrio è un'improvvisa giocata individuale a cambiare le cose: al 7' Joao Pedro, proprio il giocatore più atteso, si ritrova una palla d'oro sui piedi e non ci pensa due volte, bucando Provedel con un diagonale imparabile. Il gol cambia l'inerzia, ora la biglia è gestita dai sardi ma lo Spezia non deve fare l'errore di disunirsi e, soprattutto, snaturare la propria filosofia: accompagnare qualsiasi iniziativa, coinvolgere le ali e correre tutti insieme. Velleitario il tiro di Estevez al 12' che non impegna più di tanto Cragno, tutto il contrario di quel che succede un minuto dopo quando Pavoletti, che non segnava dal maggio del 2019, anticipa Terzi e chiude con il tacco una bella iniziativa dei suoi sulla fascia destra che aveva portato Zappa al cross.

I cambi di Italiano, l'orgoglio dello Spezia. Ma Ounas si mangia il 3-1 che chiuderebbe la vicenda.
Tutto completamente cambiato in soli sei minuti, inutile rammaricarsi. Deiola e Chabot per Estevez e Terzi, il gol subito anticipa ogni scelta perché serve una rinfrescata atletica per provare a rincorrere: la qualità dei singoli premia un Cagliari che si ritrova davanti senza aver costruito chissà che ma questa è la serie A e bisogna abituarsi al tasso tecnico altrui. L'uno-due dona tranquillità, i sardi si sono svegliati e al 24' sprecano il gol che chiuderebbe i giochi: Sottil salta netto Sala, alza la testa e server sul secondo palo un Ounas a cui basterebbe centrare la porta, cosa che incredibilmente non riesce a fare. Non c'è gloria da calcio d'angolo nemmeno per Chabot che salta bene nella mischia ma non trova lo specchio, idem per Farias che arriva in ritardo sull'imbeccata di Nzola che aveva recuperato una palla preziosissima su un possesso poco convinto del Cagliari: ma almeno lo Spezia gioca e lotta, malgrado tutto sia contro e Maggiore ci arriva tardi sulla deviazione finale di un calcio d'angolo. Il 2-1 resiste anche quando Sottil vola sulla mancina ma calcia addosso ad un Provedel che dimostra senso di piazzamento: è chiaro che attaccando con più uomini ancora, lo Spezia regala spazi che potrebbero sigillare ogni discorso a favore dei rossoblu.

Piccoli entra e cambia il match, si procura un rigore che Nzola sigla con freddezza.
La carta Piccoli nel finale per avere più centimetri da usare negli eventuali traversoni: è Ricci ad uscire con Maggiore che si piazza in regia per l'assalto finale e Spezia che si schiera con un 4-2-4 che lascia poco all'immaginazione. Un assalto sulla carta perché è il Cagliari semmai a farsi vedere dalle parti di Provedel in un finale convulso in cui lo Spezia non sembra avere la giusta lucidità per portare a casa un pari che non sarebbe una ruberia anche se, va detto, nel secondo tempo la squadra di Di Francesco è andata in cattedra con quel break letale con cui ha costruito la rimonta. I pugni e l'isitnto di Cragno bastano e avanzano a deviare in angolo la botta al volo di Piccoli servito da Sala: è l'unica vera occasione nel forcing finale degli aquilotti che nemmeno nei 4' di extratime riescono ad imbastire la giocata che varrebbe il pari. Quando tutto sembra finito, quando i titoli di coda sono pronti ad essere imbastire succede l'incredibile: è il secondo minuto di recupero quando Piccoli frana in area, materializzando un calcio di rigore pesantissimo per lo Spezia. Nopn c'è Matteo Ricci e sul dischetto si presenta Mbala Nzola che congela il sangue nelle vene, il suo e quello di una città interna e spiazza Cragno. Finisce qui, è un pari strappato con i denti e anche fortuna visti gli errori dei padroni di casa, ma è un punto che vale tantissimo.

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