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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Gennaio - ore 16.42

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MAGGIORE COME LA PIAZZA E IL VIAGGIO NON SI FERMA QUI

Un altro capitolo del libro di Italiano e dei suoi ragazzi che segnano quattro gol a Mihajlovic dopo un extratime deciso da Giulietto con una doppietta. Piccoli aveva aperto il pomeriggio, Krapikas lo aveva salvato, Farias lo cambiava per sempre.

il 13 gennaio con la roma
MAGGIORE COME LA PIAZZA E IL VIAGGIO NON SI FERMA QUI

La Spezia - BOLOGNA-SPEZIA 2-4
Marcatore: 5'pt Piccoli; 13'pt Barrow, 46'pt Orsolini; 21'st Farias, 9'pts Maggiore, 13'sts Maggiore

BOLOGNA (4-2-3-1): Da Costa; De Silvestri, Tomiyasu, Medel (6'pts Hickey), Denswil; Dominguez (37'st Palacio), Soriano; Orsolini, Svanberg (21'st Poli), Vignato (21'st Sansone); Barrow (6'sts Rabbi). A disp. Skorupski, Paz, Mbaye, Calabresi, Baldursson, Schouten, Ruffo Luci. All. Siniša Mihajlovic

SPEZIA (4-3-3): Krapikas; Sala (15'st Mattiello), Ismajli, Chabot, Marchizza (40'st Vignali); Deiola, Agoumé (6'sts Terzi), Mora (40'st Maggiore); Agudelo, Piccoli, Acampora (15'st Farias). A disp. Rafael, Erlic, Estevez, Ricci, Nzola, Gyasi, Mastinu. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Volpi di Arezzo.
Assistenti: Raspollini e Massara
Iv Uomo: Rapuano
Ammoniti: Marchizza, Dominguez, Medel, Agudelo, Chabot, Deiola, Soriano, Maggiore, Sansone
Recupero: 1'(pt), 4'(st)
Note: al 90' Krapikas para un rigore a Barrow

PRE-PARTITA
17.15 - E' un pre-partita che deve fare i conti con una notizia che scuote tutto quanto il mondo del calcio e, visto il personaggio, anche chi al pallone non è interessato: dall'Argentina il quotidiano "El Clarin" batte la notizia che qualsiasi appassionato di football non vorrebbe mai leggere: in seguito ad un arresto cardiorespiratorio a 60 anni è morto Diego Armando Maradona. El Pibe de Oro, il giocatore più forte e popolare dell'ultimo mezzo secolo se ne va, uno che pur con tutte le sue contraddizioni, è stato un grande interpreti dei sogni che questo sport sa animare nell'immaginario di tutti, dai più piccoli fino agli anziani.

PRIMO TEMPO
Un altro pomeriggio di calcio con tutt'altri interpreti ma lo stesso rosario da declamare cercando come sempre di fare la prestazione senza precludersi nessun epilogo possibile, anche quello che porterebbe di diritto agli ottavi di finale. Al Dall'Ara il fischio d'inizio arriva una decina di minuti dopo che la notizia della morte di Maradona faccia il giro del web e arrivi naturalmente anche in Italia: impossibile rimanere disinteressati da una vicenda così planetaria che supera ogni confine argomentativo. Ci sono però da giocare 90' con la medesima voglia vista in campo in questi primi due mesi di stagione e Vincenzo Italiano, confermando il fedele 4-3-3 cambia tutto, almeno negli interpreti: con Krapikas tra i pali, il quartetto difensivo è composto da Sala, Ismajli, Chabot e Marchizza. A centrocampo, maglia da titolare per Agoume che agisce da regista con Deiola e Mora come cursori di centrocampo; in attacco, spazio all'inedito tridente Acampora-Piccoli-Agudelo. Uno Spezia corto e corale, con Acampora che, da una posizione di ala sinistra, porta a spasso palla e avversari e al 5' gli aquilotti passano con una certa normalità: perentorio ed improvviso il diagonale con cui Piccoli fredda Da Costa, appena dentro l'area con una conclusione sul primo palo imparabile. Un gol che premia il giovane attaccante che una volta ricevuta la sfera, non ci pensa due volte.

Subito Piccoli, che bomba! Barrow rimedia subito e il Bologna sale in cattedra: palo di Svanberg.
Una rete che fa arrabbiare non poco Mihajlovic come sempre molto carico al cospetto dei suoi giocatori che già al 12' riacciuffano il punteggio con un diagonale imparabile di Barrow, scappato sulla destra da una posizione che lo Spezia contesta senza avere ragione. Barrow segna e Italiano si arrabbia perché al di là delle qualità dell'attaccante avversario, la difesa avrebbe dovuto leggere prima e meglio la giocata, mandando in fuorigioco il numero 99 di Mihajlovic oppure facendo un basso indietro per non farsi scavalcare. Lezioni da imparare, ma lo Spezia quando gioca a pallone lo fa alla sua maniera, con diversi contropiediesti in campo che sanno portarlo: lo fanno bene sia Mora che Acampora, aiutati dai movimenti di Piccoli, di sponda e di spazi creati. Bravo e conentrato il portiere aquilotto Kaprikas che al 28' usa istinto e senso della posizione per fermare il colpo sotto di Svanberg, uscito bene dalla linea immaginaria del fuorigioco, poi nel proseguo dell'azione è il palo a graziare gli aquilotti, sempre sulla conclusione di Svanberg, troppo libero di calciare dal centro dell'area di rigore.

Vignato e Agudelo sono i mister imprevedibilità. Kaprikas c'è ma nel finale non può nulla su Orsolini.
Un finale di tempo più "telefonato" della prima mezzora anche se il Bologna sembra essere più bravo di altre squadre a togliere l'iniziativa ai bianchi, imponendo un giropalla che obbliga i bianchi a correre di più per riconquistare la sfera e a spendere un giallo come accade a Marchizza per fermare una ripartenza di Soriano. Vignato da una parte e Agudelo dall'altra sembrano i giocatori sul terreno di gioco più capaci di dare imprevedibilità ad un'idea: l'ex viola al 40' è protagonista di una discesa interessantissima che culmina con il passaggio all'indietro alla ricerca di un rimorchio che non c'è. E' un pomeriggio che col passare dei minuti diventa sempre più umido e quando pensi che il riposo sia epilogo logico la gara trova le fiammate del talentuoso Orsolini: partendo da destra l'ex atalantino punta dritto Marchizza, sposta la palla sul destro per giungere ad una conclusione a giro che Krapikas fa sua con un bel volo sulla sua destra. Bologna pericoloso anche nel recupero e stavolta il portiere aquilotto non può sulla stoccata di Orsolini che riceve il cross da destra di un Soriano in posizione da rivedere, e batte sul primo palo.

SECONDO TEMPO
Tre gol in un tempo, due dei quali andrebbero rivisti perché anche il vantaggio dello Spezia potrebbe essere viziato in partenza da un fallo di Sala: rimane a noi misterioso il perché in Coppa Italia non venga usato il Var visto che anche questa manifestazione è organizzata dalla Lega di serie A sotto l'egida della Federcalcio. Una considerazione che non avrà risposta mentre sul campo Italiano vuole rivedere lo Spezia compatto dei primi 20', non certo quello che ha subito la pressione del Bologna culminata con il gol nel recupero della prima frazione: non avrà avuto certo parole di circostanza nei confronti dei suoi giocatori nei 15' d'intervallo. E i bianchi rientrano con un piglio che fa sperare e che trova la collaborazione dei terzini Marchizza e Sala: così facendo i rossoblu si schiacciano si può tentare di essere di nuovo pericolosi. Ci prova da lontano Acampora ma il suo sinistro esplode estemporaneo e lontano dallo specchio anche se il centrocampista partenopeo è uno dei migliori del pomeriggio di Bologna. Linea alta e Spezia che rischia grosso quando la palla passa: provvidenziale il piede sinistro di Krapikas che ferma il tiro non irresistibile del solito Barrow. Bologna attendista, d'altro canto il risultato è favorevole agli emiliani e non avrebbe senso forzare contro un avversario che avrà l'ambizione di provarci sino alla fine: Italiano vuole quel qualcosa in più e gli ingressi di Mattiello e Farias per Sala e Acampora sono scelte che vanno in questa direzione. Un cartellino giallo a Chabot che con tutta probabilità doveva essere per Marchizza grazia lo Spezia altrimenti costretto all'inferiorità numerica visto che il difensore nazionale under 21 era già finito nell'elenco dei cattivi.

Piglio giusto e sostituzioni, Farias pareggia il conto con un gran gol.
Mihajlovic tiene i reparti vicini, lo Spezia sbatte contro i muretti di centrocampo ma ha il piglio di chi non ha affatto smesso di crederci e al 21' segna il pareggio: a Diego Farias sono sufficienti 5 minuti dal suo ingresso per raccogliere la sontuosa preparazione di Piccoli (da rivedere il suo colpo sotto), superare in dribbling Denswil e infilare Da Costa con il piatto sinistro, praticamente telecomandato all'angolo più lontano. In pratica una rete alla Farias che sa essere micidiale quando ha modo di mirare la porta. Anche il Bologna cambia: dentro Poli e Sansone, due pezzi da novanta per Mihajlovic che passeggia nervosamente davanti alla sua panchina, evidentemente non contento dell'atteggiamento da parte dei suoi dall'inizio del secondo tempo. Lo Spezia attacca con mezza dozzina di uomini e col passare dei minuti, come già ero successo nelle altre apparizioni, Agoumè esce alla distanza: 18 anni e non sentirli per il giovane virgulto di proprietà dell'Inter che, nella posizione più difficile del calcio, gioca con una sicurezza impressionante. Era già stato decisivo nella prima frazione e Krapikas si conferma anche nel secondo tempo uscendo con tempismo sui piedi di un Barrow lanciatissimo: il capitano della nazionale under 21 della Lituania usa tutta la sua fisicità per coprire la porta alla stoccata dell'attaccante gambiano.

E' un Krapikas paratutto, anche il rigore di Barrow al 90'. Il 2-2 manda tutti ai supplementari
La gara scorre senza diventare mai brutta e noiosa ma è chiaro che anche la fatica inizia ad emergere: e così lo spettro dei supplementari inizia a bussare ai plexiglass del Dall'Ara a meno che una delle due trovi il guizzo che eviterebbe l'extratime. Insieme a Vignali e Maggiore, che prendono il posto di Marchizza e Mora, c'è anche Palacio nella ridda di sostituzioni: un po' per dare fiato agli altri, un po' per avere giocatori freschi nell'eventuale mezz'ora di supplementari. C'è soprattutto un Krapikas attento e tempista nelle uscite sui piedi di Soriano prima e proprio Palacio dopo. Lo Spezia ritroverà pericolosità con Agudelo ma il peccato mortale lo fa la difesa aquilotta che non copre nulla su una punizione lampo battuta dal Bologna che manda in porta Palacio: l'argentino sfida Krapikas che rimane in piedi e così prova a dribblarlo. Il lituano non può fare altro che fermarlo con le cattive e il rigore è conseguenza naturale: tocca a Barrow allo scadere guadagnare il dischetto per il gol che a questo punto varrebbe la qualificazione ma Krapikas intuisce l'intenzione, si tuffa sulla sinistra e salva ancora una volta la porta. Si va così ai supplementari non prima che Piccoli, lanciato in contropiede, non chiuda come dovrebbe un diagonale in corsa. Sarebbe stato un gol a suo modo epocale dopo una partita così ma non era semplice fare meglio dopo un'ora e mezzo di battaglia.

PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE
Trenta minuti in più e se non basteranno saranno i calci di rigore a dire chi fra Bologna e Spezia meriterà la Roma negli ottavi di finale. E' una questione mentale ma anche fisica: chiaro che una corsa in più o in meno possono fare la differenza se un gol può valere tutto. A questo punto l'estetica finisce in archivio: quello che si ripresenta in campo è un Bologna pratico, che verticalizza quando può anche per risparmiare fiato e sfruttare le abilità di Palacio. Italiano chiama più volte Vignali alla marcatura e catechizza i suoi: guai ad abbassarsi, anche gli avversari sono stanchi e possono andare in difficoltà.

La profezia di Vincenzino, la magia di Farias e il 3-2 di Giulietto
Nemmeno il tempo di dirlo che la profezia si avvera: il solito gioco senza palla, il mantra di Vincenzino che sembra lanciare lui con la forza del pensiero la giocata che porta Farias a premiare la corsa intelligente di Maggiore che esce dalle marcature e si ritrova a tu per tu con Da Costa: diagonale centrale ma sufficientemente pernicioso per passare ed insaccarsi. Mihajlovic tradisce tutta la tensione del pomeriggio sedendosi in panchina a guardare la partita con un sorriso nervoso che sa di urlacci nei brevi attimi di pausa tra i due supplementari.

SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE
"Ancora 15 minuti, forza!". L'incitamento incessante di Italiano squarcia il silenzio freddoloso del Dall'Ara: per scrivere un altro fantastico capitolo di questa storia lo Spezia non deve mollare nulla fino al 120' ben sapendo che in un modo o nell'altro il Bologna ci proverà. Fuori misura la botta di Sansone dalla distanza mentre al 6' Orsolini riesce a superare Krapikas e ad insaccare ma a fermarlo è l'assistente che lo pesca in fuorigioco. Lo Spezia spreca potenziali occasioni di ripartenza, i giocatori in campo sembrano un po' accecati dalla stanchezza e Italiano getta nella mischia capitan Terzi che servirà sulle palle aeree che pioveranno negli ultimi minuti.

L'impatto di Maggiore sul match è impressionante: la doppietta che vale la qualificazione.
Il Bologna se la gioca sino alla fine, lo Spezia non chiude gli spazi come dovrebbe e si soffre: ora anche il palleggio è approssimativo e su un passaggio sbagliato i felsinei non hanno la freddezza che manderebbe tutti ai rigori mentre poco dopo è Chabot a togliere letteralmente dai piedi una biglia che poteva fare malissimo. Non certo il diagonale del neo-entrato Rabbi che sfiora il palo ma la ceralacca sul sigillo finale è ancora di Giulio Maggiore che in 35' giocati segna una doppietta con un calcio a giro che va ad insaccarsi all'angolino: preparazione perfetta, una finta che fa svenire e la battuta inesorabile per Da Costa. Un poker al Dall'Ara, lo Spezia merita di passare il turno pur subendo parecchio e uscendone anche con quel pizzico di fortuna: ma quando segni quattro gol contro un avversario come il Bologna ci sono pochi discorsi da fare. Semmai applausi a non finire a questa squadra e a questo tecnico sulla bocca di tutto il Paese.

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