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Ultimo aggiornamento: Giovedì 28 Gennaio - ore 11.31

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Lo Spezia "interista", da Pandev alla Coppa Italia

Quando il club di Moratti divenne azionista di maggioranza di quello aquilotto, tra il tramonto dell'era Zanoli e l'arrivo di Pino Ruggieri. Dai nerazzurri arrivarono Meggiorini, Cordaz, Dellafiore, qualche meteora e il primo trofeo dei Duemila.

anni di passaggio
Lo Spezia "interista", da Pandev alla Coppa Italia

La Spezia - Una partnership inizialmente più che altro tecnica, sfociata in un controllo effettivo della società per almeno una mezza stagione. Presagio delle squadre satellite solo sulla carta, in verità la storia della partecipazione dell'Inter di Massimo Moratti nello Spezia Calcio a metà anni Duemila è ben più complessa. Introdotta al tramonto dell'epoca di Angelo Zanoli e del quadrumvirato con Rocci, Trevisan e Viganò che aveva riportato il club a giocarsi la serie B dopo il purgatorio della serie C2. Finita con una Coppa Italia di terza serie nelle mani di Ernesto Paolillo, allora presidente aquilotto in quota Inter e subito dopo dirigente apicale di Corso Vittorio Emanuele. Ma anche con il fallimento del 2008, seppure da socio di minoranza.

Sono gli anni che seguono la grande delusione di Trieste, con l'eliminazione dai play off da parte di una squadra che aveva fatto 17 punti in meno in campionato. La forza propulsiva degli imprenditori milanesi si sta esaurendo, si cercano nuovi soci. Nel 2002 l'Inter entra con un 30% e iniziano ad arrivare i ragazzi del settore giovanile nerazzurro. I primi sono Cordaz, oggi portiere del Crotone, insieme a Quadri e a due attaccanti macedoni. Si chiamno Goran Pandev e Aco Stojkov, vincitori dello scudetto primavera l'anno precedente. Il primo mostrava già qualità importanti pur essendo un po' troppo innamorato del pallone, avrebbe chiuso con 22 presenze e 4 reti la sua prima stagione da professionista.
Nella stagione 2003/04 ecco Mathieu Moreau, portiere francese titolare tutto l'anno e ora trasferitosi in Canada dopo aver lasciato il calcio abbastanza presto. Con lui erano arrivati i centrocampisti Napolitano e Pinto Fraga più il centravanti Mattia Altobelli. E' quello l'anno della "scalata" al club. In estate si avvicina alla compagine societaria l'industriale Augusto Belloni, ma il colpo di scena avviene ad ottobre quando si tirano fuori i Viganò e Rocci, arrivati con Trevisan e Zanoli nel 1999 costruendo il club che avrebbe stravinto la serie C2 e sfiorato la serie B con Andrea Mandorlini in panchina.

Nel novembre del 2004 l'Inter versa, ripiana le perdite e si ritrova a detenere in pratica la quasi totalità delle azioni dello Spezia Calcio srl, tanto che il cda si riunisce a Milano nello studio del commercialista Giovanni Camera. Nel primo consiglio d'amministrazione “nerazzurro” siedono anche Piero Ausilio e Ernesto Paolillo, che sarà nominato presidente, mentre la continuità è data da Angelo Zanoli, che lascerà a fine anno, e la spezzinità da Andrea Corradino e Francesco Masinelli.
A gennaio il mercato sull'asse Milano-La Spezia diventa quindi una sorta di biglietto da visita nei confronti di una piazza a dir poco irrequieta dopo aver visto gli obiettivi ridimensionati. Se non negli annunci, quantomeno nei fatti. E allora ecco il ritorno di Cordaz (anche in questo caso poche presenze) insieme all'argentino Pablo Hernan Dellafiore, destinato ad una buona carriera, e al centrocampista Nicola Beati, di cui si parlava un gran bene ma limitato da un paio di ginocchia che non ne volevano sapere di smetterla di dare problemi. Arriva anche Riccardo Meggiorini in sostituzione di Eddy Baggio ceduto al Catania. Per il centravanti, ancora sulla breccia a 35 anni con il Vicenza, neanche una rete in bianco.

Quell'attacco dopotutto aveva già in Massimiliano Guidetti l'assoluta stella. Sono 19 le reti per lui a fine campionato, ma c'è anche quella nella finale di ritorno della Coppa Italia di categoria che a dieci dal termine blocca il Frosinone sull'1-1 al Picco. All'andata vittoria di misura in trasferta con rete di Matteassi e il capitano Roberto Bordin potì sventolare la coppa a centrocampo. E' anche l'ultima stagione di Luca Coti, che da ala va quasi in doppia cifra e si scopre anche abile nei calci di punizione. Davvero la fine di un'epoca.
Poche settimane dopo l'arrivo di Ruggieri che avrebbe rilevato buona parte delle quote interiste, la cavalcata verso la serie B dopo 55 anni porterà la sua firma. Da parte sua Moratti aveva già deciso per un disimpegno graduale, forse dovuto anche alle difficoltà di impiantare una centrale elettrica a ciclo combinato nella piana di Arcola. Un progetto presentato nel 2001 dalla Saras, che aveva trovato l'opposizione degli ambientalisti e della politica locale. Da allora è cambiato tutto tranne l'ipotesi di una centrale a gas, questa volta il progetto l'ha presentato Enel ed il calcio c'entra ben poco.

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